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facies (termine latino facies = aspetto): 1) - (ARC): insieme di elementi in una cultura che costituiscono un sottogruppo non sempre ben definito cronologicamente (es. Musteriano di f. acheuleana). 2) - (GEOL): insieme dei caratteri litologici, sedimentologici e paleontologici che una roccia presenta e che esprimono l'ambiente di formazione. Il termine è usato soprattutto per le rocce sedimentarie. 3) - (BIO): vedi habitus.

faglia (GEOL) (dal francese faille = mancanza): fratturazione in una massa rocciosa, accompagnata dallo spostamento reciproco dei due blocchi, chiamati lembi, o zolle. L'entità dello spostamento (chiamato rigetto) può essere da centimetrico a chilometrico. Il piano della frattura si chiama piano o superficie di f.; se è particolarmente liscio e regolare è detto anche specchio di f.. In relazione all'orientamento spaziale dei piani, le f. possono essere verticali, inclinate, o suborizzontali; queste ultime sono dette sovrascorrimenti. Le f. inclinate si distinguono in dirette (o normali, o distensive) quando il lembo dalla parte verso cui s'immerge il piano di f. si abbassa relativamente all'altro e perciò i due blocchi tendono ad allontanarsi, e inverse (o compressive) nel caso contrario. Si chiamano trascorrenti le f. a spostamento prevalentemente orizzontale. Nella speleogenesi il ruolo delle f. è importante perché lo scorrimento idrico avviene di preferenza lungo i piani delle f. stesse.

faie, fae, fate (FO) (termini dialettali, arco alpino): fate; termini spesso usati nei toponimi locali riferiti a grotte (es. "Boo' d'la faia"); vedi anche strega.

falda (GEOL) (dal gotico falda = piega): f. acquifera: terreno permeabile nel quale tutti i vuoti (pori o fratture) sono occupati da acqua in lento movimento; in alto le f. possono essere libere (f. a pelo libero) pur restando nel sottosuolo, oppure raggiungere la superficie topografica, nel qual caso l'acqua affiora; si può parlare di f. acquifera sia nei terreni permeabili per porosità, che in quelli permeabili per fessurazione, cioè carsici; f. artesiana: si ha quando il terreno permeabile è limitato in alto da rocce impermeabili e l'acqua, in pressione, è capace di risalire quando è raggiunta da un pozzo (vedi pozzo artesiano); f. di detrito: detriti accumulati per gravità ai piedi di un pendio ripido; f. di ricoprimento: vedi coltre.

falesia (GEOG): termine di origine francese (falaise). Parete rocciosa verticale o quasi.

famiglia (BIO): categoria tassonomica inferiore all'ordine; un ordine è suddiviso in f. che a loro volta sono suddivise in sottofamiglie, tribù e generi.

fanghi (GEOL): sedimenti clastici (raramente chimici o organogeni) non consolidati, impregnati d'acqua, con elementi che hanno, per convenzione, dimensioni inferiori a 1/16 di millimetro.

Fate,* grotta delle- (ARC.P): grotta sull'altipiano delle Manie (Finale Ligure, Savona, Liguria). Deposito del Würm con reperti di Ursus spelaeus, industria musteriana e resti di Neandertaliani.

fattore di caduta (AL): rapporto fra l'altezza della caduta e la lunghezza della corda sollecitata per arrestare la caduta. Il valore massimo possibile è 2, nel caso in cui cade il primo di cordata senza che ci siano chiodi di protezione fra lui e il punto di attacco della corda.

fattori ambientali o f. ecologici (BIO): f. che agiscono sugli individui di una popolazione e che possono essere abiotici e biotici; f. abiotici sono, ad esempio, la natura dei suoli, la presenza di acqua (sotto forma liquida o come umidità relativa nell'aria), la temperatura; nell'ambiente ipogeo un f. a. abiotico fondamentale è l'assenza di luce; f. ambientali biotici sono, ad esempio, le relazioni inter-specifiche e le relazioni di predazione o di competizione nello sfruttamento delle risorse trofiche.

fauna (BIO) (dal latino Fāuna, nome della dea figlia e sposa di Fāunus il dio delle selve; il termine nel significato attuale è stato introdotto dal naturalista Linneo): insieme di specie animali viventi in un dato momento in una data area. Gli ambienti sotterranei hanno selezionato in milioni di anni di evoluzione f. particolari in singole aree, formate da organismi specializzati, spesso endemici. In particolare, gli organismi più specializzati all'ambiente di grotta (troglobi) presentano occhi atrofici o assenti (anoftalmia), tegumenti chiari o diafani (depigmentazione), un habitus spesso gracile, con appendici allungate e sottili e lunghe setole sensoriali che amplificano la loro sensibilità tattile. Le f. sotterranee sono di norma molto più povere di specie rispetto a quelle epigee viventi nelle medesime aree, sia a causa delle condizioni ostili, spesso estreme, dell'ambiente, sia a causa dell'assenza di organismi fitofagi. In alcune aree, particolarmente in quelle comprese nella fascia temperata del globo, le f. ipogee annoverano organismi obbligatoriamente legati alle condizioni dell'ambiente sotterraneo ed altri che necessitano di questo ambiente solo in alcune fasi della loro vita (troglofili). Gli importanti cambiamenti climatici del passato hanno selezionato alcuni gruppi di organismi epigei, pre-adattati ai fattori abiotici e biotici dell'ambiente sotterraneo, condizionandone la colonizzazione del sottosuolo. Fattori paleogeografici hanno poi favorito eventi di speciazione e di isolamento. Per tali ragioni le f. ipogee sono di estremo interesse per gli studiosi che si occupano di evoluzione biologica e di biogeografia.

fautueie (FO) (termini dialettali, Ponente ligure): streghe; sinonimi: farure, framanzui, stoleghe, paganaie.

Fées* (ARC.P): grotta a Châtelperron (Allier, Francia), sito eponimo di Châtelperronien (Castelperroniano 35.000-30.000 anni).

felci (lat. Filicopsida) (BIO): classe di piante delle Pteridofite provviste di radice, fusto e foglie, ma prive di fiori e di frutti. Alcune specie, fortemente igrofile, colonizzano le doline, i pozzi e gli ingressi delle grotte (es. Capelvenere, del genere Adiantum), penetrando talora fin dove perviene la luce; in grotte turistiche è frequente trovare associazioni di f. in prossimità delle lampade per l'illuminazione artificiale (in particolare Asplenium trichomanes).

felda (FO) (termine dialettale, Romagna): fata.

Feldhofer* (ANT): nelle piccole grotte di F. (valle di Neander, Düsseldorf, Germania) sono stati trovati i primi resti di Neandertaliano (nel 1856 da J. C. Fuhlrott) descritti da H. Shaffhausen; le grotticelle sono state distrutte da una cava poco dopo la scoperta. La valle di Neander ha dato il nome ai Neandertaliani.

feldspati (MIN) (dal tedesco feldspat): importante gruppo di minerali, che occupa il primo posto fra i costituenti delle rocce, particolarmente quelle eruttive. Si tratta di silicati di alluminio e di un metallo alcalino (sodio, potassio) o alcalino terroso (calcio, bario) e da miscele isomorfe di tali silicati.

felidi delle caverne (lat.: Felidae) (PAL, BIO): Mammiferi (Carnivori), frequentatori di grotte nel Pleistocene: gatto selvatico, lince, leone, pantera e tigre. In grotte di aree tropicali, anche oggi alcune specie (leopardi, puma, giaguari) frequentano grotte in foresta.

femico (MIN): dicesi di minerali scuri ferromagnesiaci.

fenocristallo (MIN) (dal greco pháinein = manifestare): cristallo più grande ed evidente degli altri, ben distinguibile dalla pasta di fondo (che ha struttura amorfa o microcristallina) nelle rocce a struttura porfirica.

fenotipo (BIO) (dal greco pháinein = manifestare, týpos = tipo): conformazione definitiva dell'individuo adulto in una data specie, in larga misura risultante dall'espressione del genotipo.

ferralitico, suolo (GEOL): suolo ricco di ferretto.

Ferrassie*, La- (ARC.P): riparo presso Savignac-de-Miremont, Dordogne (Francia). Ha fornito una stratigrafia completa del Paleolitico superiore; i reperti più interessanti appartengono agli strati del Paleolitico medio (Musteriano) con sei sepolture di Neandertaliani.

ferrata, via (AL): dicesi di via alpinistica, raramente in grotta, nella quale i passaggi più difficili o pericolosi sono equipaggiati con attrezzature fisse, quali scalini metallici, corde di sicurezza, ecc.

ferretto (GEOL): materiale profondamente alterato chimicamente per lunga esposizione agli agenti atmosferici in clima temperato-caldo. Il colore rossiccio è dovuto agli ossidi di ferro trivalente.

Ferro, età del- (PC, IN.MET): periodo ai confini con la protostoria. Inizio della lavorazione del f. attorno all' 800 a.C. in Europa, con variazioni cronologiche a seconda delle zone.

ferrobatteri (BIO): batteri che sono in grado di fissare il ferro in condizioni climatiche e pedologiche particolari. Per es. in alcuni tipi di pisoliti, riempimenti ecc. (vedi anche mucolito).

fessura (GEOL): frattura nella roccia, aperta (o beante); le f. permeate di acqua acida sono responsabili del carsismo. In alpinismo, e raramente in speleologia, le f. sono utilizzate per fissarvi chiodi o altri attrezzi di ancoraggio.

fianco di una piega (GEOL): ciascun lato monoclinale delle due parti della piega, a raggio di curvatura molto grande rispetto a quello della cerniera.

fibrosa, concrezione (MIN): si dice di una concrezione che, sezionata, mostra fibre radiali di calcite. Meglio sarebbe dire "fibroso-raggiata".

fibula (termine latino): 1) - (UT, IN.MET): fibbia di metallo il cui uso inizia con l'età del Bronzo. 2) - (BIO) osso lungo (perone) della gamba.

filladi (GEOL, PETR) (dal greco phyllás = fogliame): rocce metamorfiche derivate da sedimenti clastici per lo più argillosi. Hanno tessitura scistosa e sono caratterizzate da cristalli molto minuti.

filogenesi (BIO) (dal greco phýlos = stirpe, génesis = origine): la storia dell'evoluzione (o sua ricostruzione) dei vari gruppi dei viventi, dalla loro comparsa fino ad oggi.

filogenetico (BIO): aggettivo, riferito alla filogenesi.

filone (GEOL): roccia formata per riempimento di fratture delle rocce incassanti da parte di magmi o soluzioni idrotermali; f. sedimentarie: riempimento di una spaccatura ad opera di sedimenti clastici.

filtrante, potere- (IDR): capacità della roccia di filtrare o meno le acque che l'attraversano. Il calcare, a causa dei molti vuoti, ha uno scarso p. f..

finestra (GEOG): apertura nella parete di una galleria o di un pozzo di una grotta che comunica presumibilmente con un altro passaggio e che si trova in una posizione raggiungibile con difficoltà.

finestra tettonica: (GEOL): substrato di una coltre messo a giorno dall'erosione.

Fingal* (GR): celebre grotta nell'isola di Staffa (Scozia), nel basalto, dalle tipiche forme colonnari. È una delle grotte più rappresentate nelle antiche stampe; è probabilmente l'unica cui un grande musicista (Felix Mendelssohn-Bartholdy) abbia dedicato una composizione (Ouverture: "La grotta di Fingal").

fiori (MIN): aspetto di certe concrezioni, di dimensione da millimetrica a decimetrica, che ricordano un fiore o un mazzo di fiori. Raramente sono di calcite, più spesso di aragonite, ma le concrezioni a fiore più tipiche sono di gesso.

fisogastria (BIO) (dal greco phýsa = vescica, rigonfiamento, gastēr = ventre): rigonfiamento dell'addome (v. pseudofisogastria).

fissilità (GEOL) (dal latino fĭndere = fendere): possibilità di alcune rocce di dividersi in straterelli lungo piani subparalleli; può essere legata alla stratificazione di rocce sedimentarie, o ai piani di scistosità di rocce metamorfiche.

fitocarsismo (BIO, GEOL) (dal greco phytón = pianta): corrosione dovuta agli acidi umici prodotti dalle radici delle piante; il f. è attivo soprattutto in climi tropicali.

fitofago (BIO) (dal greco phytón = pianta, phagêin = mangiare): aggettivo riferito a organismo che si nutre di vegetali. Nell'ambiente sotterraneo, non essendo presenti le piante verdi per l'assenza di luce, non sono di norma presenti f. in senso stretto. Possono tuttavia essere presenti organismi rizofagi, che attraverso il reticolo di fessure penetrano talora in profondità.

fitoliti (BIO, ARC.P) (dal greco phytón = pianta, líthos = pietra): particelle da deposizione silicea intracellulari presenti in certe specie vegetali (soprattutto erbacee, cereali). Data la durezza del materiale, si conservano nei depositi archeologici; producono caratteristiche usure lucenti su strumenti litici (es. falcetti in selce) e sui denti di erbivori. Per alcune specie vegetali i f. hanno forma caratteristica e si prestano per indagini di paleobotanica.

fitosaprofago (BIO): vedi saprofago.

fiuus (IDR) (termine dialettale, Lombardia): grossa sorgente.

fix, o spit-fix (T.ES) (nomi commerciali): chiodi a espansione (tasselli) ma non autoperforanti, come sono invece gli spit, e quindi richiedono una foratura preventiva. Rispetto agli spit, questi sono più lunghi e di diametro inferiore.

flash (FOT) (termine inglese di uso internazionale): sorgente di luce istantanea con lampi della durata da 1/30 di secondo nei f. a lampadina, a millesimi di secondo nei f. elettronici. I f. a lampadina, monouso, ormai quasi obsoleti, nonostante l'uso esclusivo fino ad un recente passato nella fotografia speleologica, sono costituiti da un'ampolla che contiene un filamento a matassa di magnesio o altri metalli che, col passaggio della corrente elettrica di una batteria di bassa tensione, brucia emettendo una luce a temperatura di colore di circa 2.500 gradi Kelvin. Nei f. elettronici il lampo è ottenuto da una lampada (teoricamente per un numero illimitato di lampi) alimentata da tensione elevata generata da un condensatore alimentato da batterie di bassa tensione. La luce emessa ha temperatura di colore da 5.500 a 6.000 gradi Kelvin. Alcuni f. elettronici con la lampada di forma circolare (f. anulari) sono adattabili all'obiettivo e sono impiegati nella macrofotografia per l'uniformità di illuminazione a piccola distanza dal soggetto e utilizzati soprattutto dai biospeleologi. Vedi anche open flash.

flessione (GEOL): incurvatura degli strati.

flessura (GEOL): tratto più inclinato di una monoclinale, raccordato alle parti a giacitura regolare da due pieghe.

flondar (GEOG): vedi sfondar.

fluitazione (IDR) (dal latino flŭere = scorrere): trasporto di materiali per mezzo della corrente d'acqua. Possono essere fluitati sia materiali capaci di galleggiare, che materiali più pesanti, se la velocità dell'acqua è sufficiente a mantenerli in sospensione o a farli rotolare sul fondo.

fluocaptore (IDR, T.ST): dispositivo per controllare il passaggio di fluoresceina, o altre sostanze coloranti. Generalmente è composto da un piccolo contenitore (pochi centimetri cubi) chiuso con reticella, contenente granuli di carbone attivo. La molecola della fluoresceina, essendo piuttosto grossa, si fissa per adsorbimento nei canali submicroscopici del carbone.

fluoresceina (IDR, T.ST): chiamata anche uranina, o resorcinftaleina, è, fra tutti i coloranti fluorescenti, il più usato quale tracciante idrologico. È una polvere rossa che in soluzione acquosa appare gialla per trasparenza e verde per riflessione.

fluvio-carsica, morfologia (GEOL): morfologia che risulta dalla combinazione di due fattori, l'erosione fluviale e il carsismo. Fra le forme più comuni si ricordano le valli cieche, i ponti naturali e molte forre.

fluvio-glaciale, deposito (GEOL): legato al trasporto e alla deposizione di clasti di origine fluviale e glaciale.

fluvio-lacustre, sedimento (GEOL): deposito originato dalla sedimentazione in ambienti alluvionali e lacustri.

flysch (GEOL) (termine tedesco usato internazionalmente): associazione di sedimenti clastici depositati da correnti di torbidità. Mostrano alternanza di livelli arenacei, calcarei, argillosi e marnosi. Il f. rappresenta il deposito entro le geosinclinali in via di colmamento di materiali clastici provenienti dall'erosione di una catena in via di emersione all'interno della geosinclinale. Il f. può dar luogo a limitati fenomeni carsici.

foca monaca (lat.: Monachus monachus): 1) - (BIO): unico Mammifero dei Pinnipedi presente oggi nel Mediterraneo, era un tempo diffuso lungo le coste di numerose isole e paesi rivieraschi. Attualmente è uno degli animali al mondo maggiormente minacciati di estinzione: piccole colonie sopravvivono ancora nelle isole dell'Egeo, lungo le coste della Turchia e lungo la costa atlantica del Marocco, e sporadici individui sono ancora avvistati lungo le coste italiane. La frequentazione di grotte costiere da parte della f. m., ove l'animale trovava spesso rifugio anche per partorire, è molto nota in numerosi paesi. In Sardegna la specie, nota con il nome di Bue marino, ha dato il nome alla ben nota grotta turistica nel Golfo di Orosei, dove una colonia era ancora presente fino a una quarantina di anni fa. 2) - (ART): rappresentazioni di f. sono un esempio nell'arte parietale della grotta Cosquer.

foce (GEOG) (termine dialettale, Toscana, Alpi Apuane): passo, valico; per altro significato vedi fus.

focolare (ARC.P): spazio ben delimitato in cui è stato acceso intenzionalmente il fuoco; nei depositi archeologici in grotta si riconosce per la distribuzione ordinata e solitamente circolare dei frammenti di carbone. Frequentemente nei f. si riscontra un'elevata concentrazione di reperti antropici (ossa e strumenti). I carboni possono dare utili indicazioni cronologiche col metodo del radiocarbonio.

foglia di lauro (IN.LIT): strumento litico indubbiamente fra i più eleganti realizzati dall'uomo preistorico. La forma è a foglia allungata e simmetrica, sottile, con fine ritocco coprente tutta la superficie ottenuto per pressione; la lunghezza può arrivare ai 35 cm. Tipica del Solutreano medio. La variante a foglia di salice, più stretta, è tipica del Solutreano superiore.

foiba (GEOL) (dal latino fovea = fossa, buca): termine locale usato nel Carso triestino e sloveno per indicare un profondo pozzo con ingresso superficiale; le f. divennero tristemente famose da quando, nelle fasi finali della seconda guerra mondiale, migliaia di civili vennero gettati in alcune f.; ne nacque il termine "infoibare".

foleofilo (BIO) (dal greco phōlįs = che sta in una tana e phílos = amico): aggettivo, riferito a organismi che vivono in nidi e tane di Vertebrati o invertebrati ("microcaverne"). Alcune specie f. penetrano regolarmente in grotta, come elementi occasionalmente troglofili.

foleuonoide (BIO) (dal greco phōlįs = che sta in una tana): aggettivo, dal genere di Leptodirini troglobi Pholeuon, esclusivo dei Carpazi. Stadio adattativo all'ambiente sotterraneo tipico di numerosi Leptodirini ipogei, che implica un habitus caratterizzato dal notevole allungamento del corpo e delle appendici e da un moderato rigonfiamento delle elitre.

foliazione (GEOL): vedi scistosità.

fomm (FIS) (termine dialettale, Emilia): fumo, vapore, con allusione all'aria umida che esce spesso dalle grotte in inverno e forma goccioline di condensazione a contatto con l'aria fredda.

fondo, acqua di- (IDR): in un acquifero carsico è così denominata l'acqua che occupa la porzione più profonda della zona satura ed è interessata da movimenti molto lenti in direzione delle sorgenti.

fonno (GEOG) (termine dialettale, Puglia): depressione carsica, per lo più coltivata; sinonimo: funni.

fontana (IDR): sorgente nella quale sono stati fatti dall'uomo dei lavori per facilitare la captazione di acqua sotterranea. Sinonimo: fonte. Talvolta il termine è impiegato, impropriamente, per indicare una sorgente.

fontanon (IDR) (termine dialettale, Friuli Venezia Giulia.): indica una sorgente carsica con portata elevata.

Font de Gaume* (ART): cavità sita a Les Eyzies-de-Tayac, Dordogne (Francia). Una delle principali grotte con esempi di arte parietale. Numerose pitture e incisioni di epoca Maddaleniana.

fonte (IDR) (termine dialettale, Lombardia, Trentino, Friuli - Venezia Giulia.): sorgente; sinonimi: funtanin, funtanun. Il termine è usato talvolta anche in lingua italiana, come sinonimo di fontana, sorgente.

fop (GEOG) (termine dialettale, Lombardia): conca carsica, fosso, dolina; sinonimi: fopa, fopàs, fopela, fopùn.

for (GEOG) (termine dialettale, Friuli Venezia Giulia): grotta orizzontale.

foràm (GEOG) (termine dialettale, Friuli Venezia Giulia); dal latino foramen = apertura): grotta, talvolta dolina; sinonimo: foranis.

Foraminiferi (BIO, GEOL) (dal latino forāmen = foro e fĕrre = portare): gruppo di Protozoi comprendente molte specie; i loro gusci, di piccolissime dimensioni, sono in percentuale importante nei depositi sedimentari marini.

Foran del Muss* (GR): grande sistema carsico nel M. Canin (Udine, Friuli-Venezia Giulia); ha uno sviluppo di 15 km, 1.110 metri di profondità e 23 ingressi.

foretico (BIO) (dal latino fĕrre = portare): aggettivo, riferito a organismo che si sposta passivamente facendosi trasportare da un altro organismo, di cui è talora commensale.

Forficula (BIO): genere e nome comune con cui si indicano i rappresentanti dell'ordine dei Dermatteri.

forma (GEOG, IDR) (termine dialettale, Lazio, Campania): condotto idrico sotterraneo artificiale, talvolta, ma raramente, col significato di grotta naturale; sinonimi: formale, formicola, fota.

formazione (GEOL): unità litologica fondamentale, distinta dalle altre formazioni per i caratteri litologici; può essere costituita da un litotipo uniforme o da un'alternanza di litotipi. È l'unità che il geologo distingue nel rilevamento di campagna e che viene cartografata.

forme (GEOG, IDR) (termine dialettale, Abruzzo): sorgente; talvolta valle carsica lunga e stretta.

Formica (BIO): genere e nome comune con cui si identificano Insetti ben noti dell'ordine degli Imenotteri. Alcune specie del genere Leptanilla, nell'area mediterranea, sono regolarmente ipogee, e presentano operaie anoftalme. Una specie ipogea, Ponera sulcitana, è nota in grotte della Sardegna meridionale.

fornacchia: vedi grottaccia.

forno (GEOG) (termine dialettale, Veneto, Trentino, Toscana, Umbria, Marche): antro, grotta orizzontale; sinonimo: fornel.

forra (GEOG): vedi cañon.

forru (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): buco, quindi grotta.

forza (FIS): grandezza fisica definita dal prodotto fra la massa del corpo su cui agisce e la accelerazione trasmessa dalla f. al corpo stesso; la tensione indotta nella roccia in seguito all'applicazione di una forza causa varie deformazioni.

forza ionica (CH): la grandezza che esprime la concentrazione ionica totale di una soluzione.

fosfati (BIO, CH): gruppo di composti chimici di cui il più importante è il fosfato di calcio, (Ca3PO4). Spesso contengono anche fluoro e cloro; derivano soprattutto dalla decomposizione di animali (il fosfato di calcio è un componente fondamentale delle ossa) e da loro escrementi (guano di pipistrello). In moltissimi casi, in passato soprattutto, ma anche attualmente, i f. sono stati estratti dai depositi delle grotte e utilizzati come concime (questo fatto rappresenta il maggior uso antropico delle grotte in quasi tutto il mondo).

fosforiti (MIN): termine generico che designa un insieme di minerali di origine chimica o organica comprendente soprattutto fosfati (in particolare apatite, fosfato tricalcico), ma sovente mescolati a carbonati e argilla.

fossa (GEOG) (termine dialettale, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Sardegna): cavità verticale, voragine, dolina di crollo, o primo tratto inclinato di una grotta; sinonimi: fossa vota, fosse, fossellone, fossicchio.

fossa tettonica (GEOL): struttura geologica legata ad un abbassamento di una porzione dell'ammasso roccioso, originato da un doppio sistema di faglie subparallele. Sinonimo: graben.

fossile (dal latino fŏdere = scavare): 1) - (BIO, PAL): organismo animale o vegetale vissuto in epoche passate che ha subito un processo di mineralizzazione in un sedimento, e si ritrova conservato, talora solo come impronta, in una roccia o terreno sedimentario. I f., studiati dalla paleontologia, costituiscono la principale testimonianza di specie estinte e costituiscono il mezzo più comune per datare le rocce; si tratta però di una datazione non assoluta ma relativa;f. guida: f. caratteristico di un determinato intervallo di tempo nella storia geologica. 2) - (GEOL): in speleologia il termine f. designa anche uno stadio evolutivo di una grotta o di una parte di essa: significa che la grotta (o una sua parte) non è più percorsa da acqua, di solito perché questa si è scavata un'altra via a quota più bassa. La ricerca di antiche vie f. ha spesso portato a scoprire importanti prosecuzioni nell'esplorazione di grotte.

fossili viventi (BIO): in senso stretto, trattasi di organismi relitti di linee filetiche un tempo ricche di specie, e oggi quasi totalmente estinte. Il termine è stato spesso riferito, in maniera impropria, a numerosi organismi ipogei, a seguito di un'opera classica di R. Jeannel (Les fossiles vivants des cavernes). Solo pochi organismi ipogei, in realtà, appartengono a gruppi che presentano tali caratteristiche (vedi, ad es., Onicofori). Il termine è pure riferito talora a organismi che presentano distribuzioni relitte.

fossòr (GEOG) (termine dialettale, Friuli - Venezia Giulia.): burrone, al fondo del quale scorre l'acqua; sinonimi: fos, fòus.

fossorio (BIO) (dal latino fŏdere = scavare): aggettivo, riferito alla struttura di un organismo nel suo insieme o a singole parti di esso (per es., le zampe anteriori), come adattamento alla funzione dello scavo. Numerose specie endogee presentano adattamenti in tal senso.

fota (IDR) (termine dialettale, Lazio): sorgente con acqua temporanea.

fotico (BIO) (dal greco phôs = luce): termine riferito alla luce e alla sua presenza. Nelle grotte si identifica con questo nome la zona prossima all'ingresso, in cui giunge ancora la luce solare in forma più o meno attenuata.

foto- (dal greco phôs = luce): prefisso di molti termini.

fotocellula (FOT) (prefisso foto-): elemento fotosensibile, utilizzato nel sincronizzatore di flash, in grado di produrre una debole corrente elettrica, se colpito dalla luce di un flash, e quindi di farne scattare un secondo; molto utile nelle foto speleologiche.

fotofobia (BIO) (prefisso foto- e dal greco phóbos = paura): reazione di fuga all'esposizione ad una fonte luminosa, tipica di molti organismi a costumi notturni o sotterranei.

fotoforo (T.ES) (prefisso foto- e dal latino fĕrre = portare): impianto di illuminazione, da fissare al casco, costituito da un beccuccio ceramico per bruciare l'acetilene con un sistema di accensione piezoelettrica e da un'illuminazione elettrica di emergenza; più recentemente si è diffuso l'uso di un ulteriore impianto elettrico con luce potente e collimata, per illuminare e analizzare pareti lontane. Attualmente si stanno diffondendo sorgenti luminose a led.

fotografia speleologica (FOT) (prefisso foto- e suffisso -grafia): uno dei compiti fondamentali dello speleologo è la documentazione dell'attività esplorativa; un ruolo importante riveste pertanto la f. che è il mezzo più immediato e più comprensibile di comunicazione. Date le caratteristiche dell'ambiente sotterraneo, la f. s., vera branca specialistica dell'arte fotografica, richiede, oltre a una comune fotocamera a pellicola (meglio se a controllo manuale) o digitale, attrezzature e tecniche particolari, descritte alle singole voci. Vedi flash, fotocellula, inquadratura, numero guida, open flash, temperatura di colore.

fotoperiodo (BIO) (prefisso foto-): durata dell'illuminazione diurna, ovvero rapporto fra il numero di ore di luce e di oscurità nell'arco della giornata. Importantissimo nel regolare i ritmi biologici degli organismi epigei, il f. si riduce o si annulla come fattore ambientale negli organismi troglobi.

fotorecettore (BIO) (prefisso foto- e dal latino recĭpere = ricevere): organi e strutture, talora semplici, talora molto complessi (quali gli occhi dei Vertebrati) in grado di percepire le radiazioni luminose e/o di elaborare percezioni visive. Sono ridotti o assenti negli organismi ipogei più specializzati, dove tuttavia la percezione di una fonte luminosa si mantiene talora a livello dermico.

fotosintesi clorofilliana (BIO) (prefisso foto- e dal greco sýnthesis = unione): funzione caratteristica delle piante verdi che consiste nella trasformazione, in presenza di luce, del biossido di carbonio (CO2) e dell'acqua (H2O) in composti organici, principalmente carboidrati. Il processo avviene tramite la clorofilla, un pigmento verde che, esposto alla luce, nella prima parte del processo inizia la fotosintesi. Il mondo vegetale, mediante la f. c., permette la trasformazione di sostanze inorganiche semplici in sostanze organiche ricche di energia di cui si nutrono gli organismi viventi eterotrofi.

fototropismo (BIO) (prefisso foto- e dal greco trépein = volgere): attitudine di un organismo a dirigersi verso la luce. Con f. negativo si identifica il comportamento di molte specie cavernicole o notturne che rifuggono dalle fonti luminose (fotofobia).

frana (GEOL): distacco e caduta di masse di roccia o di terreno per azione prevalente della gravità.

franapoggio (GEOL): immersione degli strati dalla stessa parte del pendio topografico. Contrapposto a reggipoggio.

Frasassi* (TUR): grotta di interesse turistico, in comune di Genga (Ancona, Marche). La grotta più visitata d'Italia. Il suo nome sarebbe più propriamente "Sistema Grotta Grande del Vento-Grotta del Fiume"; in passato con grotta di Frasassi veniva identificata un'altra grotta nelle vicinanze.

frattura (GEOL): 1) - rottura nella roccia sottoposta a tensione. Le f. accompagnate da spostamento reciproco dei blocchi sono dette faglie. Le f. con dimensione di ordine metrico o maggiore si chiamano diaclasi; quelle di dimensione inferiore leptoclasi. Le f. sono generalmente raggruppate in serie di molte f. con direzioni subparallele; f. beante: discontinuità dell'ammasso roccioso che presenta un'apertura da centimetrica a metrica; f. direttrice: f. lungo la quale si sviluppa un condotto carsico. 2) - modo di fratturarsi di una roccia, che deve essere definito da un aggettivo; f. netta, irregolare, concoide, ecc.

frazionamento (T.ES): metodo per attrezzare i pozzi delle grotte in modo tale che la corda non sfreghi, danneggiandosi, contro le pareti; consiste nel disporre lungo la verticale del pozzo uno o più attacchi, in tutti i punti di possibile sfregamento. Sinonimo: cambio-attacco. Vedi anche armo.

freatica (dal greco phréar = pozzo): 1) - (IDR): dicesi di falda acquifera livellata alla pressione atmosferica; la superficie f. (o livello f.) è la quota della zona satura, variabile in relazione all'afflusso idrico dall'esterno. 2) - (BIO): è la zona sotterranea interessata dalla falda acquifera, colonizzata da organismi altamente igrofili o stigobi specializzati, detti anche freatobi.

freatobio (sinonimo: freatobionte) (BIO) (dal greco phréar = pozzo, bíos = vita): aggettivo, riferito a organismi che vivono nella zona ipogea interessata dalla falda acquifera.

freccia (UT): vedi punta di freccia.

freno moschettone (T.ES): è una catena di moschettoni utilizzabile come discensore d'emergenza sia su corda semplice che doppia e consente di frenare corde con carichi notevoli; ampiamente usato nel soccorso in montagna. Anche detto del moschettone nel quale viene rinviata la corda a valle al di sotto del discensore per aumentare la sicurezza nella discesa e facilitare l'arresto.

fresca (GEOL): dicesi di roccia non alterata superficialmente.

friche touristique (TUR): termine francese che indica un sito sotterraneo un tempo adattato con attrezzature per l'uso turistico e in seguito caduto nell'abbandono generalmente per scarsa resa economica.

friend (AL) (termine inglese che significa "amico"): dispositivo meccanico per la progressione in arrampicata artificiale; si incastra espandendosi nelle fessure di dimensione centimetrica (quindi non adatte per chiodatura). Molto usato in alpinismo, solo eccezionalmente in speleologia.

friganea (BIO) (dal greco pkrýganon = ramo secco): nome comune con cui sono identificati gli Insetti dell'ordine dei Tricotteri, che hanno rappresentanti troglofili relativamente frequenti.

frizione, brecce di- (GEOL): rocce particolarmente fratturate per stress tettonico lungo le principali discontinuità. I frammenti possono essere sciolti o ricementati da acque. Vedi breccia.

frontale, illuminazione- (T.ES): apparecchio di illuminazione fissato sulla parte anteriore del casco. Vedi fotoforo.

fronte (GEOL): la parte più avanzata di una coltre; f. di cuesta: vedi cuesta.

Fumane* (ARC.P): riparo-grotta nei pressi di Verona (Fumane, Veneto) sui monti Lessini. Vi si trovano depositi del Paleolitico medio (Musteriano) e dell'Aurignaziano; sono stati rinvenuti resti umani di Neandertaliano. Di particolare interesse la presenza nel deposito di numerose conchiglie marine perforate utilizzate come ornamenti dagli antichi frequentatori della grotta. Indagini recenti hanno messo in luce i primi esempi di pitture aurignaziane in Italia.

fumarola (GEOL): manifestazione vulcanica secondaria, o pseudovulcanica, consistente nell'emissione di gas e vapori. Nei vulcani antartici le f. formano talvolta grotte subglaciali di grande interesse biologico; queste ultime costituiscono infatti nicchie ecologiche a 0°C, che le bassissime temperature esterne isolano completamente dal resto del mondo.

fundu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): pozzo naturale.

funghi (lat. Fungi) (BIO): nome comune dei rappresentanti di un regno dei viventi costituito da organismi rigorosamente eterotrofi, caratterizzati da cellule immobili, con parete cellulosica o provvista di chitina, che colonizzano i più disparati ambienti, e che spesso sono presenti e hanno un ruolo importante fra le risorse trofiche degli ambienti sotterranei, favoriti dal fatto che non necessitano di luce solare per il loro metabolismo. Sono massicciamente presenti in ambiente endogeo; numerose specie formano simbiosi permanenti con le piante superiori entrando in contatto diretto con le radici mediante i filamenti (ife) del loro tallo sotterraneo (micelio). La coltivazione di f. commestibili a scopo commerciale è stata praticata, soprattutto nel passato, in diverse cavità naturali e artificiali italiane, talora con danni rilevanti in grotte che costituivano località tipiche di organismi troglobi specializzati.

funni: vedi fonno.

fuoco (MP): le prime tracce certe di utilizzo datano a 500.000 anni fa ad opera di Homo erectus. Tracce di focolari si ritrovano regolarmente a partire dai 350.000-400.000 anni fa.

fus (IDR) (termine dialettale, Piemonte, Liguria): sorgente con portata rilevante.

füs (GEOG) (termine dialettale, Lombardia): voragine; sinonimo: füsa.

fuso maucciano (GEOL): forma di carsismo ipogeo che consiste in un condotto verticale assottigliato alle estremità e più largo nella parte mediana. Si sviluppa dal basso verso l'alto per il fenomeno dell'erosione inversa. Può essere in comunicazione con altri ambienti della grotta o essere completamente isolato. È stato così chiamato dal nome dell'autore (Walter Maucci) che ha descritto questa morfologia in base ad osservazioni fatte in alcune grotte del Carso triestino.