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H2S (CH): vedi idrogeno solforato.

habitat (BIO) (voce latina da habitāre = abitare): è il luogo fisico in cui i fattori ambientali biotici ed abiotici sono favorevoli alla vita di un organismo, come parte dell'ecosistema.

habitus (BIO) (voce latina da sē habēre = comportarsi): insieme delle caratteristiche morfologiche esterne di un organismo. Sinonimo: facies.

Hadesia (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini di grotte dell'Erzegovina, ultra-specializzati alla vita ipogea, con corpo e appendici molto allungate, unghie robuste atte alla deambulazione sulle pareti stalagmitiche, e con apparato boccale modificato, atto a filtrare le particelle di cibo depositate dalle piene degli acquiferi ipogei.

Halbherria (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera alcune specie ipogee di grotte delle Prealpi venete.

hard ground (GEOL): termine inglese usato internazionalmente; letteralmente "terra dura". Crosta dura, formata principalmente da ossidi di ferro e manganese, in ambiente sottomarino, e che rende evidenti certe superfici di rocce sedimentarie. Corrisponde ad una interruzione della sedimentazione.

Heliar (SUB): miscela composta da elio e aria per attività subacquea.

Heliox (SUB): miscela composta da elio e ossigeno per attività subacquea.

Helitrox (SUB): miscela di tre gas (elio, azoto, ossigeno) normalmente non ipossica, impiegabile a profondità relativamente ridotte. (Vedi anche Trimix).

Henry, legge di- (CH): la solubilità di un gas in un liquido, a una data temperatura, è proporzionale alla pressione parziale di questo gas nella fase gassosa a contatto col liquido. In speleologia questa legge regola la solubilità del biossido di carbonio nell'acqua e quindi l'aggressività dell'acqua.

hiatus o iato (GEOL) (termine latino, hiātus = fenditura): interruzione temporanea di un fenomeno geologico. Il termine è usato soprattutto per indicare l'assenza nella serie stratigrafica di uno o più strati per mancata deposizione.

Hölloch* (GR, TUR): grande grotta nel cantone di Schwyz (Svizzera), con sviluppo di 182 km. Letteralmente significa "buco dell'inferno". È stata per molti anni la più lunga grotta conosciuta al mondo.

Holoscotolemon (BIO): genere di Opilioni predatori della famiglia Erebomastridi con abitudini endogee ed eutroglofile diffuso nelle Alpi occidentali con specie caratterizzate da corpo globoso, occhi atrofici, secondo paio di zampe più sviluppato con funzioni tattili e colore bruno-aranciato.

holotypus (BIO) (termine latino, dal greco hólos = tutto, anche unico): nella descrizione di una specie o sottospecie animale o vegetale nuova per la scienza, questo termine identifica l'esemplare (a volte unico, come spesso si verifica in organismi ipogei molto rari) su cui viene fatta la descrizione.

Hominoidea (BIO) (termine latino, da homo): superfamiglia comprendente i Primati superiori: Hylobatidae, Pongidae e Hominidae; quest'ultima famiglia è rappresentata dai generi Australopithecus e Homo, quest'ultimo con una specie attuale (H. sapiens) e diverse specie estinte.

Homo (BIO) (termine latino = uomo): genere creato da Linneo (1758) che comprende una sola specie vivente (H. sapiens) e diverse specie estinte.

Homo erectus (ANT, PAL) (termine latino): si è evoluto probabilmente da H. habilis. I più antichi fossili conosciuti risalgono a 1,5 mil. di anni fa e sono stati scoperti in Africa. Capacità cranica da 775 a 1.250 ml, fronte sfuggente con robusto ispessimento osseo (torus) sopraorbitario e occipitale, mandibola priva di mento. L'H. e. è stato il primo colonizzatore di Asia, Africa ed Europa. Gli ultimi H. e. datano a circa 300.000 anni fa. I primi fossili di H. e. furono trovati in un sito all'aperto nell'isola di Giava a Trinil nel 1891 da E. Dubois che credette di avere scoperto una forma scimmiesca eretta, intermedia tra le antropomorfe e l'uomo, e che descrisse come Pithecanthropus erectus. Nel 1927 in Cina a Zhoukoudian vennero scoperti altri resti umani fossili classificati come Sinanthropus pekinensis. Tutti questi fossili sono stati compresi nella specie H. erectus.

Homo ergaster (ANT, PAL) (termine latino): specie fossile (forma africana di H. erectus) scoperta in Africa (Turkana occ.) e vissuta fra 1,9 e 1,4 mil. di anni fa. Per l'aspetto particolarmente evoluto, H. e. è considerato una tappa importante dell'evoluzione umana.

Homo habilis (ANT, PAL) (termine latino): il più antico fossile noto del genere Homo. I primi rappresentanti provengono dall'Africa orientale (2 mil. di anni fa). La sua origine è attualmente dubbia potendo essersi evoluto dall'Australopiteco gracile o addirittura da specie più antiche di Homo. La capacità cranica varia da 650 a 800 ml. A H. h. si attribuisce la prima produzione sicuramente dimostrata di utensili litici.

Homo sapiens (ANT) (termine latino): è la specie che comprende l'uomo moderno. H. s. si è evoluto, con modificazioni progressive, da H. erectus. La capacità cranica è grande (1.400 ml). I Neandertaliani sono stati fino in tempi recenti considerati una sottospecie di H. s. (H. sapiens neanderthalensis), ma recenti studi a livello molecolare sembrano avvalorare una separazione di questi ultimi a livello specifico.

Homo sapiens neanderthalensis (ANT, PAL) (termine latino): vedi neandertaliano.

horst (GEOL): termine tedesco usato internazionalmente. Zolla di terreno sopraelevata rispetto ai terreni circostanti, a causa di due o più faglie. Contrapposto a graben.

Hortus* (ARC. P, PAL): grotta a Valflaunès (Hérault, Francia); vi sono stati scavati strati del Würm con industria musteriana e reperti umani di Neandertaliani.

hum (GEOL): blocco di roccia, residuo della corrosione carsica in un polje. Le dimensioni sono dell'ordine delle centinaia di metri. È più usato il sinonimo mogote, caratteristico del carsismo di Cuba.

humus (BIO) (termine latino = suolo, terra): complesso di sostanze organiche provenienti dal deposito e decomposizione di resti di organismi viventi, principalmente vegetali; si trova abitualmente nella coltre superficiale del terreno. Di composizione variabile a seconda dell'ambiente in cui si è formato e accumulato, generalmente l'h. ha colorazione nerastra, trattiene l'umidità e ospita numerosissime colonie di microrganismi. È in continua trasformazione e pertanto non esiste l'h. fossile. Spesso, in grotte che si aprono a pozzo, si accumulano strati di foglie e di detriti vegetali che formano un deposito di h. che incrementa le risorse trofiche della cavità.

Hydrolotus (BIO): genere di Ortotteri, descritto solo nel 1999. Trattasi di specie di grandi dimensioni della tribù dei Lutosini, localizzate ciascuna sugli isolati "tepui", altopiani dello scudo precambrico di Roraima in Venezuela; fortemente igrofile, penetrano nelle grotte e sono in grado di immergersi in acqua per tempi anche molto prolungati.

Hydromantes (BIO): vedi Speleomantes.