:: C ::

C (CH): simbolo chimico del carbonio.

C 14 (T.ST ): vedi radiocarbonio.

Ca (CH): simbolo chimico del calcio

caccàro (GEOG) (termine dialettale, Umbria): depressione, dolina.

caccia (GEOG) (termine dialettale, Umbria, Marche; da "cacciarsi", nel senso di ripararsi): riparo sotto roccia.

cacuminale (dal latino cacūmen = cima): 1) - (BIO): aggettivo, che designa flore o faune tipiche delle aree sommitali delle montagne. 2) - (GEOL): riferito alle glaciazioni, è il termine che identifica le calotte glaciali sommitali, che ricoprivano le cime delle montagne.

cadin (GEOG) (termine dialettale, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino, Friuli - Venezia Giulia; dall'italiano catino): piccola depressione, catino, quindi anche dolina; sinonimi: cadèn, cadìn, ciadin, kjadin.

caforchie (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo): tana, nascondiglio e, per estensione, grotta; sinonimi: cafurchie, cavocchie, cavucchie, cavute, ngafurchia.

CAI (OR): sigla del Club Alpino Italiano; fanno parte di questo sodalizio quasi tutti gli alpinisti e molti speleologi d'Italia; è stato fondato su iniziativa di Quintino Sella nel 1863 a Torino.

caia (GEOG) (termine dialettale, Lombardia, Bresciano): grotta in generale.

calagiuno (GEOG) (termine dialettale, Puglia): inghiottitoio, voragine.

calanca (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro e Lombardia): antro, burrone, voragine, crepaccio nella roccia; sinonimi: calanche, calanga.

calanchi (GEOL) (dalla voce dialettale emiliana calanch): paesaggio che si forma in terreni molto erodibili, generalmente argillosi, caratterizzato da solchi profondi, strette creste e versanti nudi in rapida evoluzione; è simile al bad land.

calàncone (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, M. Albo): antro, caverna.

calcare (PETR) (dal latino cǎlx = calce): roccia sedimentaria che contiene almeno il 50% di carbonato di calcio (CaCO3); è di origine organogena e, più raramente, chimica; si tratta di una delle rocce più diffuse sulla crosta terrestre; è la roccia tipica in cui avvengono i fenomeni carsici, ma non l'unica.

calcarenite (PETR) (dal latino cǎlx = calce): roccia sedimentaria appartenente al gruppo dei calcari; è composta da granelli di carbonato di calcio con dimensioni inferiori a 2 mm, legati da un cemento calcareo microcristallino.

calce (CH) (dal latino cǎlx = calce): indica due composti chimici che si ricavano abitualmente dal carbonato di calcio: l'ossido di calcio o calce viva, CaO, e l'idrossido di calcio, o calce spenta, Ca(OH)2 (vedi scarburata).

calcefiri (PETR) (dal latino cǎlx = calce): rocce metamorfiche di contatto, derivate da calcari marnosi o silicei.

calcescisti (PETR) (dal latino cǎlx = calce e dal greco skh'zein = dividere): rocce scistose, prodotte dal metamorfismo di sedimenti calcarei o marnosi; nella loro formazione è determinante la presenza di pressioni orientate; quasi sempre contengono mica; anche se si tratta di calcari non puri, le grotte vi si formano abbastanza facilmente; l'uso del termine è essenzialmente limitato alle Alpi.

calcifilo (sin. calcicolo) (BIO) (dal latino cǎlx = calce e dal greco ph'los = amico): aggettivo riferito a piante, e talora ad organismi animali del suolo, che colonizzano preferenzialmente o esclusivamente suoli calcarei.

calcilutite (PETR) (dal latino cǎlx = calce e lŭtum = argilla): roccia sedimentaria appartenente al gruppo dei calcari; è composta in prevalenza (più del 50%) da particelle di carbonato di calcio con dimensioni paragonabili alle particelle di argilla.

calcimetria (T.ST) (dal latino cǎlx = calce e dal greco métron = misura): tecnica per misurare, con un apparecchio chiamato calcimetro, il tenore di carbonato di calcio di una roccia o un suolo.

calcio (CH) (dal latino cǎlx = calce): elemento chimico, simbolo Ca, presente in quasi tutte le rocce, sotto forma di silicati, carbonato, solfato, e altri composti; si trova in soluzione acquosa sotto forma di carbonato acido di c., detto anche bicarbonato di calcio, formula Ca(HCO3)2; non si trova in natura allo stato puro perché si ossida con grande facilità.

calcite (MIN) (dal latino călx = calce): il più importante minerale del calcio e quindi il maggior costituente delle rocce calcaree, formula CaCO3; cristallizza nel sistema trigonale; l'aragonite, che ha la stessa formula, cristallizza invece nel sistema rombico; c. flottante: una forma relativamente rara di concrezione, costituita da una sottile pellicola di c. che galleggia sull'acqua immobile delle vaschette in condizioni di sovrasaturazione; il galleggiamento è legato alle forze di tensione superficiale che prevalgono sulla gravità; basta comunque una minima agitazione per farla cadere al fondo; sinonimo: c. galleggiante.

calco: 1) - (GEOL): controimpronta di struttura sedimentaria, appartenente alla faccia inferiore degli strati sovrastanti l'impronta vera e propria. 2) - (T.ST, ARC): la realizzazione di c. di reperti e di paleosuoli (questi ultimi inevitabilmente distrutti dallo scavo archeologico), è estremamente importante per la documentazione museografica e per studio. Il negativo dei c. è attualmente realizzato con elastomeri al silicone ed usato per ottenere il positivo in vetroresina che viene successivamente colorato con terre provenienti dai depositi originari.

Calcolitico (PC, IN.MET) (dal greco khalkós = rame, l'thos = pietra): età del rame; è la prima età dei metalli (tra il 2.800 e il 2.000 a.C), tra il Neolitico e l'età del Bronzo, anche se i più antichi ritrovamenti di oggetti decorativi in rame nativo (cioè non proveniente da processi di estrazione per fusione) provenienti dalla città di Çatal Hüyük (Konia, Turchia), sono più antichi e risalgono al Neolitico (6.500 a.C).

caldera (GEOL): depressione subcircolare, con dimensioni che possono arrivare ad alcuni chilometri, a fondo generalmente piatto, dovuta allo sprofondamento di un apparato vulcanico preesistente; nonostante la somiglianza della forma, non ha niente a che vedere con le depressioni carsiche.

callara (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo): dolina assorbente.

cambio-attacco (T.ES): vedi frazionamento.

Cambriano (GEOL) (il termine deriva da Cambria, antico nome del Galles): è il primo periodo dell'era paleozoica; va da 570 a 500 milioni di anni fa.

camera d'aria: 1) - (IDR): così è chiamato, nelle grotte sommerse, un ambiente aerato compreso fra il pelo libero dell'acqua e la volta della grotta; non ha comunicazione con altri ambienti della grotta, se non attraverso l'acqua; sinonimi: campana d'aria, sacca d'aria. 2) - (T.ES): in speleologia frequentemente si usano porzioni delle camere d'aria dei pneumatici, per lo stoccaggio e il trasporto del carburo.

Camerota*, Marina di- (ARC.P): gruppo di grotte marine lungo la costa meridionale del Cilento (Salerno, Campania) da M. d. C. a Scario con reperti a partire dal Paleolitico medio (Musteriano).

camino (GEOL): 1) condotto vulcanico attraverso cui il magma risale alla superficie. 2) - condotto verticale o subverticale, nella grotta, che si affronta dal basso all'alto, spesso con tecniche alpinistiche; se è privo di sbocco si chiama c. cieco; per analogia, in alpinismo si chiama c. un tratto di parete che permette di arrampicare con la tecnica dell'opposizione fra due paretine contrapposte; c. d'equilibrio: termine di idraulica impiegato per designare un condotto carsico subverticale nel quale le acque di piena risalgono fino a raggiungere lo stesso livello degli altri ambienti circostanti.

campana d'aria (IDR): sinonimo di camera d'aria nel significato 1.

campaniforme, Vaso- (PC, IN.CER): tipo di vaso in ceramica a forma di campana rovesciata, decorato, che caratterizza una cultura diffusa in tutta l'Europa occidentale e centrale fino alla Danimarca (2.500-2.000 a.C. la fase più antica). Tipiche di questa cultura sono le sepolture individuali in posizione rannicchiata e, più recenti, le tombe ad incinerazione.

campo: 1) - (GEOG): (termine dialettale, utilizzato in tutto l'Appennino, in Italia centrale e meridionale) bacino carsico a fondo piatto, polje; sinonimo: cambe (Abruzzo). 2) - (GEOL): significa "regione", ma viene sempre usato unitamente a un altro termine che ne precisa il significato; c. di doline: regione ricca di doline; c. di lapiaz, e c. solcato: regione ricca di lapiaz, o karren; in luogo di questa espressione è molto usata anche l'espressione tedesca karrenfeld. 3) (T.ES): a volte nel corso di esplorazioni in grandi complessi carsici, in zone molto distanti dall'ingresso, possono essere indispensabili c. interni attrezzati per la permanenza di più giorni degli speleologi o per esigenze di soccorso.

Campodeidi (lat. Campodeidae) (BIO): famiglia di Insetti Apterigoti dell'ordine dei Dipluri, con corpo allungato e depresso e con addome provvisto all'apice di due lunghe e fragili appendici (cerci). Abbondanti nella fauna del suolo, annoverano specie troglobie (in Italia, ad es., nel genere Campodea e nel genere endemico di Sardegna Patrizicampa).

campu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): piano carsico, polje.

canale (GEOG) (termine dialettale, Lazio, Abruzzo): sorgente.

canale di volta (MORF): solco a sezione semicircolare, con dimensione dell'ordine di decimetri o di metri, presente nella volta di una galleria; spesso meandriforme, generalmente si forma quando una galleria a pieno carico è parzialmente ricolma di argilla e altri sedimenti.

canalone (GEOG): incisione della parete, in montagna, con pendenza di almeno 45, che convoglia l'acqua, le valanghe e le pietre.

Canavesiella (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera due specie ipogee nelle Alpi Graie (Italia nord-occidentale).

candélas (MIN) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): stalattiti, stalagmiti.

cànetra (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo, Lazio): usato talvolta nel senso di dolina a forma di canestro.

canini atrofici di cervo (BIO, ARC.P) (dal greco athroph'a = difetto di nutrizione): denti canini superiori che hanno la cuspide arrotondata, utilizzati frequentemente nel Paleolitico superiore come ornamenti e pendagli. In francese: croche.

canna (IDR) (termine dialettale, Sardegna): sorgente, vena d'acqua.

cannula (MIN): vedi tubolare, concrezione.

cañon, o canyon (GEOG) (il primo è termine spagnolo derivato da caño = tubo e dal latino cănna = canna; il secondo è termine inglese): usato internazionalmente; i termini italiani corrispondenti sono "forra" e "gola"; indica una valle stretta e profonda con pareti verticali o subverticali; si trova con particolare frequenza nei terreni calcarei; talvolta con il termine di c. sono indicate le gallerie interne alla grotta con simile morfologia; sarebbe meglio chiamarle "cañon sotterranei".

cañon sotterraneo (GEOG): vedi cañon.

canotto (T.ES) (dallo spagnolo canoa): piccola imbarcazione gonfiabile, in gomma o altro materiale impermeabile, utilizzata a volte in speleologia, che permette brevi spostamenti sulla superficie dell'acqua.

Cansiliella (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera due specie ipogee, molto specializzate, di grotte delle Prealpi venete e friulane.

cantaru (IDR) (termine dialettale, Sardegna, Gallura): sorgente, vena d'acqua.

canyoning (T.ES): termine inglese coniato in tempi recenti e utilizzato in molti paesi; significa escursionismo nei canyon e secondariamente anche loro esplorazione; questa attività, prettamente sportiva, è stata iniziata soprattutto da speleologi perché i loro materiali e le tecniche usate permettono di scendere in posti altrimenti inaccessibili.

caolinite (o kaolinite) (MIN) (nome riferito alla località cinese di Kao-ling): varietà di argilla proveniente dall'alterazione di alcuni silicati in ambienti con clima caldo e umido; sinonimo: caolino.

caos (MORF) (dal greco kháos = abisso): termine usato talvolta per indicare un ampio ambiente sotterraneo con blocchi di grandi dimensioni; espressioni simili: frana di massi, falda detritica.

capacità polmonare (MED, SUB): c. vitale: il volume di aria che l'individuo può emettere con un'espirazione forzata dopo un'inspirazione massima; c. funzionale residua: il volume dell'aria che rimane nel polmone dopo una normale espirazione; c. polmonare totale: il volume d'aria nel polmone al termine di un'inspirazione massima (c. vitale più c. funzionale residua).

Cap Blanc*, Le- (ART, ARC.P): in Dordogne (Marquay, Francia), riparo celebre per un fregio di grandi dimensioni sulla parete, in bassorilievo, con animali. Reperti (industria, focolari) del Maddaleniano.

capelli d'angelo (MIN): concrezioni molto fini e delicate; l'espressione ha due significati principali: 1) - stalattiti calcitiche tubolari, dette anche "spaghetti" 2) - forme particolari di mirabilite o di gesso, con l'aspetto di capelli, e diametro di qualche decimo di millimetro.

caposaldo (T.ST): posizione nella quale si eseguono le misure quando si effettua il rilievo topografico della grotta; nella linea spezzata ideale (poligonale aperta) tracciata attraverso tutta la grotta, ad ogni angolo corrisponde un c.

captore: vedi fluocaptore.

capviinte (GEOG) (termine dialettale, Puglia): voragine, inghiottitoio con piccolo ingresso e aria soffiante; sinonimi: capovento, chepvint.

Carabidi (lat. Carabidae) (BIO): vastissima famiglia di Coleotteri, di norma predatori, caratterizzati da corpo e appendici spesso allungati, e talora da habitus afenopsiano nelle specie ipogee più specializzate. Con i Colevidi Leptodirini, rappresentano il gruppo di Artropodi terrestri più rappresentato in grotta, in tutti i continenti. Fra i gruppi presenti in Italia con elementi sotterranei regolarmente troglofili o troglobi, sono da citare i Nebriini (Nebria), gli Scaritini (Italodytes, e forse alcune Typhloreicheia di Sardegna, note solo di grotta), i Trechini, gli Sfodrini, i Pterostichini (Speluncarius) e i Molopini (Speomolops, Typhlochoromus).

carapace (BIO): scudo dorsale che protegge il cefalotorace in alcuni gruppi di Crostacei e il tronco in alcuni Rettili.

caravotte (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo): buca molto profonda, burrone; sinonimo: caravocchie.

carbonati (CH): gruppo di composti chimici che hanno in comune lo ione (CO3)2-; il più importante perché molto diffuso sulla crosta terrestre è il c. di calcio, CaCO3 che si trova sotto forma di calcite e aragonite; molto diffusa anche la dolomite, c. doppio di calcio e magnesio, CaMg(CO3)2; il carbonato acido di calcio, Ca(HCO3)2, non esiste allo stato solido ma solo in soluzione ed è in questa forma che il calcare viene asportato nel processo di formazione della grotta (vedi speleogenesi).

carbone (BIO, MIN, T.ST): deposito fossile di origine organica costituito in massima parte da carbonio; deriva da sostanze organiche che si sono ridotte (riduzione = perdita di ossigeno) più o meno completamente; i principali c. fossili sono l'antracite, il litantrace, la lignite e la torba; questa classificazione è basata sul grado di carbonizzazione che dipende prevalentemente dall'età del deposito; un'ordinata distribuzione spaziale di frammenti di c. in un deposito in grotta può segnalare la presenza di un focolare; c. attivo: c. che ha subito un particolare trattamento che lo rende atto ad adsorbire le molecole di una particolare dimensione escludendo quelle più piccole, e pertanto è impiegato per depurare le acque e per trattenere la fluoresceina e altri composti usati come traccianti in speleologia; sinonimo: charcoal, termine inglese usato a volte in italiano.

carbonico, acido (CH): vedi acido.

Carbonifero (GEOL): periodo dell'era paleozoica che va da 360 a 290 milioni di anni fa.

carbonio (CH): elemento chimico, simbolo C, che si trova in natura allo stato puro come diamante e grafite e unito ad altri elementi nei depositi fossili di carbone e di idrocarburi e in tutti i carbonati; è il principale componente di tutti gli esseri viventi; è inoltre contenuto nei gas biossido di c. (CO2) e ossido di c. (CO); C 14: vedi radiocarbonio.

carburo di calcio (CH): composto chimico artificiale, simbolo CaC2, che reagendo con l'acqua sviluppa acetilene, gas utilizzato per illuminazione e generato nella lampada ad acetilene. (Vedi anche scarburata).

cardiale (IN.CER, BIO) (dal greco kard'a = cuore, riferito alla forma di conchiglie di molluschi Bivalvi): decorazione della ceramica ottenuta con l'impressione sull'argilla, prima della cottura, di conchiglie di Cardium edule. Periodo Neolitico antico.

cariato/a (GEOL): termine per indicare una piccola porzione di roccia con cavità irregolari, dovute in genere a corrosione; è una caratteristica tipica delle rocce carbonatiche, in particolare i calcari.

carico di rottura (di un materiale) (FIS): è definito come il valore della sollecitazione, per unità di superficie, che provoca il cedimento di un materiale. Il c.d.r. residuale di una corda con nodo esprime la percentuale residua del c.d.r., tenuto conto della diminuzione di questo in corrispondenza del nodo.

carico idraulico (IDR) (dal greco hýdraulos = organo ad acqua): altezza del livello piezometrico in rapporto alla quota di una superficie di riferimento; termine usato in idrogeologia.

carnicchiu (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo): nascondiglio, quindi anche piccola grotta.

carniola (PETR) (termine che deriva dalla regione della Carnia): roccia sedimentaria composta da frammenti agglomerati con cemento dolomitico.

carnivoro (BIO) (dal latino vorāre = divorare): 1) - aggettivo riferito a organismi che si nutrono di carne di altri organismi, vivi o morti. 2) - sostantivo (lat. plur. Carnivora): ordine dei Mammiferi a cui appartengono numerose specie, estinte o attuali, regolari frequentatrici delle grotte.

carota (GEOL): campione di roccia o di sedimento prelevato con una macchina apposita, detta carotatore o carotiere, durante un sondaggio; ha forma cilindrica.

carpìda (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): antro.

carreggiamento (GEOL): traslazione orizzontale di una zolla di terreni di notevole dimensione (almeno qualche kmq di superficie) per distanze dell'ordine di decine o centinaia di chilometri su altre rocce, generalmente più recenti; la zona carreggiata è detta falda o coltre di ricoprimento; oggi il termine è poco usato e sostituito dall'inglese thrust.

carroppu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): crepaccio nella roccia.

carrucola (T.ES): Utilizzata soprattutto in operazioni di soccorso. Accoppiata con un bloccante permette la realizzazione di un paranco.

càrsena (GEOG) (termine dialettale, Piemonte, Alpi Liguri): indica una cavità assorbente; sinonimo: carsna.

carsificabile (GEOL): dicesi di qualsiasi roccia che presenta fenomeni carsici (vedi carsismo).

carsificazione di un corso d'acqua, indice di- (IDR): è la percentuale d'acqua penetrata sotto terra attraverso le perdite rispetto alla portata totale del torrente che scorre sulla roccia carsica (vedi carsismo).

carsismo (GEOL): il complesso dei fenomeni, interni ed esterni, che avvengono nelle rocce contenenti forti percentuali di carbonato di calcio. Le tre fasi del processo carsico sono quella solida, CaCO3, quella liquida, H2O, e quella gassosa, CO2. il c. in senso stretto è proprio dei calcari puri, mentre il semicarsismo è associato ai calcari marnosi. Tali fenomeni sono associati alla corrosione di questo sale da parte di acqua acidulata. Vedi anche carso.

Carso* (GEOG): il territorio a nord di Trieste, che si trova oggi, politicamente, parte in Italia e parte in Slovenia, nel quale si manifestano con particolare evidenza i fenomeni detti appunto carsici: è quindi la regione di riferimento per questi fenomeni.

carso (GEOL): il termine deriva da una parola pre-indoeuropea associata all'idea di luogo roccioso e ne derivano molti toponimi in tutta l'Italia; con riferimento all'omonima regione geografica, il termine c. designa oggi un paesaggio con evidenti fenomeni carsici, sia in superficie che in profondità: ovvero grotte, lapiaz, canyon, doline, valli secche, ecc.; il termine è anche usato per designare generalmente il fenomeno carsico, e in questo caso c. è sinonimo di carsismo; il concetto di c. è associato alla corrosione (chimica) della roccia calcarea, ma lo stesso termine viene talvolta riferito ad altre rocce solubili, come il gesso; in questo caso è più corretto il termine di paracarso. Il termine viene spesso usato unito ad aggettivi che meglio lo specificano; c. a cockpit: tipo di carso che si sviluppa nei climi caldi e umidi, caratterizzato da tante piccole doline ravvicinate; c. a coni: forma di rilievo carsico tipica di clima tropicale umido; il paesaggio è caratterizzato da rilievi di forma conica con pareti molto ripide, alti fino a qualche centinaio di metri; questi rilievi sono attraversati, alla base, da larghe grotte orizzontali a livello della pianura; sia le grotte che la pianura fra i rilievi sono spesso soggetti ad allagamenti; c. a guglie: forma tipica del c. tropicale; mostra guglie appuntite alte molti metri; c. a torri: analogo al carso a coni, ma più imponente e con rilievi a pendenza maggiore; c. coperto: c. che si sviluppa al di sotto di una formazione non carsica, generalmente di modesto spessore, dovuta o a decalcificazione del substrato, o ad alluvioni; c. cutaneo: carso che si sviluppa al di sotto del permafrost; tipico dei climi molto freddi; c. di alta montagna, o c. alpino: caratterizzato da campi di lapiaz molto sviluppati, grotte molto profonde e poco concrezionate; c. dinarico: vedi Dinaridi; c. fossile: carso nel quale non esiste più circolazione idrica: è quindi una forma senile; c. idrotermale: i fenomeni carsici sono prodotti da acque calde e acide di origine profonda; c. litorale: carso che si sviluppa lungo la linea di costa, e nel quale gioca un ruolo importante il moto ondoso; c. nudo: carso privo di copertura vegetale; c. periglaciale (GEOL): zona carsica in cui i fenomeni principali sono di tipo criocarsico; c. profondo: dicesi di un carso sviluppatosi in condizioni di pieno carico; c. sbarrato: massiccio carsico in contatto tettonico con una roccia impermeabile, tramite una faglia; in questo caso può esistere una falda freatica al di sotto del limite superiore della roccia impermeabile; c. superficiale: designa l'insieme delle forme carsiche che si riscontrano sulla superficie delle zone calcaree, quindi lapiaz, doline, pozzi, ecc. sinonimo: esocarso.

carsologia (GEOL) (da radice preindoeuropea con significato di "luogo roccioso" e suffisso logia): studio scientifico delle regioni e dei fenomeni carsici; comprende l'idrologia del carso, la geomorfologia carsica, la speleologia fisica, la meteorologia ipogea, ecc.

carta geologica (T.ST) (dal greco = terra e suffisso -logia): carta topografica che riporta una rappresentazione convenzionale di dati geologici: le formazioni (rappresentate con diversi colori e sigle), i limiti stratigrafici e tettonici, le faglie, direzione e immersione degli strati, e così pure le sorgenti, le cave, le miniere, ecc.; esistono c. g. particolari, come le carte stratigrafiche, strutturali, tettoniche, paleolitologiche, ecc.

caruna (GEOG) (termine dialettale, Lombardia): campo solcato.

carvàja, carvajò (GEOG) (termine dialettale; Romagna): crepaccio nella roccia, quindi anche abisso.

cascata stalagmitica (MIN) (dal greco stálagma = goccia): concrezione calcarea che per la sua forma ricorda una c. di ghiaccio; sinonimi: c. pietrificata, colata stalagmitica.

casco (T.ES) (dallo spagnolo casco = coccio, cranio): copricapo per speleologi, generalmente di materiale plastico, per proteggere la testa da urti e cadute di pietre; abitualmente sul c. è montato il sistema di illuminazione, ad acetilene o elettrico (vedi anche fotoforo).

cast (GEOL): termine inglese che significa calco o controimpronta; si forma per il riempimento di un'impronta in una roccia sedimentaria durante il processo di formazione.

Castelcivita* (ARC.P, TUR): grotta di interesse turistico, in comune di Castelcivita (Salerno, Campania, alla base dei monti Alburni); presenza di industria del Paleolitico superiore (Epigravettiano).

Castellana* (TUR): grotta di interesse turistico, in comune di Castellana Grotte (Bari, Puglia); assieme a quella di Frasassi è la grotta turistica più frequentata d'Italia.

Castelperroniano (PC) (francese Châtelperronien): facies culturale che segna il passaggio dal Paleolitico medio al superiore in Francia. Deriva dal Musteriano di tradizione acheuleana (verso i 34.000 anni a.C.), in parte contemporaneo all'Aurignaziano. È ormai accertato che l'industria C., è opera degli ultimi Neandertaliani. Tipico un utensile litico definito "coltello di Châtelperron". Deriva il nome dalla grotta di Châtelperron (Grotte des Fées, Allier, Francia).

Castillo*, El- (ARC.P): grotta ornata a Puente Viesgo, Santander, Cantabria, Spagna. Grazie alla stratigrafia completa del Paleolitico i primi scavi permisero di stabilire lo schema cronologico delle culture di questo periodo. Notevole l'arte mobiliare del Maddaleniano.

cata- (dal greco katá = sotto): prefisso a molti termini.

cataclasi (GEOL) (dal greco katáklasis = frattura): processo di frantumazione della roccia nelle zone di frattura e dislocazione tettonica; la roccia formata a seguito di tale processo è detta cataclasite.

catacombe (ARC, CA) (prefisso cata- e dal latino cŭmba = cavità): sotterranei artificiali utilizzati per sepolture multiple o rifugi dai primi cristiani.

cataglaciale (GEOL) (prefisso cata-, con significato di "alla fine" di un fenomeno): fase terminale di un periodo glaciale nella quale le nuove condizioni climatiche portano ad un ritiro dei ghiacci; contrapposto ad anaglaciale.

catasto delle grotte (OR): uno dei compiti principali degli speleologi è quello di documentare l'attività esplorativa e di descrivere le grotte di una zona. Il c. raccoglie ed organizza i dati raccolti sul campo e stila di ogni grotta una scheda catastale che contiene tutta una serie di informazioni: ubicazione (coordinate, località, ecc.), nomi, dati metrici (sviluppo, profondità, ecc.), litologia, descrizione ed annotazioni particolari (archeologia, utilizzo, ecc.), elenco delle grotte di una certa regione e loro caratteristiche più importanti. In Italia il c. è ordinato su base regionale e gestito dalla SSI (Società Speleologica Italiana).

catàuso (GEOG) (termine dialettale, Lazio, Campania): grande cavità verticale, inghiottitoio in cui spariscono le acque; sinonimi: catàvio, catàvoso, cauto, cavuto.

categoria tassonomica (BIO): vedi taxon.

catena alimentare (BIO): definita anche, con accezioni più o meno simili, come c. trofica o piramide alimentare, indica le relazioni successive di rapporto alimentare (trofico) tra un livello e l'altro di organismi popolanti un dato ambiente. In grotta, tale c. manca del livello che garantisce la fotosintesi clorofilliana in presenza di luce, rappresentato tipicamente dalle piante verdi nell'ambiente epigeo. Ne consegue l'assenza di animali fitofagi (o erbivori).

catino (GEOG) (termine dialettale, Lazio, Toscana): grande dolina, polje.

catravasso (GEOG) (termine dialettale, Lazio): piccola cavità verticale o decisamente discendente; sinonimo: catravio.

cattura (IDR, GEOG): fenomeno per il quale un corso d'acqua abbandona il suo alveo e si riversa in un altro vicino; il fenomeno può avvenire sia all'esterno sia nei corsi d'acqua sotterranei; in questo caso, in luogo del torrente che è stato catturato, rimane una galleria inattiva.

Caudano* (TUR, BIO): grotta in comune di Frabosa Sottana (Cuneo, Piemonte), recentemente aperta ad una limitata forma di turismo. Nel 1962 vi è stato effettuato il primo esperimento di soggiorno prolungato in grotta (Operazione 700 ore sotto terra). Oltre a ricerche di fisiologia umana furono allora effettuati studi sull'adattamento di animali domestici e saggi di coltivazioni di ortaggi in ambiente di grotta.

cava (GEOG): 1) - località da cui si estraggono rocce o minerali utili, a cielo aperto. 2) - cava e cavedda sono anche termini dialettali (Sicilia, Siracusa), per indicare una valle stretta e profonda, simile a una forra.

Cavallo* (ARC.P): grotta sita in comune di Nardò (Lecce, Puglia) con strati che documentano una delle più lunghe sequenze del Paleolitico medio in Italia, seguito dai livelli dell'Uluzziano (Paleolitico superiore).

Cavallone* (TUR): grotta di interesse turistico, in comune di Taranta Peligna (Chieti, Abruzzi).

cavàta (GEOG) (termine dialettale, Appennino centrale): canale di drenaggio, sorgente.

caverna (GEOG) (dal latino căvus = cavità): è sinonimo di grotta, però generalmente ci si riferisce a una cavità ad ampio ingresso e limitato sviluppo.

cavernicolo (BIO) (dal latino cŏlere = abitare): letteralmente, "abitatore delle caverne"; come tale, l'aggettivo può essere applicato correttamente solo agli organismi popolanti il mondo ipogeo. Non può invece essere riferito (come avviene talora in letteratura, in modo totalmente errato) a un cosiddetto "ambiente c.", che deve essere invece definito come ambiente di grotta, ipogeo, o sotterraneo.

cavernosità, indice di- (GEOL): è il rapporto fra il volume totale di vuoti e il volume totale del massiccio carsico; è chiamato anche indice di speleogenesi.

cavernoso (GEOL): a struttura vacuolare, con vuoti di notevoli dimensioni; questo aggettivo non è usato per indicare genericamente qualcosa di relativo alle caverne.

cavità (GEOG): lo spazio vuoto all'interno di un volume solido; in speleologia il termine viene frequentemente usato come sinonimo di grotta; viene spesso accompagnato con aggettivi che indicano la roccia incassante o il meccanismo di formazione (analogamente al termine "grotta"); abbiamo così c. carsiche, c. glaciali, c. naturali e artificiali, c. tettoniche, vulcaniche, ecc.

cavità artificiale (GEN): pozzi, gallerie, e in genere cavità scavate in passato dall'uomo; presentano talvolta problemi di percorribilità che possono essere risolti con la tecnica e l'esperienza degli speleologi; l'esplorazione di queste cavità può presentare interesse storico, archeologico, talvolta anche biologico, perché gli ambienti possono presentare caratteristiche simili a quelle di una grotta naturale. L'esplorazione di c. a. veniva un tempo chiamata "speleologia urbana", termine che oggi è poco usato.

cavitazione (GEOL, FIS): fenomeno dovuto al susseguirsi di onde d’urto e vuoti che porta allo sgretolamento della roccia, soprattutto in regime freatico.

cavocchie, cavute: vedi caforchie.

cavolfiore (MIN): particolare forma di stalagmite che ricorda appunto il c..

cavòlu (GEOG) (termine dialettale, Sicilia, zona dell'Etna): si riferisce a una fessura o crepaccio lungo, stretto e talora molto profondo, scavato nella lava.

càvula (GEOG) (termine dialettale, Emilia): piccola cavità.

CDS (OR): sigla del Centro di Documentazione Speleologica Franco Anelli, con sede a Bologna; gestisce la biblioteca della Società Speleologica Italiana (SSI).

CE: sigla di Conforme aux Exigences; è il marchio che certifica che un prodotto (quindi anche l'attrezzatura dello speleologo) è conforme alla direttiva europea (686/89 CEE).

cementazione (GEOL, MIN) (dal latino caemĕntum = pietra da tagliare): formazione del cemento in un sedimento che si consolida in roccia sedimentaria; il minerale che forma il cemento può provenire dalla dissoluzione di granuli del sedimento stesso oppure può esservi introdotto dall'esterno.

cemento (GEOL, MIN) (dal latino caemĕntum = pietra da tagliare): minerale secondario formato dopo la deposizione di un sedimento clastico per precipitazione delle soluzioni circolanti entro i suoi vuoti che lega insieme i granuli e la matrice; i c. più comuni sono di calcite e di silice.

cengia (AL) (dal latino volgare cingla = cintura): termine alpinistico, ma utilizzato anche in speleologia, che designa un tratto orizzontale o quasi, facilmente percorribile, lungo una parete rocciosa.

cénote (GEOG) (termine proveniente da Yucatan, Messico): designa un'apertura in comunicazione con la falda carsica; permette ai subacquei di esplorare un sistema carsico completamente allagato.

Cenozoico (GEOL) (dal greco kainós = recente): era geologica, detta anche Terziario.

céole: vedi còvolo.

ceramica (IN.CER) (dal greco kéramos = argilla): prodotto della cottura dell'argilla per la fabbricazione di recipienti. Compare nel Neolitico con l'instaurarsi di abitudini stanziali. A seconda delle forme e decorazioni si differenziano le varie culture (es. cultura del Vaso a bocca quadrata, del Vaso campaniforme, ecc.).

cerniera (GEOL): la zona più fortemente curvata di uno strato piegato; la parte interna della c. in cui si trova la più forte curvatura si chiama nucleo.

Cervidi (BIO): famiglia di Mammiferi, Artiodattili.

Chapelle aux Saints*, La- (ANT, PAL): grotta in Corrèze (Francia) celebre per la scoperta della prima sepoltura neandertaliana (lo scavo, degli abati Bouyssonie, è del 1908); lo scheletro, quasi completo, di Neandertaliano ha fornito gli elementi per la prima descrizione morfologica di questo Ominide da parte di M. Boule nel 1911-1913.

charcoal (T.ST): vedi carbone.

Chauvet* (ART, ARC.P): grotta in Ardèche (Francia). Scoperta nel 1994 da tre speleologi, la grotta contiene grandi quantità di ossa di orso delle caverne e una serie di circa 450 pitture, incisioni e disegni realizzati con tecnica raffinata. Sono inoltre state trovate tracce di focolare e numerose impronte umane e animali. Le datazioni coprono un arco dai 22.000 ai 32.000 anni BP, catalogando perciò le pitture tra le forme d'arte evoluta più antiche attualmente note.

Chelleano (PC): termine attualmente in disuso designante una facies culturale finale del Paleolitico inferiore. Derivato dalla Chelles (Francia).

chemiosintesi (BIO) (dal greco khyméia = miscela di liquidi e sýnthesis = unione): sintesi di composti organici attraverso processi chimici, che escludono la fotosintesi clorofilliana. In grotta, è un processo tipico dei Batteri.

chemorecettore (sin. chemiorecettore) (BIO) (dal greco khyméia = miscela di liquidi e dal latino recĭpere = ricevere): organulo capace di percepire la presenza di sostanze chimiche organiche o inorganiche nell'ambiente, anche se presenti talora in quantità limitatissime. Sono tipicamente presenti nelle antenne e in altre strutture degli Artropodi, e negli organismi ipogei sono indispensabili per la ricerca del cibo e del partner.

cheratina (BIO) (dal greco kéras = corno): costituente principale del tegumento dei Vertebrati; si tratta di una scleroproteina contenente zolfo a struttura complessa ed è abbondante negli strati cornei della pelle, nelle corna, unghie, aculei, scaglie, penne.

chiatre (GEOG): (termine dialettale, Abruzzo): dolina assorbente.

chiave di bloccaggio (T.ES): tratto della corda di discesa che passa nel moschettone su cui è attaccato il discensore e che poi contorna l'attrezzo per bloccarlo; evita che la corda scorra nel discensore quando lo speleologo deve avere entrambe le mani libere per compiere delle manovre.

chiavica (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo, Lazio): inghiottitoio, di solito alla fine di un fosso; sinonimi: chiavicozza, chiatra, ciauca, ciaveca.

Chilopodi (lat. Chilopoda) (BIO) (dal greco kh'lioi = mille e poús = piede): classe di Artropodi con corpo allungato e diviso in segmenti dotati ognuno di un paio di zampe. Il capo è munito di un paio di antenne e gli arti del primo paio sono trasformati in piedi-mascelle (massillipedi) con annesse ghiandole velenifere. Chiamati volgarmente "millepiedi", sono attivi predatori e annoverano specie troglofile e troglobie, particolarmente concentrate nell'area euro-mediterranea, a Cuba, in Corea e in Giappone. In Italia, sono da citare rappresentanti del genere Lithobius e del sottogenere Troglolithobius (quest'ultimo con una specie, T. sbordonii, endemica della Sardegna orientale).

chiocciolaio (ARC.P) (in francese: éscargotière): accumulo di consistenti quantità di conchiglie di molluschi marini o terrestri, a volte all'ingresso di grotte, testimonianza di intensiva raccolta di molluschi a scopo alimentare soprattutto nel Mesolitico. Nelle coste dei paesi nordici, dove i c. sono frequenti, vengono chiamati col termine danese di kjökkenmödding.

chiodo (T.ES): attrezzo in acciaio o in lega, raramente in titanio, che si ancora alla roccia; è munito di un anello a cui, tramite un moschettone, si ancorano corde per vari usi; i c. classici da alpinismo, da piantarsi nelle fessure naturali della roccia, sono poco impiegati in speleologia; così pure i c. a sezione cilindrica, da piantarsi in un foro fatto dal trapano (vedi piton); da un trentennio sono di uso generale i c. autoperforanti, gli spit o, dopo l'avvento dei trapani a batteria, quelli che richiedono una foratura preventiva, come gli spit-fix.

Chionea (BIO): genere di Ditteri Tipulidi, privi di ali, boreali e/o alto-montani, adattati all'attività invernale, talora a temperature bassissime. In Italia, alcune specie sono troglofile e si rinvengono particolarmente in pozzi a neve e grotte fredde di alta quota.

Chirotteri (lat. Chiroptera) (BIO) (dal greco khéir = mano, pterón = ala): ordine di Mammiferi ben noti con il nome comune italiano di Pipistrelli; crepuscolari o notturni, in grado di volare mediante gli arti anteriori trasformati in ali in quanto provvisti di dita molto allungate sulle quali è sottesa una sottile membrana elastica (patagio) unita al corpo, agli arti posteriori e all'appendice caudale. Comprendono i Macrochirotteri, tropicali o sub-tropicali, di grandi dimensioni, frugivori, e i Microchirotteri, predatori, di norma insettivori, diffusi anche nelle aree temperate e fredde. Fra questi ultimi, sono rappresentate in Italia le famiglie dei Molossidi, dei Vespertilionidi e dei Rinolofidi. Le due ultime annoverano numerose specie regolarmente troglofile, che utilizzano le grotte come riparo diurno, come luogo di svernamento o come luogo per la riproduzione (grotte note come "nursery"). Nelle cavità naturali, ma pure in sotterranei artificiali, alcune specie formano, in aree sia temperate, sia tropicali, colonie numerosissime; in alcune grotte, e in alcuni periodi dell'anno, possono essere presenti contemporaneamente differenti specie, talora dislocate in parti diverse della cavità. La loro presenza consente la formazione di estesi depositi di guano, risorsa trofica fondamentale nell'ambiente sotterraneo e sede di una ricca associazione di specie animali. Com'è noto, i Pipistrelli si muovono agevolmente nell'oscurità delle grotte, come nel buio notturno, mediante un raffinato sistema di ecolocazione. Tutte le specie di C. troglofili presenti in Italia, in declino o minacciate di estinzione, sono soggette a norme di protezione da parte della Comunità Europea. Le grotte, ancora numerose in Italia, che ospitano colonie importanti di C., meritano pertanto un'attenzione particolare nella frequentazione speleologica o turistica. Numerosi gruppi speleologici sono fortemente impegnati in progetti di censimento e conservazione di questi animali.

chitina (BIO) (dal greco khitō'n = rivestimento): sostanza organica azotata con elevata resistenza agli agenti chimici; in natura è il principale componente dell'esoscheletro degli Artropodi; è presente anche nella parete cellulare dei funghi.

chiusa, valle- (GEOG): valle che verso l'a-monte appare sbarrata improvvisamente, in corrispondenza di una sorgente carsica; da non confondersi con valle cieca.

Choleva (BIO): genere di Coleotteri Colevidi con numerose specie regolarmente foleofile e troglofile. Alcune trascorrono periodi di diapausa sulle pareti delle grotte presso gli ingressi, in nicchie coperte di argilla.

chopper e chopping-tool (IN.LIT, UT) (termine inglese-americano: utensile per tagliare): utensili preistorici litici multifunzione ottenuti dalla semplice scheggiatura monolaterale (c.) o bilaterale (c.-t.) di un ciottolo. Sono caratteristici delle culture più antiche pre-acheuleane di Homo habilis, perdurando comunque occasionalmente anche in periodi più recenti.

Chou Kou Tien*: vedi Zhoukoudian.

ciabie, claupe: vedi còvolo.

ciadìn: vedi cadìn.

cianosi (MED) (dal greco kýanos = azzurro): colorazione bluastra della cute dovuta a insufficiente ossigenazione del sangue.

ciclo (GEOL) (dal greco kýklos = giro): indica la successione di vari fenomeni; a seconda del campo di applicazione, si parla di c. orogenetico, c. sedimentario, c. di erosione, c. geochimico, ecc.; si parla di c. carsico nel descrivere la formazione di un sistema carsico, la sua evoluzione e il suo smantellamento.

cieca, valle- (GEOG): valle che termina con un inghiottitoio che smaltisce completamente la portata idrica, e pertanto non ha sbocco verso valle; da non confondersi con valle chiusa.

cincirriolu (BIO) (termine dialettale, Sardegna): pipistrello.

cinematografia (FOT): nell'attività di documentazione speleologica, grande rilievo ha la realizzazione di filmati; con l'impiego già da diversi anni delle telecamere portatili, attualmente digitali (che, rispetto alle vecchie cineprese, hanno maggiore versatilità, sensibilità alla luce e non sono vincolate all'uso della pellicola di alto costo e di scarsa durata) si sono risolti i più grossi problemi riguardanti la realizzazione di filmati in grotta.

ciondar: vedi sfondar.

ciot (GEOG), termine dialettale (Piemonte): depressione, quindi anche dolina.

ciota (GEOG), termine dialettale (Piemonte settentrionale): grotta.

ciottolo (GEOL): elemento clastico, arrotondato per erosione durante il trasporto in acqua, con diametro medio, per definizione, compreso fra 4 e 250 millimetri.

ciottolo dipinto (ART, IN.LIT): c. d. (arte mobiliare) si trovano frequentemente in giacimenti preistorici del periodo aziliano.

circadiano (BIO): vedi ritmo circadiano.

Circeo*, grotte e ripari del monte- (ARC.P): sul promontorio a S. Felice Circeo (Lazio) alcune grotticelle (g. Guattari, rip. Blanc, g. Breuil, g. Barbara, g. Fossellone) conservano depositi (con resti umani) a partire dal Paleolitico medio. Il cosiddetto "Cranio del Circeo", proveniente dalla g. Guattari che, per la presenza di uno sfondamento della base cranica e la disposizione originaria al centro di un gruppo di pietre, era stato considerato in passato come prova di attività cannibaliche e rituali presso i Neandertaliani, in realtà si è rivelato essere stato colà trasportato da iene che frequentavano la grotta.

circo (GEOL): depressione a forma di semicerchio, con pareti ripide, alla testata di una valle; generalmente è di origine glaciale, e si parla in tal caso di c. glaciale; c. carsico: la forma è simile a quella del circo glaciale, ma la genesi è legata alla presenza di una o più emergenze che per erosione regressiva fanno arretrare la parete alla periferia di un massiccio.

Cirolanidi (lat. Cirolanidae) (BIO): famiglia di Crostacei Isopodi principalmente marini; alcune specie hanno colonizzato le acque dolci sotterranee probabilmente nel corso delle regressioni marine del Miocene. Un genere specializzato alla vita stigobia è Typhlocirolana con due specie, una dell'isola di Majorca e una di Sicilia.

cisterna, cisternazza (GEOG) (dal latino/etrusco cistĕrna), termine dialettale (Sicilia): nella regione etnea, si designano così delle cavità imbutiformi, crateriche, vulcaniche o di altra origine, che talora costituiscono delle ghiacciaie naturali.

civière: vedi barella

Cladoceri (lat. Cladocera) (BIO) (dal greco kládos = ramo e kéras = corno): ordine di Crostacei di piccole dimensioni, con corpo ovale, depresso lateralmente, a cui appartengono le note "pulci d'acqua" del genere Daphnia. Il gruppo è rappresentato in grotta da alcune specie stigobie.

classazione (GEOL): selezione naturale dei granuli e dei frammenti di un sedimento clastico in strati o livelli in ognuno dei quali i granuli hanno dimensione simile.

classe (BIO): categoria tassonomica (taxon) di rango inferiore al phylum. I phyla (plurale di phylum) sono suddivisi in c. e le c. in ordini.

classificazione (BIO): vedi sistematica.

clasto (GEOL) (dal greco klastós = fatto a pezzi): frammento di roccia; l'unione di più c. costituisce una roccia clastica; le rocce clastiche si classificano in coerenti, (o cementate) e incoerenti (o sciolte); dal punto di vista granulometrico si classificano in lutiti o peliti (argille e silt), psammiti o areniti (sabbie e arenarie), e ruditi (ghiaie, brecce e conglomerati).

claustrofobia (MED) (dal latino clāūstrum = chiuso, dal greco phóbos = paura): paura non motivata degli ambienti chiusi o stretti; in casi gravi si classifica come malattia neuropsichiatrica.

clima (CL) (dal greco klíma = inclinazione del cielo): complesso delle condizioni meteorologiche in una data zona. I differenti periodi climatici hanno avuto un importante ruolo nell'evoluzione del carsismo e in particolare nella formazione e modificazioni delle grotte e dei depositi al loro interno. Hanno inoltre influenzato l'adattamento, la diffusione e l'estinzione di specie animali e vegetali e la colonizzazione dell'ambiente sotteraneo. Ad esempio un'importante mutazione climatica nell'Africa orientale nella zona della Rift Valley sembra essere stata uno dei fattori decisivi dell'evoluzione dei primi Australopiteci.

climatologia ipogea (FIS) (dal greco klíma = inclinazione del cielo, e suffisso -logia): l'insieme delle condizioni fisiche e chimiche che determinano nelle grotte la circolazione dell'aria, la temperatura, l'umidit?, la pressione, e lo studio delle loro relazioni. Sinonimo: meteorologia ipogea.

clinometro (T.ST) (dal greco klínein = inclinare e métron = misura): apparecchio per topografia che misura gli angoli, sul piano verticale, in rapporto a un piano orizzontale di riferimento (angoli zenitali); pertanto serve a misurare l'inclinazione di ogni segmento di una poligonale di rilievo.

clivaggio (GEOL) (dal francese cliver = sfaldare): proprietà di una roccia di scindersi lungo superfici parallele di origine secondaria; è caratteristica tipica di molte rocce metamorfiche.

Cnidari (lat. Cnidaria = Celenterati) (BIO) (dal greco knídē = ortica, riferito alle proprietà urticanti): invertebrati in gran parte marini, con corpo gelatinoso oppure protetto, nelle forme sessili, da strutture mineralizzate, che possono formare estensioni immense (barriere coralline). Includono i noti coralli, le madrepore, le attinie e le grandi meduse oceaniche. Alcune specie marine penetrano anche in profondità nelle grotte costiere. L'unica specie apparentemente troglobia dulciacquicola conosciuta pare essere Velkovrhia enigmatica, conosciuta in grotte del Carso dinarico, dalla Slovenia all'Erzegovina. Nel ciclo biologico di questa specie, della classe degli Idrozoi, la fase di medusa è soppressa. Altri Idrozoi popolano regolarmente le grotte marine.

CNS (OR): sigla del Centro Nazionale di Speleologia; istituto del CAI che ha sede a Costacciaro (Perugia), destinato ad ospitare corsi, convegni e altre manifestazioni di speleologia e anche di altre attività.

CNSA (OR): sigla del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino prima dell'unificazione con il soccorso speleologico. Vedi anche CNSAS.

CNSAS (OR): sigla del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico; è stato fondato a Torino nel 1966 e nel 1968 è entrato a far parte del Corpo di Soccorso alpino del CAI, successivamente denominato Corpo Nazionale di Soccorso Alpino (CNSA); attualmente i due Corpi sono unificati come CNSAS. Funziona su base volontaria; attualmente ha circa 7.000 tecnici per il settore alpino e circa 700 per quello speleologico.

CO (CH): formula chimica del monossido di carbonio (o semplicemente ossido di carbonio).

CO2 (CH): formula chimica del biossido di carbonio (chiamato anche anidride carbonica). Vedi anche acido carbonico.

còal, còel: vedi còvolo.

coalescenza (GEOL, MORF) (dal latino coalĕscere = svilupparsi assieme): il termine è usato in speleologia in due casi: in superficie, nel caso di doline che, allargandosi, formano un uvala, e nel caso di ambienti sotterranei per evidenziare l'unione per crollo di setti divisori e la formazione di grandi ambienti.

codirosso spazzacamino (BIO): uccello Passeriforme della famiglia dei Turdidi; di colore meno vivace rispetto al codirosso comune. Frequentemente è possibile osservare il nido di questo piccolo uccello, delle dimensioni di un passero, in zone semi-oscure negli ingressi delle grotte, appoggiato su qualche cengia o in fessure.

còdula (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): valle carsica.

Coecosphaeroma (BIO): genere di Isopodi Sferomatidi stigobi o anfibi di origine marina, oggi distribuiti in aree continentali lungo i confini di antichi mari terziari.

coerente (GEOL) (dal latino cohaerēre = essere unito): dicesi di roccia compatta, che possiede coesione interna.

coevo (GEOL, PC) (dal latino tardo coāevum = della stessa età): di uguale età, riferito solitamente a ere e periodi geologici e culturali.

coladòr: vedi inglutidòr.

colata stalagmitica (MIN) (dal greco stálagma = goccia): concrezione calcitica massiccia e abbondante in forma di cascata, che copre una parete della grotta.

colaticci (MIN) (termine dialettale, Toscana, Alpi Apuane): stalattiti.

colavoju (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): inghiottitoio.

Coleotteri (lat. Coleoptera) (BIO): (dal greco koleós = guaina, pterón = ala): ordine di Insetti, il più vasto del regno animale, comprendente più di 300.000 specie descritte (e molte centinaia di migliaia di specie ancora da censire). Il nome è riferito al fatto che il primo paio di ali (mesotoraciche) è trasformato in elitre fortemente sclerificate, inadatte al volo, e ricoprenti l'addome e le ali membranose del secondo paio (metatoraciche). La forma, il colore e le dimensioni del corpo sono molto variabili, così come l'apparato boccale masticatore che li rende adatti ai più disparati regimi alimentari. Fra i Coleotteri sono annoverati alcuni fra gli Insetti più specializzati alla vita ipogea, in particolare numerosi Carabidi Trechini e Colevidi Leptodirini.

Colevidi (lat. Cholevidae = Catopidae) (BIO): noti in passato con il nome di Catopidi, formano una famiglia di Coleotteri (o, secondo alcuni autori, una sottofamiglia di Leiodidae) molto rappresentativa nell'ambiente sotterraneo (seconda solo ai Carabidi), che annovera alcuni fra gli organismi ipogei più specializzati. In particolare la sottofamiglia Leptodirinae annovera le specie troglobie più notevoli. Nell'area euro-mediterranea, Italia inclusa, sono anche presenti rappresentanti a costumi sotterranei (foleofili, troglofili, endogei o troglobi) delle sottofamiglie Nemadinae (es. Eocatops), Ptomaphaginae (es. Ptomaphagus), Anemadinae (es. Speonemadus), Cholevinae (es. Choleva).

collasso (GEOL) (dal latino collābi = cadere): crollo; questo termine si usa particolarmente per indicare i grandi crolli che danno origine ai saloni, come pure i crolli che mettono in comunicazione l'ambiente della grotta con l'esterno.

collasso cardio-circolatorio (MED): vedi shock.

Collemboli (lat. Collembola) (BIO) (dal greco kólla = colla e embállein = scagliare): ordine di Insetti primitivi di origine antichissima, noti dal Devoniano, con 6 segmenti addominali, il quarto dei quali porta un organo a scatto, la furca, che permette di spiccare balzi e che a riposo è ripiegato in avanti sotto l'addome. I C. sono molto abbondanti nel suolo e nell'humus di foresta; le specie presenti in grotta sono generalmente troglossene o troglofile. Sono note tuttavia specie troglobie; in Italia, sono da citare una trentina di specie appartenenti a generi quali Pseudosinella, Onychiurus e Troglopedetes.

collettore (dal latino collĭgere = raccogliere): 1) - (IDR): galleria che raccoglie le acque di un sistema carsico e le trasporta verso l'emergenza; c. fossile: dicesi di una grande galleria inattiva che in passato ha funzionato da c.; solitamente si trova a quota maggiore del livello di base, per approfondimento della rete carsica di drenaggio. 2) - (SUB): tubo ad alta pressione usato per la connessione di due o più bombole d'aria.

collo di bottiglia: 1) - (BIO): fenomeno simile alla deriva genetica, che porta alla diminuzione di variabilità genetica in popolazioni che subiscono drastiche contrazioni numeriche a seguito di prolungate condizioni ambientali avverse o di catastrofi. Le popolazioni di alcune specie ipogee, spesso relitte a seguito di mutamenti climatici o ridotte numericamente a seguito della colonizzazione di ambienti ostili, possono aver subito fenomeni di c. d. b. 2) - (IDR, GEO): strettoia.

colluviale (GEOL) (dal latino collǔere = lavare assieme): dicesi di detrito o suolo accumulato per gravità, composto da frammenti più o meno alterati della roccia in posto.

colluvioni (GEOL) (dal latino collǔere = lavare assieme): depositi da ruscellamento, azione eolica (loess), colate di fango e detriti.

colluvium (e colluvione) (GEOL) (dal latino collǔere = lavare assieme): accumulo gravitativo di materiale eluviale

coloncone (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): antro.

colonia (BIO) (dal latino cŏlere = abitare): insieme di individui, appartenenti solitamente alla stessa specie, che si radunano temporaneamente in un luogo definito. In molte grotte europee erano frequenti un tempo imponenti c. di Chirotteri, che hanno talvolta generato ingenti depositi di guano; tali aggregazioni sono ancora presenti in cavità dell'area mediterranea e di numerosi paesi tropicali.

colonizzazione (BIO) (dal latino cŏlere = abitare): capacità di una specie animale o vegetale di diffondersi in territori che presentano condizioni adatte alle sue esigenze ecologiche. Si possono storicamente verificare espisodi di ricolonizzazione di territori abitati precedentemente e resi inadatti a seguito di mutazioni climatiche (es. glaciazioni).

colonna: 1) - (GEOL): in vulcanologia si chiamano c. certe forme di lava solidificata e si chiama c. magmatica il magma che occupa un condotto vulcanico. 2) - (MIN): concrezione a forma di c. che unisce soffitto e pavimento; solitamente deriva dall'unione fra una stalattite e la stalagmite corrispondente. 3) (BIO): l'insieme delle vertebre che costituisce il canale, caratteristico dei Vertebrati, che contiene il midollo spinale. Sinonimo: rachide. 4) c. stratigrafica (GEOL): sistema grafico per rappresentare una serie di terreni secondo la sequenza di formazione. Vedi stratigrafia.

colorante: 1) - (ART, MP): per lo più a base di ossidi minerali (ferro, manganese, ecc.), i c. furono usati nel Paleolitico superiore per la realizzazione delle pitture nelle grotte (arte parietale). Tracce di ocra rossa sono peraltro presenti fino dal Musteriano con utilizzo nelle sepolture. 2) - (IDR): così è chiamato ogni prodotto dotato di colore molto intenso e atossico che possa essere utilizzato come tracciante per studiare il collegamento ipogeo fra due località. Da oltre 100 anni la fluoresceina è il colorante più usato.

colorazione (IDR): esperienza che, per mezzo di un colorante, di solito fluorescente, permette di stabilire la continuità idrogeologica fra due località, generalmente una perdita, o una grotta attiva, e un'emergenza. Vedi anche tracciante, fluoresceina.

coltre (GEOL): struttura tettonica tipica di catene intensamente corrugate; consiste nella sovrapposizione di due o più unità tettoniche (o falde).

coma (MED) (dal greco kôma = sonno profondo): stato di alterazione della coscienza, delle funzioni della vita di relazione e delle funzioni vitali, che può essere provocato da varie cause e come conseguenza irreversibile dello shock. Si distinguono quattro gradi di c. a seconda della gravità: 1 lieve, 2 semicoma, 3 profondo, 4 morte cerebrale.

Combarelles*, Les- (ART): grotta a Les Eyzies-de-Tayac (Dordogne Francia). Grotta-corridoio con centinaia di figure incise di epoca Maddaleniana.

Combe Capelle*, riparo del Roc de- (ANT): riparo a Saint-Avit-Sénieur (Dordogne, Francia). Da questo sito proviene la sepoltura di uno dei più antichi Homo sapiens dell'Europa occidentale, con caratteri arcaici che avevano fatto ipotizzare agli scopritori (1909) la discendenza dell'uomo moderno dai Neandertaliani, ipotesi ormai definitivamente abbandonata.

còmola (GEOG) (termine dialettale): dolina (Lazio) e voragine (Campania).

competente: (dal latino compětere = tendere a una meta): 1) - (GEOL): relativo al comportamento di una roccia che reagisce rigidamente alle tensioni cui è sottoposta. 2) - (IDR): si parla anche di corso d'acqua c., alludendo alla sua capacità di trasportare materiali solidi di una determinata dimensione.

competizione (BIO) (dal latino compětere = tendere a una meta): fra specie diverse, o fra individui della stessa specie, la c. si esplica per la conquista del territorio, del partner o delle risorse trofiche. Nell'ambiente sotterraneo, spesso oligotrofico, l'assenza generalizzata di specie molto affini (e quindi con esigenze sovrapposte) nella medesima grotta, è in parte dovuta a fattori di c. e di esclusione reciproca.

complesso carsico (GEOL): dicesi di una grotta molto estesa, con almeno due ingressi praticabili, o diverse grotte tra loro collegate. Vedi anche sistema carsico.

comportamento (GEOL): tipo di deformazione col quale una roccia reagisce all'applicazione di una forza; i c. più comuni sono la plasticità, l'elasticità e la rottura.

composto: 1) - (CH): si chiama c. chimico qualsiasi sostanza con una formula definita in cui compaiano almeno due elementi chimici; il c. chimico è formato di molecole tutte uguali fra loro. 2) - (PETR): si chiama roccia c., o eterogenea, quella formata da diversi (almeno due) minerali; contrapposto a roccia semplice o omogenea.

compressore (SUB): nell'impiego speleologico, una macchina in grado di esercitare una pressione conveniente su fluidi gassosi per la ricarica delle bombole. Può essere elettrico o a motore a scoppio.

computer (GEN): l'uso del personal computer ha rivoluzionato anche il mondo della speleologia; è utilizzato in particolare per la schedatura di grotte e aree carsiche, per il catasto e per l'elaborazione di rilievi topografici; c. d'immersione (SUB): strumento elettronico programmato per simulare l'assorbimento e l'eliminazione dell'azoto nei diversi tessuti del corpo, indicando al subacqueo l'appropriata procedura di decompressione attraverso la misurazione di alcune variabili come tempo, profondità, temperatura, velocità di risalita, ecc.

conca: 1) - (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Nuorese, Gallura): grotta. 2) - (GEOL, GEOG): (dal latino cǒncha = conchiglia) una forma a quota inferiore rispetto ai rilievi circostanti; può formarsi per cause tettoniche o per erosione o per corrosione; più sovente concorrono più cause; una c. in roccia impermeabile è generalmente occupata da un lago; in rocce permeabili è spesso un punto idrovoro. (Vedi dolina).

concàle (GEOG) (termine dialettale, Sardegna meridionale): antro, grotta.

conchiolina (BIO) (dal francese, derivato dal latino cǒncha = conchiglia): sostanza organica che forma lo strato esterno (periostraco) della conchiglia dei Molluschi.

concoide (IN.LIT) (dal latino cǒncha = conchiglia): bulbo di percussione. È la convessità a forma di conchiglia che si forma in certe rocce (selce, ossidiana, diaspro) sulla superficie della scheggia staccata dal nucleo immediatamente sotto il punto di impatto del percussore durante la fabbricazione di uno strumento litico.

concone (GEOG) (termine dialettale, Toscana, monti della Calvana): depressione, dolina.

concordanza (GEOL): c. stratigrafica: parallelismo di stratificazione fra due o più strati, non separati da superfici di erosione; c. tettonica: parallelismo di giacitura di unità stratigrafiche mantenuto nonostante le deformazioni tettoniche.

concrezione (MIN) (dal latino concrēscere = condensarsi, crescere con): incrostazione minerale depositata chimicamente da acque che contengono in soluzione sostanze particolari; le più comuni, in grotta, sono composte di carbonato di calcio (vedi c. carbonatica); per estensione, ma non correttamente, lo stesso termine si usa per depositi di ghiaccio, argilla, lava, dove il processo non è chimico ma fisico, pur producendo formazioni con aspetto simile alle c. depositate chimicamente; c. carbonatica: questo termine indica un gran numero di c. con forme svariatissime, ma tutte composte di carbonato di calcio: stalattiti, stalagmiti, colonne, ecc. La maggior parte è composta di calcite, talvolta di aragonite; si possono formare c., generalmente stalattiti, anche in opere artificiali, come ponti, gallerie, ma il chimismo della loro formazione è diverso da quello delle c. naturali; infatti le c. che si sviluppano su opere artificiali sono prodotte dalla reazione fra il biossido di carbonio atmosferico e l'idrossido di calcio, contenuto in piccola quantità nel cemento, anche dopo che la presa è avvenuta; c. particolari sono i cosiddetti fiori di gesso: cristallizzazioni fibrose costituite da fasci di cristalli di gesso.

condensa (FIS) (dal latino condensāre = rendere denso): espressione gergale per "nebbia", con allusione soprattutto alla nebbia che talvolta si forma in grotta quando l'umidità dell'aria raggiunge il punto di saturazione.

condensazione (FIS) (dal latino condensāre = rendere denso): passaggio dallo stato di vapore allo stato liquido, in particolare per l'acqua; è il fenomeno con cui si formano le nuvole; nelle grotte, in estate, l'aria calda e umida entra nella bocca aspirante (ingresso alto) e si ha c. sulle pareti fredde della grotta. I processi di condensazione ed evaporazione che avvengono in grotta, anche a grande profondità, per locali disequilibri fra aria ed acqua, sono responsabili del frequentissimo velo d'acqua sulle pareti e giocano un ruolo importante nell'evoluzione degli ambienti sotterranei.

condotta forzata (IDR): galleria completamente riempita d'acqua che quindi scorre in pressione; il più delle volte ha sezione circolare o ellittica ed è priva di sedimenti fini; l'espressione è derivata dall'ingegneria idraulica. Sinonimo più corretto: condotta a pieno carico.

condotto/a (GEOG, GEOL): galleria naturale, percorribile o non, all'interno di un massiccio; il più delle volte si tratta di massiccio calcareo;c. fossile: dicesi di un c. non percorso da acqua, ma che lo è stato in un passato; sinonimo: c. inattivo.

Congeria (BIO): vedi Bivalvi.

conglomerato (GEOL, PETR) (dal latino conglomerāre = raggomitolare assieme): roccia detritica contenente almeno il 50% di frammenti rocciosi con dimensione maggiore di 2 mm; i sedimenti sciolti con granulometria corrispondente sono le ghiaie; la matrice che tiene uniti i frammenti può essere calcarea o silicea; i c. si distinguono in monogenici se hanno elementi di un solo tipo litologico, e poligenici se i tipi litologici sono più d'uno.

cono detritico (dal greco kónos = cono): 1) - (GEOL): accumulo di blocchi e detriti, per azione della gravità, alla base di una parete o di un canalone se all'esterno, alla base di un grande ambiente di crollo se in grotta; la sommità del cono detritico corrisponde al punto di caduta degli elementi. 2) - (BIO): nei c.d. alla base di pozzi comunicanti con l'esterno è spesso possibile raccogliere fauna edafica ed endogea magari con l'ausilio di un vaglio. In questi ambienti sono solitamente frequenti anche organismi troglosseni, caduti dall'esterno accidentalmente, destinati a soccombere nelle condizioni per loro proibitive dell'ambiente cavernicolo.

conoide di deiezione (GEOL) (dal greco kónos = cono e dal latino deĭcere = gettare): accumulo di materiali dovuti alla diminuzione di velocità (e conseguente diminuzione di energia) di un corso d'acqua che in precedenza li manteneva in sospensione; nella conoide i massi più grossi vengono depositati all'apice e quelli più piccoli alla base.

contatto (GEOL): superficie o zona che delimita due lembi di roccia, due corpi litologici o due unità stratigrafiche; c. tettonico: quando è causato dallo spostamento reciproco di due lembi di roccia (faglia).

contesto (ARC, T.ST) (dal latino contĕxtum = legame, nesso): collocazione cronologica o spaziale di un reperto. Lo studio del c. permette una correlazione o meno con altri reperti in uno scavo, in modo da risalire a una cronologia relativa (datazione). Inoltre certi manufatti sono tipici di un determinato periodo culturale o di determinate situazioni (es. sepolture). Manufatti ottenuti da materie prime assenti dal c. geografico di un sito possono indicare la zona di provenienza a volte molto distante (es. selce, ossidiana, ecc.).

continentale (GEOL): relativo alle terre emerse; si usa questo termine soprattutto parlando di ambiente di sedimentazione e facies.

Continenza* (ARC.P): riparo a Trasacco (L'Aquila, Abruzzo). Depositi preistorici a partire dal Paleolitico superiore finale con sepolture caratterizzate dalla insolita disposizione ventrale dei defunti.

contour découpé (ART, IN.OS) (termine francese; letteralmente: contorno intagliato): viene riferito a rappresentazioni di teste di animali intagliate su ossa piatte di forma adeguata, tipiche del periodo Maddaleniano medio nelle grotte dei Pirenei.

contrappeso (T.ES): tecnica di soccorso per il recupero da un pozzo di una persona infortunata; consiste nel collegare l'infortunato a uno speleologo soccorritore tramite una corda e una carrucola posta in cima alla verticale; mentre l'infortunato sale il soccorritore scende. La tecnica in realtà, nel dettaglio, è alquanto complessa per garantire il massimo della sicurezza al ferito e al soccorritore. Una tecnica analoga è anche usata per sollevare carichi pesanti. Vedi anche autosoccorso.

convergenza (dal latino tardo convèrgere = muovere verso lo stesso punto da diverse direzioni): 1) - (BIO) fenomeno biologico che rende simili morfologicamente, sotto analoghe pressioni selettive, organismi diversi, o singole parti anatomiche di organismi diversi. Nell'ambiente ipogeo la riduzione o l'assenza di organi visivi (anoftalmia) in animali appartenenti a gruppi sistematicamente molto lontani, è un eccellente esempio di convergenza. 2) - (GEOG): termine riferito ad una carta topografica: vedi nord.

coordinate (GEOG) (dal latino medievale coordinàtio = coordinazione): coppia di valori per designare in modo univoco la posizione di un punto su una superficie; in topografia le c. più usate sono quelle cosiddette geografiche (latitudine e longitudine) e le coordinate UTM; in casi particolari si usano le c. polari (una distanza e un angolo); in genere si indica anche una terza c., la quota. Le c. Lambert (molto usate in Francia) sono un sistema di c. ottenute per proiezione su un cono tangente alla sfera terrestre e riportate su un piano: i meridiani risultano perpendicolari ai paralleli.

Copepodi (lat. plur. Copepoda) (BIO) (dal greco kōpē = remo e poús = piede): classe di Crostacei di dimensioni piccole o piccolissime che vivono in acque marine e continentali, e che hanno colonizzato anche l'ambiente sotterraneo provenendo sia dal mare che da acque dolci; gli ordini dei Ciclopoidi e degli Arpacticoidi annoverano numerose specie stigobie, alcune endemiche dell'Italia continentale e della Sardegna.

copertura (GEOL): qualsiasi roccia o terreno posto al di sopra di un altro; il termine è usato in casi svariati; nella geologia di campagna, per c. si intende l'insieme di terreno vegetale, detriti, alluvioni, ecc. che mascherano l'affioramento delle rocce sottostanti; ad una maggiore scala di dimensione, per c. si intende l'insieme delle rocce sedimentarie che sovrastano un basamento.

coppa (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo, Lazio): dolina, inghiottitoio a forma di tazza; sinonimo: coppo.

coppelle (ARC): depressioni circolari scavate artificialmente nella roccia (a volte in ripari o all'ingresso di grotte) di vari diametri e generalmente poco profonde, a volte collegate da canaletti. Si tratta di forme di arte rupestre di incerto significato e di epoca spesso imprecisata.

coprofago (BIO) (dal greco kópros = sterco, phagêin = mangiare): aggettivo, riferito ad animale che si nutre di escrementi.

coprolite (BIO) (dal greco kópros = sterco, l'thos = pietra): escremento fossilizzato. L'interesse scientifico è soprattutto legato allo studio del polline e dei resti alimentari presenti. I c. umani (rari) sono importanti nello studio dell'alimentazione nella Preistoria.

coralloide (MIN): dicesi di concrezione calcitica che si sviluppa con diversi rami in tutte le direzioni, mostrando un aspetto simile ai coralli.

Corchia* (GR, TUR): grotta in comune di Levigliani (Lucca, Toscana); è d'interesse turistico e di grande interesse speleologico; fa parte del sistema Corchia - Fighiera il cui sviluppo attuale è di 52 chilometri e la profondità di 1190 metri; per la visita turistico-speleologica è stato attrezzato un percorso di 1200 metri.

corda (T.ES) (dal greco khordē' = corda di strumento musicale): l'attrezzo principale per la progressione verticale in speleologia; le c. sono attualmente di materiale sintetico (nylon-6, nylon 6-6, polipropilene e più raramente altri materiali), in passato erano costruite con fibre vegetali (canapa, manilla); hanno diametro compreso fra 9 e 11 mm e presentano una minima elasticità (c. statiche); viceversa le c. per assicurazione sono più elastiche. La c. è composta da un'anima (più trefoli attorcigliati) e da una calza (più stoppini intrecciati); c. fissa: fissata alla parete per superare dei traversi orizzontali o delle verticali fattibili in arrampicata; lo speleologo si collega alla c. fissa con dei bloccanti o con la longe; c. di sicurezza (o di assicurazione): per trattenere un compagno nell'eventuale caduta, quando questi compie una manovra difficile; c. doppia: tecnica alpinistica di uso della c. per discendere una verticale e recuperare poi la c. dal basso; sola c. (metodo della): vedi sola c.

cordata (AL): due alpinisti legati alla stessa corda; quando uno si muove, l'altro sta fermo e assicurato alla parete rocciosa per trattenere il compagno nel caso di una eventuale caduta; la cordata può essere anche di tre elementi; in casi particolari, anche più di tre.

Cordati (lat. Chordata) (dal greco khordē' = corda di strumento musicale, in questo caso il nome deriva dalla presenza della corda dorsale nelle prime fasi embrionali): phylum che raggruppa gli organismi più evoluti; in particolare, il subphylum dei Vertebrati (o Cranioti) raggruppa, secondo le teorie classiche, cinque classi di organismi dotati di colonna vertebrale: Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi.

cordelette (T.ES) (parola francese che significa "cordicella"): il metodo delle c. si riferisce a una tecnica speciale con la quale è possibile esplorare una grotta con una sola corda, lunga quanto il pozzo più profondo; ogni pozzo viene armato con un attrezzo speciale che consente di recuperare la corda dal basso, dopo aver effettuato la discesa, sostituendola con un cordino di piccolo diametro e di lunghezza doppia (c.). Nella risalita dei pozzi, recuperando un capo della c. viene ricollocata in posizione all'armo del pozzo la corda da salita; si tratta di una tecnica praticabile solo da parte di speleologi molto esperti, e impiegata raramente, perché vi sono altissimi rischi di malfunzionamento.

cordino (T.ES): corda dal diametro di 5-6 mm, utile per vari usi che non prevedano la possibilità di essere soggetta a strappi violenti.

cornice (AL): struttura nevosa che si forma sulle creste dei monti per azione del vento; è fonte di pericolo perché può crollare per il solo peso di una persona.

corno (BIO, MP): ciascuna delle due protuberanze appuntite di osso, talvolta rivestito di cheratina, del capo di numerosi Mammiferi ungulati. Materia prima per la fabbricazione nel Paleolitico superiore di oggetti ornamentali, utensili (percussori) e dei bastoni forati.

corona: 1) - (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): caverna. 2) (BIO): La parte di un dente rivestita di smalto e deputata alla masticazione.

corpo geologico (GEOL): insieme di roccia a caratteri litologici abbastanza costanti, che si differenzia dalle rocce adiacenti per diversa litologia oppure per la presenza di superfici di discontinuità.

corrasione (GEOL) (dal latino corrādere = raschiare via): erosione di origine eolica; è tipica di cavità nei deserti.

corrente d'aria (FIS): circolazione dell'aria in un sistema carsico, dovuta alla differenza di pressione fra l'interno della grotta e l'esterno, a sua volta legata, quasi sempre, alla differenza di temperatura; lo studio delle c. d'a. permette di acquisire delle conoscenze sulla struttura del sistema carsico e quindi è di notevole aiuto per l'esplorazione; esistono tre classi di c. d'a.: circolazioni convettive locali, che si riscontrano in prossimità degli ingressi, circolazioni convettive globali, fra più ingressi (vedi tubo a vento) che sono di gran lunga le più importanti, e circolazioni barometriche che si innescano a causa di differenze di pressione fra le masse d'aria interne ed esterne; c. d'a. di piena: violento spostamento d'aria nelle condotte superiori di un sistema provocato dall'improvviso innalzamento di livello delle acque nelle gallerie inferiori.

corrivazione, tempo di- (IDR) (dal latino corrivāre = incanalare): il tempo che l'acqua di un determinato bacino impiega per raggiungere l'alveo principale.

corrosione (CH) (dal latino corrodēre = deteriorare lentamente): degradazione chimica della roccia; nelle rocce carsificabili la c. è dovuta principalmente all'acido carbonico presente nell'acqua; hanno minor incidenza l'acido solfidrico e altri acidi (salvo particolari situazioni locali); la c. avviene secondo questa reazione chimica: CaCO3 (carbonato di calcio, cioè roccia calcarea) + H2CO3 (acido carbonico, formato dal biossido di carbonio sciolto in acqua) <=> Ca(HCO3)2 (bicarbonato di calcio, solubile);c. biochimica: degradazione della roccia a causa di processi biochimici nei quali giocano un ruolo fondamentale sia il biossido di carbonio che gli acidi umici (es.: c. da parte di radici), vedi humus; c. differenziata: degradazione chimica della roccia in funzione del diverso grado di corrosione delle singole parti; c. microbica: degradazione della roccia prodotta da Batteri; è un caso particolare della c. biochimica; probabilmente è questo il processo che porta alla formazione del mondmilch; c. per mescolanze: detta anche "effetto Boegli": fenomeno per cui due masse d'acqua, entrambe sature per quel che riguarda il loro contenuto in bicarbonato di calcio, quando si mescolano danno origine a una massa d'acqua insatura, quindi ancora capace di corrodere chimicamente il calcare.

corrugamento (GEOL) (dal latino rūga = piega): processo di deformazione compressiva di grandi unità strutturali della crosta terrestre, con formazione di pieghe e coltri di ricoprimento.

cortina (MIN) (dal latino tardo cortìna = tenda): concrezione calcarea in forma di drappeggio, che si forma a causa della percolazione di soluzioni acquose da una fessura nella volta, o da uno spigolo inclinato, anziché da un punto fisso.

corva (GEOG) (termine dialettale, Umbria): dolina assorbente.

Cosquer* (ART, ARC.P): grotta sottomarina a 37 m di profondità ai piedi delle falesie di Cap Morgiou (Marseille, Francia). Scoperta nel 1985, è l'unica grotta ornata al mondo il cui ingresso si apre attualmente sott'acqua. Testimone di un'epoca in cui il livello marino era più basso (regressione), è celebre per le numerose incisioni e raffigurazioni di animali (fra cui la foca monaca) e per la quantità di impronte in negativo di mani. La frequentazione umana ha coperto un arco di tempo che va dai 28.000 anni B.P. ai 16.000 anni B.P.

costipamento (GEOL) (dal latino constipāre = ammassare): processo che porta alla diminuzione di volume di un sedimento o di un terreno sottoposto al carico di sedimenti sovrastanti, per mezzo dell'assestamento dei granuli e l'espulsione dell'acqua interstiziale.

Cottés (CL): fase interstadiale della glaciazione del Würm corrispondente alla transizione dai livelli culturali musteriani ai castelperroniani (36.000-34.000 BP). Sito eponimo la grotta Cottés (Francia, Vienne).

Coumo d'Hyouernedo*, réseau de la- (GR): importante sistema carsico nel massiccio di Arbas (Pirenei, Francia), detto anche "réseau F. Trombe-Henne Morte"; è uno dei più grandi complessi carsici francesi: oltre 100 chilometri di sviluppo, circa 1000 metri di profondità e 44 ingressi; importante perché alla sua esplorazione hanno contribuito alcuni fra i maggiori nomi della storia della speleologia francese: Martel, Casteret, Loubens.

coup de gouge (MORF): espressione francese, equivalente all'inglese scallop, più usato in Italia; non esiste espressione corrispondente in lingua italiana; la traduzione letterale, colpo di sgorbia, è poco usata.

Covalanas* (ART): grotta ornata a Ramales, Cantabria (Spagna) con pitture realizzate con la tecnica della tamponatura (contorni delle figure ottenuti da una serie di punti di sostanza colorante).

Cova Negra* (ANT): grotta a Jativa, Valencia (Spagna). Ha fornito reperti fossili umani preneandertaliani e industria musteriana di tradizione acheuleana.

còvolo (GEOG) (termine dialettale, Veneto, Trentino; derivazione probabile dal latino càvea = cavità.): significa grotta in generale, ma più spesso piccola caverna, riparo sotto roccia; sinonimi: céole, ciabie, claupe, còal, coale, coalona, còel, cògol, cògolo, coval, còvel, còvol, covolon, cùel.

craie (GEOL, PETR): termine francese, talvolta usato il lingua italiana, corrispondente a calcilutite, o calcarenite organogena; si tratta di una roccia calcarea, biancastra, poco coerente, tipica del Cretaceo superiore del bacino di Parigi; può dar luogo a modesti fenomeni carsici.

crampo (MED) (dal francese crampe, derivato dal francone kramp = ricurvo): contrazione violenta, dolorosa e involontaria di un muscolo o di un gruppo di muscoli. Provoca dolore e temporanea disabilità.

cratone (GEOL) (dal greco crătos = forza): nucleo rigido di un continente, cui si possono congiungere le catene montuose marginali dopo essere state irrigidite, al termine del processo orogenetico.

creep (GEOL) (termine inglese usato internazionalmente, letteralmente "strisciamento", non esiste traduzione italiana): lento movimento di un pendio composto da terreni o depositi incoerenti per impercettibili movimenti reciproci fra i granuli; è un insieme di più fenomeni, dovuti a cause diverse, ma che concorrono a deformare la coltre superficiale; sinonimo: creeping.

creia (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): dolina.

crenobio (BIO) (dal greco krēnē = sorgente e suffisso -bio): aggettivo, riferito a organismi che vivono in acque di sorgente, spesso di acquiferi carsici.

crepaccio (GEOG): cavità verticale in un ghiacciaio, dovuta a sforzi distensivi della massa glaciale; c. carsico: è così denominata una forma analoga che si riscontra talvolta nelle rocce carbonatiche; quest'ultima è dovuta alla concomitanza di cause tettoniche e fenomeno carsico.

crepo: vedi sbrega.

cresta: 1) - (GEOG): la parte più elevata di un rilievo montuoso che separa due valli. 2) - (GEOL): in una piega anticlinale, è detta c. la linea che congiunge tutti i punti a maggiore altezza di una superficie di strato piegato.

Cretaceo (GEOL) (dall'isola greca di Creta): terzo e ultimo periodo dell'era mesozoica; va da 140 a 65 milioni di anni fa.

crevare (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo): dolina assorbente.

criocarsismo (GEOL. MORF) (dal greco krýos = freddo): fenomeno pseudo carsico nel quale le forme sono dovute a fenomeni periglaciali; sinonimo: termocarsismo. Vedi carsismo.

crioclastia (GEOL, MORF) (dal greco krýos = freddo, klastós = spezzato): scheggiatura e frattura della roccia sotto l'effetto di gelo e disgelo. Depositi crioclastici sono frequenti nei vestiboli delle grotte; molti ripari sotto roccia sono originati da processi di c. Sinonimi: crioclastismo, gelifrazione.

criofilo (BIO) (dal greco krýos = freddo, ph'los = amico): aggettivo, riferito a organismi che frequentano ambienti (talora grotte) con ghiaccio e che sono attivi a temperature prossime o inferiori a 0 C.

criptico (BIO) (dal greco kryptós = nascosto): aggettivo, riferito a organismi (spesso endogei o troglobi) che conducono vita nascosta e che non sono pertanto facilmente osservabili.

cripto-corrosione (GEOL) (dal greco kryptós = nascosto): corrosione di una parete della grotta al di sotto di un riempimento.

criptocristallino (MIN) (dal greco kryptós = nascosto): dicesi di minerale con cristalli piccolissimi, non rilevabili al microscopio ottico, ma solamente mediante la diffrazione a raggi X.

cripto-lapiaz (GEOL, MORF) (dal greco kryptós = nascosto): lapiaz formato al di sotto della copertura pedologica; ne risultano forme più arrotondate. Vedi cripto-corrosione.

criptometabolìa (BIO) (dal greco kryptós = nascosto, metabolē' = cambiamento): caso particolare della metamorfosi di Insetti, che comporta la soppressione di alcuni stadi. Il ciclo contratto dello sviluppo di alcuni Leptodirini rientra in questa definizione.

crisalide (BIO) (dal greco khrysós = oro): vedi pupa.

cristallino (MIN): relativo al cristallo; roccia c.: roccia costituita da un aggregato di minerali cristallizzati da un magma, o precipitati da una soluzione, o formati per un fenomeno di ricristallizzazione, come nel caso di molte rocce metamorfiche, dette scisti c.; appartengono a questa categoria anche i marmi, in quanto si tratta di calcari che hanno subito una cristallizzazione secondaria.

cristallo (MIN): fase solida di un elemento o composto chimico in cui gli atomi hanno una disposizione ordinata nello spazio; la forma esterna (abito) è in relazione alla struttura interna ordinata; i solidi non cristallini sono detti amorfi, e fra questi ultimi un esempio tipico è il vetro.

criva (GEOG) (termine dialettale, Campania): inghiottitoio.

croàsa (GEOG) (termine dialettale, Lombardia): voragine.

Croll (T.ES): nome commerciale di un bloccante ventrale, utilizzato nella risalita su sola corda.

crollo (GEOL): frana improvvisa; nelle grotte il c. è un importante fattore speleogenetico; quasi sempre la formazione delle grandi sale è collegata a questo fenomeno.

Crô Magnon* (ANT, ARC.P): riparo a Les Eyzies-de-Tayac, Dordogne (Francia). Sito eponimo (scoperto nel 1868 durante la costruzione del terrapieno della ferrovia) da cui provengono i resti di sepolture di cinque Homo sapiens, in livelli aurignaziani. Viene chiamato uomo di C. M. l'uomo anatomicamente moderno che ha sostituito in Europa circa 35.000 anni fa i Neandertaliani.

cronobiologia (MED, BIO) (dal greco khrónos = tempo, b'os = vita e suffisso -logia): branca della Biologia che studia i ritmi biologici. In particolare nell'uomo è importante lo studio dei ritmi circadiani (nelle 24 ore) e del concetto di tempo in ambienti senza riferimenti temporali (nello spazio o in grotta). Celebri sono gli esperimenti di permanenza in grotta di M. Siffre negli anni '60.

cronologia (GEOL) (dal greco khrónos = tempo e suffisso -logia): suddivisione dei tempi geologici; esiste una c. relativa, per la quale le diverse formazioni geologiche sono ordinate per età le une rispetto alle altre, e una c. assoluta che fornisce la datazione in termini di anni. Vedi anche datazione.

Crossosoma (BIO) (dal greco krossós = frangia e sôma = corpo): genere di Diplopodi troglobi diffuso nelle Alpi occidentali con numerose specie che vivono in grotte fredde di alta quota. Sono saprofagi in senso lato e presentano un notevole allungamento delle zampe e delle antenne. Una delle specie più note è C. cavernicola diffusa nelle Alpi sud-occidentali.

crosta (dal latino crŭsta = crosta): 1) - (CH): deposito chimico concrezionato, duro, che si forma quando l'acqua lascia precipitare i sali disciolti: non è riferito solo alle concrezioni calcaree delle grotte, ma anche ad altri depositi come lateriti, ossidi di ferro, ecc.; sinonimo: crostone. 2) - (GEOL): l'involucro più esterno della Terra.

Crostacei (lat. Crustacea = Antennobranchiata) (BIO) (dal latino crŭsta = crosta): subphylum (già classe) di Artropodi, prevalentemente acquatici, protetti in genere da un esoscheletro indurito, impregnato di carbonato di calcio. La struttura di questi organismi è assai polimorfa; in linea generale, il corpo è diviso in cefalotorace e addome; sono dotati di due paia di antenne e le zampe sono bifide. I C. includono specie marine e specie d'acqua dolce; alcuni ordini annoverano numerosi rappresentanti adattati alla vita subaerea (es. Isopodi). Sono note migliaia di specie di C., sia acquatiche sia terrestri, adattate con diversi gradi di specializzazione all'ambiente sotterraneo, spesso come elementi stigobi o troglobi.

crot (GEOG) (termine dialettale, Piemonte, Lombardia): androne, riparo naturale o artificiale; sinonimo: crota.

cudinìpuli (BIO): (termine dialettale, Calabria): pipistrello.

cùel: vedi còvolo.

cuesta (GEOL, MORF): termine spagnolo che significa costa, ma usato internazionalmente con un preciso significato: si riferisce a un rilievo asimmetrico con un versante poco inclinato ma in modo conforme alla pendenza degli strati, e un altro versante, detto fronte, più ripido, con giacitura a reggipoggio.

Cueva Mayor* (ANT, PAL): grotta che si apre nella Sierra di Atapuerca (Burgos, Spagna) da cui provengono resti di Preneandertaliani, con associata fauna fossile del Pleistocene medio.

Cullalvera*, La- (ART): grotta ornata nei pressi di Ramales (Cantabria, Spagna) di considerevole sviluppo con pitture del Paleolitico superiore presenti fino a 1.200 metri dall'ingresso.

cultura (ANT): in Preistoria è l'associazione di un certo numero di elementi conservati e studiati (industria, arte, tecniche di approvvigionamento, ecc.) di una popolazione.

cuneo (GEOL): assottigliamento a forma di c. di uno strato, o di un'unità litologica o stratigrafica.

cunicolo (MORF) (dal latino cunīculus = tana di coniglio, per estensione "piccola galleria"): galleria orizzontale o poco inclinata di piccola sezione chepermette il passaggio di una persona a fatica; sinonimo: budello.

cupola (GEOL) (dal latino cūpa = botte): scavo emisferico sviluppato verso l'alto nella volta di una cavità sotterranea, di dimensioni decimetriche o metriche; si usa lo stesso termine, ma impropriamente, per designare le marmitte inverse; c. tettonica: struttura anticlinale di larghezza e lunghezza simili. Vedi domo.

Curculionidi (lat. Curculionidae) (BIO) (dal latino curcŭlio = Curculione, Coleottero dannoso per le piante): famiglia numerosissima di Coleotteri fitofagi, distribuita in tutti i continenti, con rappresentanti caratterizzati dal capo prolungato in rostro, all'apice del quale è posto l'apparato boccale. Alcune specie di diversi gruppi presentano costumi sotterranei, per lo più endogei, in quanto sia gli adulti sia le larve sono rizofagi, oppure si nutrono di piante con bulbo sotterraneo. Alcune sono note solo di grotta, e spesso si riproducono per partenogenesi; in Italia, da citare è il genere Troglorhynchus (ritenuto oggi semplice sottogenere di Otiorhynchus) con numerose specie spesso endemiche di settori geografici ristretti.