:: Perché un dizionario di speleologia? ::

È una domanda che ci siamo posti spesso in quasi tre anni di lavoro che hanno assorbito parecchio del nostro tempo già spesso consacrato alla speleologia. Mano a mano però che procedevamo con la ricerca e la compilazione di voci e di definizioni, consultando manuali ed articoli su argomenti di maggior competenza da parte di ciascuno di noi, i motivi ci apparivano sempre più chiari. Stava diventando infatti una ricerca affascinante, una riscoperta di concetti e nozioni che, pur presenti nel nostro bagaglio di speleologi "quasi attempati", si erano profondamente sedimentati nel corso del tempo, rendendo a volte difficile il riportarli in superficie; è stato quasi un lavoro - potremmo dire - di scavo archeologico oltre ad un assiduo impegno di aggiornamento. E poi la necessità di rivedere a rotazione, ciascuno di noi con le proprie conoscenze specifiche e specializzazioni, il lavoro dell'équipe e dei vari collaboratori, è stato uno stimolo per conoscere aspetti del mondo delle grotte e delle discipline ad esso connesse che spesso esulano dagli interessi del singolo.

È questo stimolo per la conoscenza, spesso piuttosto specialistica, che speriamo di comunicare a chi avrà la necessità o il desiderio di scorrere le pagine di questo dizionario. Del resto anche in speleologia, come in tutti gli aspetti del sapere soprattutto scientifico, gli interessi e gli studi si vanno ovviamente sempre più parcellizzando e specializzando; spesso alcune branche della ricerca speleologica sono ormai, logicamente e giustamente, appannaggio pressoché esclusivo di istituzioni competenti, vedi istituti universitari soprattutto nei campi della geologia, dell'idrogeologia, della biologia e dell'archeologia preistorica. Soprattutto in campo archeologico e paleontologico non sono molte in Italia le possibilità fattive di collaborazione tra le Istituzioni e il mondo della speleologia; spesso, purtroppo, si assiste ad un atteggiamento da "separati in casa", la grotta appunto, proprio a causa di una sorta di incomunicabilità reciproca che è riconducibile talvolta anche a questioni terminologiche.

Lo scopo che si propone questo dizionario è quindi esclusivamente quello di chiarire allo speleologo, non specialista nelle diverse branche delle scienze, o al cultore di altre discipline collegate allo studio delle grotte, il significato di parole e concetti che frequentemente compaiono in pubblicazioni di carattere speleologico. Perciò sono citati anche termini e classificazioni attualmente in disuso (segnalando però la terminologia attualmente seguita), ma ancora riportate in pubblicazioni datate o non aggiornate. In alcuni casi si è ritenuto utile fornire un tentativo di traduzione in italiano di termini spesso più conosciuti e impiegati nella lingua originale. In ogni caso si è cercato di fornire definizioni il più possibile concise arricchite eventualmente da esempi.

L'impostazione complessiva del dizionario si è ispirata al dizionario speleologico di Viala (vedi bibl. citata), di recente pubblicato in Francia.

Per le voci sulla geologia, il testo base di riferimento è stato il dizionario di M. Manzoni (vedi bibl. citata). Per ciò che riguarda le datazioni dei periodi culturali in campo preistorico (date le differenze anche importanti nei vari continenti), si è fatto riferimento alla cronologia dell'Europa centrale e dell'Italia in particolare, riportata dal Dizionario di Leroy Gourhan (ed. italiana, vedi bibliografia citata). Per quel che riguarda la fauna di interesse nei siti archeologici, si citano preferibilmente le specie non più presenti attualmente nelle zone citate, oltre alla fauna fossile. Per le culture del Paleolitico superiore, assai numerose e spesso di interesse prettamente locale, si è deciso di citare solo quelle di interesse in Italia, salvo eccezioni.

Per quanto riguarda gli argomenti di tecnica speleologica, si è cercato di includere tutti i termini, anche quelli recenti e quelli usati solo nel gergo, per dare al lettore la massima informazione possibile in un campo nel quale non esistono ancora pubblicazioni del genere.

Le grotte italiane citate sono solo quelle che hanno un particolare interesse in un campo specifico, turistico, archeologico, o altro, e non sono citate le grotte di interesse solo esplorativo, argomento di altre più specifiche pubblicazioni; in caso contrario, il dizionario avrebbe dovuto contenere un elenco di molte migliaia di grotte da aggiornare in continuazione. Poche sono le grotte non italiane citate, solo quelle che hanno un interesse veramente eccezionale, in particolare nel campo della preistoria. I dati metrici delle grotte sono aggiornati all'anno 2002.

Particolarmente ardua è stata la scelta dei termini di carattere biospeleologico o biologico generale da citare, data l'enorme mole di letteratura specialistica sull'argomento. Base per la compilazione sono stati i tre ponderosi volumi dell'Encyclopaedia Biospeologica (1994-2001, vedi bibl. citata), a cui hanno contribuito numerosissimi specialisti di tutto il mondo. Nella selezione degli organismi ipogei citati sono stati privilegiati, o trattati più in dettaglio, quelli rappresentati in grotte italiane. Il rango classificatorio adottato (particolarmente a livello dei gruppi di Phylum, Classe, Ordine, Famiglia) può essere in disaccordo con testi correntemente usati, data la mancanza di univocità in numerosi casi.

In ottemperanza al criterio sopra citato, secondo cui il dizionario serve a chiarire il significato dei termini tecnici, ma non è un'enciclopedia, non vengono citati nomi di speleologi, né di gruppi speleologici, eccezion fatta per alcune associazioni di interesse nazionale o internazionale.

L'elenco dei termini speleologici dialettali italiani, pur contenendo numerose voci, è forzatamente incompleto perché essi sono moltissimi e presentano piccole varianti da una regione all'altra, da un paese all'altro, da una valle all'altra. Esistono termini molto simili, con la stessa radice, e di questi sono riportati solo i principali. Per questo ci si è avvalsi di molte collaborazioni locali, tenendo presente che ogni autore può avere delle convinzioni personali, diverse da quelle di altri, circa l'importanza dei termini e la loro grafia. Esistono infatti difficoltà proprio per la grafia. Le regole grafiche valide per un dialetto o una lingua locale (es.: occitano, sardo, ecc.) non valgono per un altro; dovendo compilare un dizionario con validità nazionale, ci si è basati solo sul criterio fonetico, ovvero i termini sono riportati con una grafia che risponda il più possibile alla pronuncia, prescindendo da eventuali regole più o meno codificate per un singolo dialetto. Si è però mantenuta la grafia originale, quando conosciuta.

Il dizionario riporta anche alcune definizioni di argomento strettamente medico che hanno però attinenza con le possibili reazioni dell'individuo all'ambiente sotterraneo (soprattutto nell'attività subacquea) o in caso di incidenti.

È stata riportata l'etimologia di molti termini specialistici che, se in molti casi può apparire evidente, in alcuni casi può non essere sempre così immediata; per le parole latine e greche ci si è avvalsi della trascrizione utilizzata nel Dizionario Italiano Sabatini Colletti (vedi bibl. citata).

Nonostante tutta la cura possibile, gli autori ritengono inevitabile la presenza di errori e omissioni. In ogni caso gli autori si ritengono responsabili di eventuali errori formali o sostanziali presenti nel testo, sollevando da ogni responsabilità i collaboratori e i revisori; saranno inoltre grati a chiunque vorrà segnalare tali errori e omissioni, in vista di un'eventuale futura edizione migliorata.

I curatori: C. Balbiano d'Aramengo, A. Casale, E. Lana, G. Villa