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Dalmeri* (ARC.P): riparo a Grigno (Trento, Trentino) sull'altipiano dei Sette Comuni. Scoperto nel 1990, ha fornito depositi con industria e arte mobiliare dell'Epigravettiano e resti di caccia e di pasto (pesci).

Darcy, legge di- (IDR): legge che esprime la circolazione di un volume d'acqua per unità di tempo, in funzione del gradiente idraulico; valida quando l'acqua attraversa un mezzo omogeneo, poroso, e isotropo; nel carso è raramente applicabile, a causa della eterogeneità e anisotropia del mezzo.

darwinismo (BIO): vedi teorie evoluzionistiche.

datazione (GEOL, T.ST, BIO): stima dell'età di una roccia o di altro materiale, o di un fenomeno geologico o biologico; esistono due tipi di datazione: d. relativa: i metodi principali sono quello pollinico, quello del fluoro e soprattutto quello stratigrafico, che si basa sul fatto che le rocce e i depositi più antichi sono al di sotto di quelli più recenti; il metodo esige precauzione nel caso di pieghe rovesciate o di sovvertimento e rimaneggiamento dei terreni; d. assoluta: i metodi si basano su fenomeni fisico-chimici che si modificano nel corso del tempo secondo leggi quantificabili; i metodi più impiegati si basano sullo studio degli isotopi radioattivi naturali, fra i quali i più impiegati in geologia sono gli isotopi dell'uranio, del torio, del rubidio e del potassio; il carbonio 14 (vedi radiocarbonio) è usato soprattutto per i periodi preistorici relativamente recenti, in quanto permette la misura di età non superiori a 50.000 anni; altri metodi di d. assoluta sono quello delle varve, il paleomagnetismo, la termoluminescenza, la dendrocronologia; il cosiddetto orologio biomolecolare è il metodo di più recente scoperta e impiego.

d. C.: indica la cronologia successivamente alla nascita di Cristo.

de- (dal latino dē- = significato di separazione, negazione, azione contraria): prefisso a molti termini.

débitage (IN.LIT) (termine francese: lavorazione della materia prima): in Preistoria definisce l'azione di scheggiatura tramite l'uso di un percussore di un blocco di pietra (es. selce) per ricavarne delle schegge con lo scopo di ottenere strumenti.

decalcificazione (MIN) (prefisso de-): dissoluzione del carbonato di calcio ad opera di acque ricche di CO2 (biossido di carbonio) o di acidi organici; il termine è usato per concrezioni calcaree, per rocce calcaree e per rocce in cui il carbonato di calcio costituisce il cemento che lega i granuli.

decantazione (FIS) (prefisso de- e dal tardo latino cànthus = beccuccio di vaso): processo per il quale le sostanze in sospensione nell'acqua calma, precipitano per gravità; d. dell'anidride carbonica: (vedi biossido di carbonio) per analogia, si usa lo stesso termine per indicare il fatto che, nelle grotte senza circolazione d'aria ove vi siano materie organiche in decomposizione, l'anidride carbonica (biossido di carbonio), più densa degli altri gas dell'aria, tenderebbe a stratificarsi in basso; peraltro il fenomeno è un po' controverso.

Decapodi (lat. Decapoda) (BIO) (dal greco déka = dieci, poús = piede): ordine di Crostacei marini e d'acqua dolce, che raggruppa rappresentanti ben noti con i nomi comuni di gamberi, aragoste e granchi. Presentano un carapace che include la camera branchiale e cinque paia di arti ambulacrali (da cui il nome), il primo dei quali può essere modificato in robusta chela. Includono più di 10.000 specie conosciute e fra queste alcune centinaia sono esclusive di acque sotterranee. In Europa non sono noti granchi ipogei; almeno una trentina di specie di granchi troglobi è nota invece di grotte in aree tropicali; altre specie sono regolarmente troglofile e anchialine. Fra i generi di D. con rappresentanti ipogei presenti in Europa sono da ricordare i gamberi dei generi Troglocaris e Typhlocaris.

declinazione magnetica (GEOG) (dal latino declināre = declinare): angolo formato fra la direzione del nord geografico e quella del nord magnetico; è diversa per le varie località e varia col tempo. L'angolo di d. m. è indicato nelle carte topografiche.

decompressione (SUB) (prefisso de-): procedura per l'eliminazione di gas in eccesso; normalmente di azoto da parte dei tessuti corporei che si trovano oltre il punto di saturazione.

décrocheur (T.ES). (neologismo francese, derivato dal verbo décrocher = sganciare, quindi equivale a "attrezzo che sgancia"): attrezzo che ebbe una qualche diffusione nei primi anni '70: sostituiva, in traversate di grotte con pozzi, il moschettone di aggancio della corda di discesa. L'operatore, disceso fino alla base di un pozzo, poteva sganciare il d. azionando un cordino di servizio, recuperando così la corda e il d.; i numerosi malfunzionamenti e incidenti avvenuti, la possibilità che il d. si danneggiasse o si incastrasse nella caduta, ne causarono il rapido abbandono.

deep stop (SUB) (termine inglese, lett. "sosta profonda"): tappe addizionali, utilizzate, in fase di risalita dopo un'immersione, per limitare la formazione di bolle di azoto (vedi embolo e decompressione).

deficit di flusso (IDR): nelle regioni carsiche è la differenza fra l'acqua di precipitazione e quella disponibile all'infiltrazione; si tratta dell'acqua perduta per evapotraspirazione.

deformazione (GEOL) (prefisso de-): cambiamento di forma e di assetto di un cristallo, di una massa rocciosa, di una regione o dell'intera crosta terrestre.

degasamento (FIS) (prefisso de-): liberazione di componenti gassosi disciolti in un liquido; in speleologia si usa questo termine per indicare la perdita di biossido di carbonio dall'acqua.

degradazione (GEOL) (prefisso de-): l'insieme di azioni chimiche, fisiche, talvolta anche biologiche, che disgregano e alterano una roccia.

degrassante (IN.CER) (prefisso de-): nella fabbricazione della ceramica è il materiale inerte (sabbia, paglia) che si aggiunge all'argilla per ridurne la plasticità che con la cottura provocherebbe deformazioni dovute alla perdita di acqua.

Dellabeffaella (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera due specie ipogee delle Alpi occidentali.

delta sotterraneo (GEOG, IDR): sistema carsico che si ramifica in vicinanza dell'emergenza: è dovuto a variazioni climatiche o a distensione meccanica della roccia per la vicinanza dell'esterno; l'espressione, coniata da E.A. Martel, è poco corretta, e comunque è in disuso. Vedi anche diffluenza sotterranea

deltizio (GEOL): attributo di un ambiente di sedimentazione e relativa facies; è caratterizzato da strati che si depongono già con una certa inclinazione e frequenti passaggi litologici laterali e verticali.

dendrite (MIN) (dal greco déndron = albero): associazione di cristalli minuti in forma arborescente; tipica forma di certi ossidi di ferro e manganese.

dendritico, reticolo fluviale- (GEOG, IDR) (dal greco déndron = albero): dicesi di un reticolo fluviale di forma arborescente; l'espressione può essere usata sia per fiumi esterni che per sistemi carsici; in questo caso si può parlare di r. f. d. anche a proposito di gallerie inattive.

dendrocronologia (T.ST, BIO) (dal greco déndron = albero, khrónos = tempo, e suffisso -logia): metodo di datazione assoluta. Si basa sul conteggio degli anelli di accrescimento degli alberi. Lo spessore degli anelli è in funzione delle variazioni climatiche annuali ed è identico in campioni della stessa zona. Correlando gli anelli, a partire da un albero vivo, successivamente in tronchi man mano più vecchi provenienti dalla stessa zona, si può ricostruire una scala cronologica fino ad alcuni millenni. Si usa anche per calibrare la datazione con il radiocarbonio.

denti (BIO, T.ST): lo smalto dei d. è il tessuto animale più duro (vedi corona). La loro conservazione è perciò molto frequente nei depositi archeologici in grotta e spesso sono gli unici resti animali e umani presenti. Dallo studio dei d. si può riconoscere la specie dell'animale e l'età approssimativa della morte, inoltre nell'uomo lo studio microscopico delle usure delle superfici può fornire indicazioni sulle abitudini alimentari del passato.

denticolato (IN.LIT): strumento litico con bordi taglienti ritoccati (compare anticamente nel Paleolitico ed è frequente nel Musteriano). Uso probabile come raschiatoio.

denudazione (GEOL): 1) - asporto di materiali superficiali che mettono allo scoperto le rocce profonde. 2) - asporto di vegetali e di humus così da mettere in evidenza la roccia sottostante.

depigmentazione (BIO) (prefisso de- e dal latino pingĕre = colorare): si definisce così la perdita dei pigmenti, sostanze che conferiscono le colorazioni tipicamente presenti negli organismi epigei. Nell'ambiente sotterraneo è caratteristica la scomparsa dei pigmenti nell'esoscheletro di molti Artropodi, che appare bianco, bruno o rossiccio. Il significato evolutivo della perdita del pigmento è generalmente attribuito alle stesse pressioni selettive, di risparmio metabolico, che determinano l'anoftalmia.

deposito (CH, FIS) (dal latino depōnere = deporre): sedimento di origine fisica o chimica; in grotta; nel primo caso i depositi più comuni sono l'argilla e i clasti, nel secondo caso le concrezioni calcaree.

deposito archeologico (ARC): vedi giacimento, sedimento.

depressione (GEOG) (prefisso de-): ogni abbassamento di struttura; d. carsica: ogni forma topografica a conca; può essere dovuta anche a cause tettoniche, ma in ogni modo è determinante il processo carsico, cioè la dissoluzione superficiale della roccia e l'assenza di scorrimento idrico in superficie; le d. carsiche più comuni sono le doline e i polje.

deriva genetica (inglese: genetic drift) (BIO) (prefisso de-): fenomeno che porta alla perdita di variabilità genetica nelle piccole popolazioni. Casi simili alla d. g. ("effetto fondatore", "collo di bottiglia") hanno coinvolto e possono coinvolgere le popolazioni di specie ipogee.

Dermatteri (lat. Dermaptera) (BIO) (dal greco dérma = pelle e pterón = ala): ordine di Insetti affini agli Ortotteri, con ali anteriori simili a elitre, inadatte al volo, e addome provvisto all'apice di un paio di robuste appendici (cerci) trasformate in pinze. Annoverano le comuni e ben conosciute forficule. Alcune specie predatrici sono tipiche dell'associazione guanofila. Forficule cavernicole specializzate sono note delle Isole Hawaii, delle Galapagos, delle Isole caraibiche, dell'Africa e del Sud-Est Asiatico; di particolare interesse è il genere Anataelia, con tre specie note nelle grotte laviche delle Canarie.

desaturazione (SUB, FIS) (prefisso de- e dal latino saturāre = saturare, concentrare): processo di eliminazione dei gas disciolti in eccesso nei tessuti del corpo.

detriticolo (BIO) (dal latino detěrere = logorare e cŏlere = abitare): organismo che conduce la sua esistenza fra i residui di sostanze inorganiche od organiche, talora nutrendosi di esse o cacciando attivamente altri organismi detritivori.

detritivoro (BIO) (dal latino detěrere = logorare e vorāre = divorare): organismo che si nutre di residui organici di origine vegetale o animale, talora in decomposizione (saprofago).

detrito (GEOL) (dal latino detěrere = logorare): materiale incoerente accumulato per gravità, in genere di pezzatura grossolana; una roccia formata da d. legati da un cemento è detta detritica.

Devoniano (GEOL) (nome derivato dalla contea inglese di Devon): periodo dell'era primaria che va da 410 a 360 milioni di anni fa.

dia- (dal greco diá = attraverso): prefisso a molti termini.

diaclasi (GEOL) (dal greco diáklasis = frattura): frattura della roccia di origine tettonica, senza spostamento reciproco delle pareti; talvolta, ma impropriamente, in speleologia sono chiamate d. le gallerie con dimensione verticale molto maggiore di quella orizzontale.

diafisi (BIO) (dal greco diáphysis = geminazione): la parte delle ossa lunghe compresa fra le due estremità (epifisi).

diagenesi (GEOL) (prefisso dia- e dal greco génesis = nascita): complesso di processi chimici e fisici che avvengono in un sedimento durante e dopo la deposizione e che portano a trasformare il sedimento in una roccia sedimentaria; si considerano diagenetici i processi che avvengono a bassa temperatura e sotto la sola pressione di carico.

diapausa (BIO) (prefisso dia- e dal greco pâusis = cessazione): periodo di riposo che interrompe la crescita, lo sviluppo o l'attività di un organismo vivente. Le attività metaboliche diminuiscono per superare periodi con condizioni ambientali ostili come siccità (d. estiva, estivazione) o basse temperature (d. invernale, ibernazione). Specie troglofile presentano periodi di stasi nei loro cicli vitali ancora legati alle variazioni ambientali stagionali; anche numerose specie troglobie risultano più o meno legate alle variazioni annuali di umidità atmosferica presente in grotta e al regime degli acquiferi sotterranei.

diapirismo (GEOL) (prefisso dia- e dal greco pýr = fuoco): risalita di rocce leggere e plastiche attraverso gli strati delle rocce sovrastanti con formazione di strutture di varia forma; il fenomeno avviene soprattutto con i depositi evaporitici, in particolare col salgemma, a causa del minor peso specifico e della loro elevata plasticità.

Diapriidi (lat. Diapriidae) (BIO): famiglia di Imenotteri con rappresentanti di piccolissime dimensioni; le femmine sono spesso brachittere o attere. Alcune specie sono frequenti in grotta, in aree sia temperate sia tropicali, dove vivono come parassiti di larve di Ditteri guanofili.

diaspro (MIN, IN.LIT): roccia dura silicea sedimentaria adatta alla produzione di schegge; presenta frattura concoide.

diedro (AL) (dal greco d's = due volte e hédra = faccia): in geometria è la porzione di spazio delimitata da due piani non paralleli e, analogamente, in alpinismo, è la porzione di spazio delimitata da due pareti ove spesso si può arrampicare con la tecnica dell'opposizione.

differenziazione (GEOL, PETR): processo per cui una roccia cambia composizione nel corso della sua formazione; si parla di d. magmatica quando un magma cambia composizione durante il consolidamento; analogamente, nel caso delle rocce metamorfiche, si parla di d. metamorfica.

diffluenza sotterranea (GEOG, IDR) (dal latino diffluěre = scorrere): suddivisione di un corso d'acqua sotterraneo in due o più percorsi che portano a emergenze diverse. Vedi delta sotterraneo.

diga (dal fiammingo dijk): 1) - (MIN): d. calcarea che sbarra un corso d'acqua e forma un lago a monte; queste concrezioni, solitamente in serie, si formano quando il torrente ha portata molto bassa e l'acqua è sovrasatura. Vedi vaschetta. 2) - (IDR): in caso di stratificazione verticale e con direzione trasversale ad un corso d'acqua sotterraneo, gli strati meno corrodibili possono formare d. che sbarrano il torrente ipogeo generando salti e cascate (es. strati di dolomia intercalati al calcare).

dilavamento (GEOL) (dal latino tardo delavàre = lavare via): degradazione (o erosione) fisica delle rocce operata dalle acque correnti.

Dinaridi (GEOG): note anche come Alpi Dinariche (e carso d.), formano una catena carbonatica, frazionata in numerosi massicci di estensione variabile, che orla la costa adriatica orientale, dalla Croazia all'Albania. Le numerosissime grotte presenti nell'area ospitano faune ipogee relitte, con elementi specializzati endemici del massimo interesse.

dioriti (PETR) (dal greco dior'zein = separare): rocce eruttive intrusive neutre composte in prevalenza da plagioclasio con pirosseni, anfiboli e/o biotite; la struttura è quasi sempre granitica.

Diphyus (BIO): genere di Imenotteri della famiglia Ichneumonidae, con una specie (D. quadripunctorius) molto comune nelle grotte europee.

Diplopodi (lat. Diplopoda) (BIO) (dal greco diplóos = doppio, poús = piede): classe di Artropodi terrestri, conosciuti con il nome comune di "centopiedi"; hanno generalmente corpo allungato, formato da numerosi segmenti ognuno dei quali porta due paia di zampe (da cui il nome). Annoverano numerosi elementi troglofili e troglobi anche specializzati; sono da citare, nella fauna italiana, quelli appartenenti alle famiglie dei Glomeridi (dei generi Stygioglomeris e Spelaeoglomeris), dei Trachisferidi (es.: Trachysphaera), Blaniulidi, Julidi (es.: Trogloiulus e Typhloiulus), Callipodidi, Craspedosomatidi (con i generi Crossosoma, Lessinosoma, Plectogona, Sardosoma, Osellasoma), con numerose specie endemiche di ristretti settori geografici. Sono anche da ricordare i Polidesmidi dei generi Polydesmus, Serradium, Mastigonodesmus e Sardodesmus e i Tricopolidesmidi del genere Ingurtidorgius di Sardegna. Le specie troglofile dei generi Callipus e Apfelbeckia sono ben note agli speleologi, nelle aree dove sono presenti, per l'odore intensissimo e repellente del liquido emesso da apposite ghiandole.

Dipluri (lat. Diplura) (BIO) (dal greco diplóos = doppio, ourá = coda): ordine di Insetti senza ali con l'addome diviso in 11 segmenti e terminante con due appendici (cerci) talora molto allungate. Numerose specie del genere Japyx sono regolarmente troglofile; nelle grotte italiane sono presenti D. troglobi specializzati, in particolare appartenenti alla famiglia dei Campodeidi, con i generi Campodea, Plusiocampa e Patrizicampa.

diretta, faglia- (GEOL): faglia il cui piano si immerge dalla parte del lembo abbassato; contrapposto a f. inversa; si forma in condizione di distensione della roccia. Sinonimo: f. distensiva.

direzione (GEOL): 1) - (GEOL): con riferimento ad uno strato, un piano assiale di una piega o un piano di faglia, la d. è l'angolo che una linea orizzontale tracciata su detto piano forma con il nord; generalmente si esprime in gradi sessagesimali. 2) - (T.ST): nel rilievo topografico delle grotte è chiamato d. l'angolo compreso fra una d. data e la d. del nord magnetico.

dis-: (dal greco dys- ): prefisso a molti termini; esprime genericamente il significato peggiorativo o di separazione o privazione.

discensore (T.ES): attrezzo per scendere le verticali lungo una corda, semplice o doppia; ne esistono molti modelli, per alpinismo e speleologia, tutti basati sull'attrito della corda su parti metalliche dell'attrezzo; il più usato nella speleologia europea è il discensore a pulegge fisse ideato da B. Dressler alla fine degli anni '60; d. a barre (Rack): usato quasi esclusivamente dagli speleologi americani nelle grandi verticali; d. autobloccante: permette il bloccaggio automatico dello speleologo sulla corda nel caso che egli ne perda il controllo per un malore: la situazione in ogni caso rimane di rischio perché può subentrare la sindrome da imbragatura.

disco di calcite (MIN): tipo di concrezione piuttosto raro; è costituita da d. con diametro decimetrico, raramente metrico, attaccati alla parete con cui formano un angolo compreso fra 30 e 50; la genesi non è del tutto chiara, ma sembra sia in relazione alla fuoruscita di acqua in pressione da una piccola discontinuità della roccia.

discontinuità (GEOL) (dal prefisso dis-): 1) - assenza di strati o unità stratigrafiche perché la sedimentazione si è interrotta per un certo tempo (d. stratigrafica) o per cause tettoniche (d. tettonica). 2) - superfici di d.: si tratta di superfici sferiche immaginarie che dividono involucri del globo terrestre di diversa costituzione o diverso stato fisico; le più note sono la d. di Mohorovičic che separa la crosta dal mantello e quella di Gutenberg che separa il mantello dal nucleo.

discordanza angolare (GEOL) (dal prefisso dis-): con riferimento alle strutture sedimentarie, si parla di d. a. quando la giacitura della successione sovrastante è diversa da quella delle rocce sottostanti; questo caso si verifica quando il substrato ha subito un'erosione e una deformazione tettonica. Vedi anche discontinuità.

disidratazione (MED) (dal prefisso dis-): 1) - diminuzione dell'acqua nei tessuti del corpo per ridotta assunzione o per eccessivo consumo (es. sudorazione); 2) genericamente perdita d'acqua in una qualunque sostanza per processi fisici (es. argilla sottoposta a cottura).

disinnesco (IDR) (dal prefisso dis-): fenomeno per cui in un tratto di grotta, normalmente sifonante, cioè a pieno carico, l'abbassamento del livello idrico permette che gli ambienti prima e dopo il sifone siano collegati per una via aerata.

dislivello (GEOG) (dal prefisso dis-): differenza di quota, positiva o negativa, rispetto al piano orizzontale che generalmente corrisponde all'ingresso di una grotta. Per le grotte a d. negativo si parla di profondità.

dislocazione (GEOL) (dal prefisso dis-): spostamento di una parte della crosta terrestre o di una massa rocciosa dalla sua giacitura originaria.

disostruzione (T.ES) (dal prefisso dis-): allargamento artificiale di un tratto di cavità onde permettere il passaggio dell'esploratore; si effettua asportando manualmente i detriti, o lavorando con scalpello e martello o, in casi particolari, con esplosivi.

dispersione (BIO) (dal prefisso dis-): riguardo alle specie animali e vegetali, si riferisce alla loro capacità di colonizzazione o ricolonizzazione di territori ed habitat disponibili e adatti. Le specie troglobie hanno generalmente capacità scarsa o nulla di disperdersi in ambienti diversi da quello ipogeo, per cui danno origine frequentemente a endemiti molto localizzati.

dissoluzione (FIS) (dal prefisso dis-): processo per cui un solido si scioglie fisicamente in un liquido, senza reazioni chimiche; spesso il termine è usato come sinonimo di corrosione (chimica), ma erroneamente; le rocce che possono subire la d. sono pochissime: essenzialmente gesso, salgemma; nel caso del ghiaccio si deve parlare di fusione; il calcare può essere disciolto in quantità minima.

distacco, superficie di- (GEOL) (dal prefisso dis-): discontinuità lungo cui si separano due parti di una massa rocciosa; riferito soprattutto alle frane.

distale (BIO) (dal latino distāre = essere distante): in osteologia si riferisce all'estremità di un osso lungo più distante dal punto considerato come origine di un arto. Il termine, nella descrizione di una parte di un organismo animale, è sinonimo di apicale.

distensione (GEOL) (dal latino distĕndere = distendere): azione che tende ad allontanare le parti di un corpo roccioso.

disterru (GEOG): (termine dialettale, Sardegna, Nuorese): abisso.

distrofico (BIO) (dal prefisso dis- e dal greco trophē' = nutrimento): aggettivo riferito a grotte caratterizzate da cospicui accumuli di detriti vegetali e povere di guano o di altre risorse trofiche di origine animale.

disturbo (GEOL) (dal prefisso dis- e dal latino turbāre = scompigliare): qualsiasi variazione di giacitura, movimento e deformazione locale delle rocce per cause molteplici.

Ditiscidi (lat. Dytiscidae) (BIO) (dal greco dýtēs = che si immerge): famiglia di Coleotteri predatori acquatici. Sono note poche specie, in tutti i continenti, tipicamente stigobie in ambienti freatici. Nella fauna europea sono note due specie ipogee della Francia meridionale: Siettitia balsetensis e Siettitia avenionensis.

Ditteri (lat. Diptera) (BIO) (dal greco d's = due volte, pterón = ala): ordine di Insetti caratterizzati da un solo paio (anteriore, mesotoracico) di ali membranose evidenti; il secondo paio è infatti ridotto a moncherini claviformi, con funzioni di bilanciamento nel volo. Vi appartengono le comuni mosche (D. Brachiceri) e le zanzare (D. Nematoceri). Fra le specie troglofile particolarmente frequenti nelle grotte italiane sono da citare i Limoniidi del genere Limonia, simili a zanzare, che si rifugiano in grotta per periodi di diapausa, le specie attere di alta quota del genere Chionea, talora comuni in pozzi a neve e in grotte molto fredde, alcune specie delle famiglie dei Nicteribiidi e degli Streblidi ecto-parassite di Chirotteri e altri Vertebrati, e le specie saprofaghe della famiglia dei Micetofilidi. Sono pure noti D. saprofagi e guanofili apparentemente troglobi. In Italia, da citare Allopnyxia patrizii, delle grotte laziali, con maschio piccolissimo (1 mm), brachittero, microftalmo, e femmina più grande (mm 2,5), attera e anoftalma. In Africa, del Kenya, Mormotomya hirsuta, con corpo attero e pubescente, e del Congo una zanzara ematofaga su pipistrelli.

diverticolo (MORF) (dal latino divĕrtere = volgere altrove): condotto sotterraneo breve, di solito stretto e tortuoso ma percorribile, che parte dalla galleria principale e non ha comunicazione con altri settori della grotta.

divoraccio (GEOG) (termine dialettale, Lazio, M. Lepini): voragine.

DNA (BIO) (sigla dall'inglese Deoxyribo Nucleic Acid, acido desossiribonucleico): costituente dei cromosomi, depositario del patrimonio genetico degli esseri viventi; duplicandosi, trasmette alla discendenza le informazioni necessarie alla sintesi proteica.

Doderotrechus (BIO): genere di Carabidi ipogei ed endogei endemico delle Alpi Cozie, con tre specie conosciute, proprie del massiccio del Monviso e valli limitrofe.

Dogger (GEOL): seconda epoca del periodo giurassico.

dolaç (GEOG) (termine dialettale, Friuli - Venezia Giulia.): dolina; sinonimo: dolaz.

Dolichopoda (BIO) (dal greco dolikhós = lungo, poús = piede): genere di Ortotteri Rafidoforidi rappresentato, anche in Italia, da specie tipicamente troglofile. Si tratta di cavallette di grandi dimensioni, con occhi ridotti, antenne e zampe particolarmente allungate e regime alimentare saprofago o predatorio. In condizioni di umidità e temperatura favorevoli, numerose specie sciamano durante la notte dalle grotte e dai sotterranei artificiali dove trascorrono le ore diurne ed i periodi avversi (v. estivazione e ibernazione).

dolina (GEOG) (nelle lingue slave dolina = valle): depressione carsica di varia forma, la cui genesi è sempre in relazione con la corrosione carsica, anche se esistono molti meccanismi di formazione; esistono molte classificazioni, basate sulla forma o sul meccanismo genetico; riguardo alla forma, si citano d. circolari e ellittiche, a piatto, a scodella, a imbuto, a pozzo, ecc.; riguardo al meccanismo genetico, si citano d. di dissoluzione, di subsidenza e di crollo.

dolomia (GEOL, PETR) (il nome deriva da quello del geologo Déodat de Dolomieu che lo studiò e ne pubblicò i risultati nel 1784): roccia costituita in prevalenza da dolomite; dopo i calcari, la d. è la roccia carbonatica più diffusa; gran parte delle d. sono di origine secondaria, cioè derivano da rocce calcaree che hanno subito la dolomitizzazione; nella d. possono formarsi grotte, ma meno facilmente che nei calcari, perché è più resistente alla corrosione.

dolomite (MIN): minerale dalla formula CaMg(CO3)2; si tratta quindi di un carbonato doppio di calcio e magnesio; è il principale costituente della dolomia.

dolomitizzazione (MIN): processo per cui nel calcare, durante la diagenesi, parte degli ioni calcio sono sostituiti da ioni magnesio, per cui il calcare si trasforma in dolomia.

Domene (BIO): genere di Coleotteri Stafilinidi con alcune specie di Spagna, Marocco e Isole Canarie tipicamente troglobie specializzate.

domesticazione (ARC) (dal latino dŏmus = casa): processo di controllo da parte dell'uomo della fauna selvatica, comparso progressivamente a partire dal Neolitico. Segna l'inizio dell'economia di produzione.

domo (o duomo) (GEOL) (dal latino dŏmus = casa): struttura anticlinale con larghezza circa pari alla lunghezza; è detto anche cupola.

Donau (CL): primo periodo della glaciazione alpina (fine Terziario, inizio Quaternario). D. è il nome tedesco del Danubio.

dormiben (T.ES): termine del gergo speleologico; gommapiuma a celle chiuse o neoprene usato per imbottire la tuta nei punti critici o come materassino.

dorsale oceanica (GEOL): catena montuosa sub-oceanica lontana dai margini continentali.

Dossi* (TUR): grotta di interesse turistico, attrezzata fin dalla metà dell'800, in comune di Villanova Mondovì (Cuneo, Piemonte).

drago (BIO): nella mitologia, è un animale fantastico con aspetto serpentiforme e capacità di volare e sputare fuoco, spesso associato nelle leggende medievali a grotte e antri dai quali cavalieri coraggiosi lo stanavano e lo affrontavano per salvare donzelle o paesi. Alcuni testi di grande interesse tentavano di documentare la presenza di d. in grotta; da citare, fra gli altri, un "De Draconum Carpathicorum Cavernis", del 1642, che descriveva ossa di d. trovate in grotta, appartenenti in realtà a Ursus spelaeus. Nel 1689 il barone Johann Weichard Valvasor descrisse il ritrovamento di un animale sconosciuto definito "Dragone"; si trattava del proteo, Anfibio troglobio adattato alle condizioni estreme delle acque sotterranee, descritto poi dal Laurenti nel secolo successivo. Un uso diffuso nella speleologia europea è quello di associare il termine d. a toponimi riferiti a grotte (es. Drakenhöhle in Germania e Austria, Drakotrypa in Grecia, Grotte du Dragon in Corsica, Cueva del Drach in Majorca, Pertüs del Drai in Piemonte).

dragunara (IDR) (termine dialettale, Sardegna, Alghero): acqua che scorre sottoterra.

drappeggio (MIN) (dal latino tardo dràppum di probabile origine celtica = vessillo, vestito): concrezione calcarea, sinonimo di cortina.

drenaggio (IDR) (dall'inglese to drain = seccare): deflusso di acqua. Sinonimo: dreno.

Dressler (T.ES): nome commerciale (dal nome dell'inventore, Bruno Dressler) di un autobloccante per usi generici; il bloccante ventrale Croll e la maniglia derivano da questo; in Francia designa anche un discensore a doppia puleggia.

drift genetico: vedi deriva genetica.

droscia (GEOG) (termine dialettale, Lazio): dolina; sinonimi: roscia, troscia, riscia.

Dryas (CL): gli ultimi tre stadi freddi della glaciazione di Würm (dal 16.000 al 10.000 BP). Il nome deriva da una pianta rosacea diffusa nei paesi nordici e nelle Alpi (Dryas octopetala).

dulciacquicolo (sin. dulcacquicolo) (BIO): letteralmente "vivente in acque dolci", aggettivo riferito a gruppi o singole specie animali che vivono in acque continentali, sia superficiali sia sotterranee. In quest'ultimo caso, si parla di ambienti freatici e di organismi stigobi o stigobionti.

duleina (GEOG) (termine dialettale, Emilia): dolina.

duomo: vedi domo.

durezza dell'acqua (CH, IDR): indica la quantità di sali in soluzione nell'acqua; la d. totale tiene conto di tutti i sali presenti; la d. temporanea è data dai sali che precipitano all'ebollizione e la d. permanente è data dalla differenza fra questi due valori. La d. si esprime generalmente col numero di mg di CaCO3 per 100 grammi d'acqua (gradi francesi).

Duvalius (BIO): genere di Carabidi che annovera centinaia di specie tipiche di ambiente edafico, di ambiente sotterraneo superficiale e di grotta ed è ampiamente distribuito in Europa, Asia e Nord Africa. In Italia il genere è rappresentato in gran parte delle Alpi e dell'Appennino, in Sicilia e in Sardegna, con un elevato numero di specie.