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labbro (GEOL): la superficie di ciascuno dei due lembi rocciosi spostati lungo una faglia.

labirinto (GEOG): parte di una grotta costituita da gallerie di andamento complesso e che s'intersecano più volte.

laboratorio: 1) - (T.ST, BIO): nell'accezione moderna, luogo fisico ove si effettuano attività di ricerca. Esistono laboratori sotterranei, installati in cavità naturali e artificiali, che hanno grandemente contribuito alla conoscenza della biologia sotterranea. L'Italia è stata pioniera in tale settore, con la creazione della stazione biospeleologica di Postumia (oggi in Slovenia), andata distrutta nell'ultimo conflitto mondiale. Oggi molto noto è il l. di Moulis nella Francia pirenaica (Ariège), fondato nel 1948 e amministrato dal CNRS (il consiglio nazionale delle ricerche francese), distintosi per importanti risultati in tutti i settori della biospeleologia e nel quale fra l'altro, per la prima volta, è stata ottenuta la riproduzione del proteo in cattività. Altri l. biospeleologici sono attualmente attivi negli Stati Uniti, in Romania, in Belgio. In Italia, seppur affidati prevalentemente alla passione di ricercatori non professionisti, sono attivi fra l'altro un l. a Verona, installato nei sotterranei di un castello, e uno a Bossea, nell'omonima ben nota grotta turistica del Piemonte. 2) - (T.ST, ARC.P): in importanti siti preistorici, tutt'ora sotto indagine, sono stati organizzati l. permanenti per lo studio della Preistoria; tra i più importanti ricordiamo il l. del Lazaret (Nizza, Francia) e quello dell'Arago a Tautavel (Perpignan, Francia).

Labulbeniali (lat. Laboulbeniales) (BIO): funghi ascomiceti parassiti obbligati di Artropodi viventi, sui quali si sviluppano come epibionti senza uccidere l'ospite. Numerose specie, particolarmente dei generi Laboulbenia e Rhachomyces, sono legate ad Insetti troglobi, appartenenti soprattutto ai Coleotteri Carabidi. Lo studio di tali funghi ha fornito importanti informazioni anche sulle affinità reciproche tra i rispettivi ospiti.

laca (GEOG) (termine dialettale, Lombardia): cavità verticale; sinonimi: lacca, lacù, laga, lanca.

làcana (MORF) (termine dialettale, Sardegna): vasca, cavità nelle rocce con raccolta di acqua piovana.

lacuna stratigrafica (GEOL): assenza di una parte della serie sedimentaria per mancata deposizione o per erosione. Vedi deposito.

Laemostenus (BIO): genere di Carabidi Sfodrini, con numerose specie troglofile (particolarmente del sottogenere Antisphodrus), spesso molto localizzate, presenti anche in Italia.

lago carsico (GEOG): lago che occupa il fondo di una depressione carsica e che può comunicare con un sistema idrogeologico sottostante; può avere forti e improvvise variazioni di livello e anche essere secco per alcuni mesi all'anno. In genere non ha emissario superficiale.

lama: 1) - (GEOL): frana priva di nette superfici di distacco; consiste nel movimento plastico, fluido, di terreno superficiale imbevuto d'acqua; l. di roccia o l. di erosione: forma consistente in una porzione di roccia in rilievo, in quanto risparmiata dall'erosione, con gli spigoli netti e sporgenti; dimensioni da decimetriche a metriche. 2) - (UT, IN.LIT): scheggia litica lavorata in cui per convenzione la lunghezza supera il doppio della larghezza. Le l. sono frequenti nelle industrie del Paleolitico superiore. Ottenute per percussione diretta o indiretta.

Lamalunga* (ANT, PAL): grotta nei pressi di Altamura (Bari, Puglia) scoperta nel 1992; presenta importanza eccezionale il ritrovamento di uno scheletro concrezionato di uomo arcaico in associazione con fauna del Pleistocene medio-superiore. Il reperto umano sembra appartenere alla linea dei preneandertaliani e l'eccezionalità della scoperta è data dalla particolare conservazione e completezza dello scheletro, pur non trattandosi di sepoltura. Le osservazioni sono soltanto preliminari in quanto i reperti non sono ancora stati studiati in modo completo data la presenza tuttora in posto dei resti, a causa delle difficoltà di recupero. La grotta è attualmente collegata all'esterno con un sistema di telecamere.

lamarckismo (BIO): vedi teorie evoluzionistiche.

Lambert (GEOG): vedi coordinate.

lamina (GEOL): superficie sedimentaria di spessore inferiore al centimetro, o suddivisione interna di uno strato.

lamina di accrescimento (MIN): strato molto sottile dell'accrescimento di una concrezione; la distinzione fra una lamina e quella adiacente può essere fatta osservando la differenza di colore.

laminare (IDR): modo di scorrimento dei fluidi, dominato dalle forze di viscosità; è caratterizzato dall'assenza di turbolenza.

laminatoio (MORF): galleria sotterranea molto più larga che alta; di solito consente a stento il passaggio dello speleologo.

laminazione (GEOL): suddivisione interna dello strato in sottili lamine, inferiori al centimetro.

lampada (UT, ARC.P): le testimonianze più antiche dell'uso di l. risalgono al Paleolitico superiore e sono state trovate in grotte ornate (es. le l. di pietra alimentate a grasso animale trovate a Lascaux).

lampada ad acetilene (T.ES): chiamata anche lampada a carburo, è l'apparecchio che genera il gas acetilene a scopo di illuminazione, in base alla reazione chimica fra carburo di calcio e acqua: CaC2 + 2H2O → C2H2 + Ca(OH)2. È costituita da due serbatoi sovrapposti: in quello superiore c'è l'acqua che cadendo a goccia a goccia in quello inferiore che contiene il carburo, produce il gas acetilene che attraverso un tubo flessibile viene convogliato al fotoforo sul casco; nella reazione si produce, come residuo, idrossido di calcio, o calce spenta, che deve essere periodicamente eliminato dalla l. a. a.. Questa operazione (scarburata) andrebbe sempre fatta fuori dalla grotta in contenitori appositi, sia per motivi estetici, sia per evitare l'immissione di un inquinante nell'ecosistema ipogeo.

lampada subacquea (SUB): sistema di illuminazione elettrico a batteria autonomo e specifico fornito di guarnizioni a tenuta stagna e resistenza a pressioni elevate. Esistono in vari materiali, con potenza luminosa e autonomie diverse; sono generalmente montate sul casco.

landri, lander: vedi andri.

lapattu (MORF) (termine dialettale, Sardegna): vasca, cavità nelle rocce con raccolta di acqua piovana; sinonimo: lampatu.

lapiaz (GEOL): termine francese, derivato dal latino lăpis (pietra). Designa tutte le forme di erosione e corrosione superficiale delle rocce calcaree. Vedi anche campo solcato e karrenfeld. Esistono molte forme possibili con una terminologia specifica; si riportano di seguito solo le principali. Il termine è l'equivalente del "karren" di lingua tedesca; non esistendo un termine italiano, nella nostra lingua si usano entrambi i termini francese e tedesco; l. coperto: formato sotto copertura terrosa, presenta forme arrotondate con assenza di spigoli vivi; l. littorale (o marino, o costiero): raggruppa tutte le forme prodotte dalle acque marine e dal loro moto ondoso; l. di fessura: lapiaz strutturale nel quale predominano le fratture tettoniche, allargate però dalla corrosione; l. a impronte di passi: forme che ricordano appunto le impronte di passi; l. inverso: forme di corrosione sulla volta delle gallerie; l. a meandri: forme originate da acqua che scorre su una superficie liscia e inclinata con formazione di meandri; l. di parete: canali verticali o subverticali paralleli, lunghi fino a qualche decina di metri. Vedi anche: scanalatura; l. sotterraneo: comprende tutte le forme di corrosione e di erosione che si rinvengono in grotta e che hanno aspetto simile a quelle che si trovano in superficie.

lapiès (GEOL): plurale di lapiaz; trattandosi di un termine straniero, in lingua italiana non ha senso l'uso della forma plurale.

larva (BIO): stadio giovanile, spesso molto diverso dall'immagine, che caratterizza gli stadi giovanili degli organismi che subiscono metamorfosi; lo si riscontra tipicamente negli Insetti e negli Anfibi, sia epigei sia ipogei.

Lascaux* (ART): grotta che si trova a Montignac (Dordogne , Francia); è tra le più celebri grotte ornate del Paleolitico superiore. Scoperta nel 1940, fu per anni aperta al pubblico. Chiusa nel 1963 a causa del progressivo degrado ambientale dovuto alla frequentazione intensa, è stata riprodotta nelle vicinanze col nome di Lascaux bis (1983). Per gli affreschi monumentali è stata definita la "Cappella Sistina" della Preistoria. Importanti le associazioni tra le specie animali raffigurate che hanno permesso la distinzione di stili evolutivi dell'arte parietale, elaborata dal celebre preistorico A. Leroi-Gourhan. Inoltre un'insolita scena di un uomo mascherato ferito, accanto ad un bisonte sventrato, conferma un significato di tipo simbolico della rappresentazione. Nella grotta sono state trovate lampade di pietra, utensili e coloranti utilizzati dagli artisti preistorici.

Lascaux bis* (CA, ART): perfetta riproduzione della grotta di Lascaux nei pressi dell'originale, realizzata per proteggere la grotta dai danni provocati all'ambiente dall'enorme afflusso turistico. Le pitture sono state ottenute impiegando la tecnica originale dei paleolitici dedotta dai coloranti e dagli utensili ritrovati a Lascaux.

laterite (GEOL) (dal latino lăter = mattone): materiale eluviale, sovente molto indurito, composto in prevalenza di ossidi e idrossidi di alluminio, con minerali di ferro e silicati; è tipico dei climi caldi.

latitudine (GEOG) (dal latino lātus = largo): una delle tre coordinate per designare la posizione di un punto sulla superficie della Terra (le altre due coordinate sono la longitudine e la quota). Il valore è 0 all'equatore, 90N al Polo Nord e 90S a quello opposto.

latomia (GEOG): termine usato in Sicilia (Siracusa). Cava di pietra abbandonata, nel calcare.

latte di monte (MIN): aspetto fisico dell'associazione di molti minerali micro o criptocristallini che nelle grotte, in presenza di acqua, danno origine a una sospensione bianca lattescente che può rivestire le pareti e le concrezioni preesistenti; è costituito principalmente da carbonato di calcio, ma può contenere altri carbonati, solfati e fosfati; quando è secco presenta aspetto polveroso. La sua genesi è tuttora in discussione, ma sembra probabile un ruolo di alcuni micro-organismi. Il termine è la traduzione dell'originale tedesco mondmilch; viene anche chiamato latte di luna.

latte di luna (MIN): vedi latte di monte.

Laugerie-Basse e LaugerieHaute* (ARC.P): ripari a Les-Eyzie-de-Tayac (Dordogne, Francia); importanti siti per lo studio del Maddaleniano.

Laurasia (GEOG, GEOL): supercontinente originatosi all'inizio del Mesozoico dallo smembramento della Pangea; comprendeva le masse continentali che avrebbero successivamente formato la Groenlandia, l'Eurasia a nord delle catene alpine e himalaiane, e il Nord America. Vedi anche Gondwana.

lava (GEOL) (dal latino lābi = scivolare): fuso magmatico che raggiunge la superficie terrestre attraverso i vulcani; ha anche il significato di roccia derivata dal consolidamento di un magma. In relazione alla sua composizione, acida o basica, può avere una maggiore o minore viscosità; particolarmente le lave basiche possono scorrere per tratti lunghi; nel raffreddarsi, danno origine alle grotte di scorrimento lavico (pseudocarso).

làvis: vedi àvis.

Lazaret* (ANT, ARC.P): grotta presso Nizza (Alpes Maritimes, Francia), si apre a 20 metri sul livello del mare ed è attualmente un importante laboratorio per lo studio della Preistoria con un deposito di 7,50 m di spessore. Industrie a partire dall'Acheuleano; sono state trovate tracce di una capanna costruita dagli antichi abitanti all'interno della grotta. È stato ritrovato un frammento cranico parietale di H. erectus che presenta tracce di un meningioma (tumore benigno della meninge).

Lechuguilla* (TUR): grotta di interesse turistico nel deserto calcareo delle montagne della Guadalupa (Stati Uniti). È stata giudicata una delle più belle grotte al mondo per le splendide concrezioni di gesso; si sviluppa per circa 90 chilometri ed è profonda 475 metri.

led (T.ES): sigla per light emitting diode, diodo che emette luce; usato attualmente in apparecchi scientifici, ha iniziato ad essere utilizzato dagli speleologi per l'illuminazione su casco; infatti, rispetto alle lampade a incandescenza tradizionali, ha una resa molto maggiore per unità di energia consumata (in quanto produce poco calore), e quindi permette di avere una luce adeguata con un basso consumo di energia elettrica e con una grande autonomia.

lembi di faglia (GEOL): i due blocchi di roccia ai lati della faglia.

lembo di ricoprimento (GEOL): parte di una coltre di ricoprimento isolata dall'erosione dal resto della coltre.

lente (GEOL): strato sedimentario circoscritto arealmente, assottigliato lateralmente fino a sparire in breve estensione; spesso le l. di calcare favoriscono il fenomeno carsico più delle grandi estensioni calcaree, per la concentrazione in poco spazio delle condizioni favorenti il carsismo.

leone delle caverne (BIO, PAL) (Panthera leo spelaea): Mammifero, Carnivoro; alcuni scheletri in connessione anatomica sono stati trovati in grotte francesi. È un frequente soggetto dell'arte parietale nelle fasi più antiche (es. grotte Chauvet, Lascaux); scompare alla fine del Pleistocene.

leopardo, pelle di - (MIN): deposito argilloso sulle pareti di grotta con aspetto tale da ricordare la pelle di leopardo. L'origine è controversa; talvolta viene confusa con le vermicolazioni argillose, mentre esiste una differenza sia per la forma che per le dimensioni.

Lepidotteri (lat. Lepidoptera) (BIO) (dal greco lepís = squama e dal greco pterón = ala): ordine di Insetti alati cui appartengono alcuni degli Artropodi più noti, conosciuti con il nome comune di farfalle. Esistono specie troglofile che trascorrono le ore diurne oppure svernano sulle pareti delle grotte, contribuendo alla costituzione della cosiddetta associazione parietale; in Europa e in Italia, fra i generi con rappresentanti più frequenti nelle cavità naturali e artificiali, sono da citare i Nottuidi dei generi Scoliopterix e Apopestes, e i Geometridi del genere Triphosa. Sono anche da ricordare, come componenti dell'associazione guanofila, i Tineidi del genere Monopis.

leptoclasi (GEOL) (dal greco leptós = sottile e klásis = frattura): frattura piana, simile alla diaclasi, ma più stretta e di estensione assai più limitata, al massimo qualche metro.

Leptodirini (lat. Leptodirinae) (BIO) (dal greco leptós = leggero): sottofamiglia di Coleotteri Colevidi nota in passato con il nome di "Batisciini", che annovera numerose entità ultra-specializzate alla vita in ambiente sotterraneo. Mentre i Colevidi epigei sono di norma alati e pigmentati, i Leptodirini sono microtteri, depigmentati e anoftalmi; alcune specie sono muscicole o endogee, altre sono regolarmente guanofile; le specie troglobie più specializzate presentano corpo allungato, oppure pseudofisogastria accentuata e/o zampe e antenne molto allungate; sono saprofaghe e si nutrono di residui organici di origine animale o vegetale; presentano spesso ciclo di sviluppo contratto (v. criptometabolia) e strategia riproduttiva di tipo K. Nelle grotte italiane il gruppo è ampiamente rappresentato da generi con habitus batiscioide (quali Bathysciola, Parabathyscia e Ovobathysciola), foleuonoide (quali Orostygia) o leptodiroide (quali Leptodirus).

leptodiroide (BIO) (dal greco leptós = leggero): aggettivo, dal genere Leptodirus. Stadio di estrema specializzazione all'ambiente sotterraneo in alcuni Leptodirini troglobi, che implica un habitus caratterizzato da avancorpo stretto e allungato, elitre rigonfie (pseudofisogastria), appendici molto allungate.

Leptodirus (BIO) (dal greco leptós = leggero): genere di Leptodirini troglobi del Carso dinarico e triestino, con una specie (L. hochenwarti) scoperta nel 1832 dal conte von Hohenwart a Postumia, e resa celebre dal fatto di essere il primo organismo troglobio terrestre ufficialmente descritto. A quella data è fatta tradizionalmente risalire la nascita della moderna biospeleologia.

Leptoneta (BIO) (dal greco leptós = leggero): genere di Aracnidi Araneidi che annovera piccolissimi ragni troglobi o troglofili obbligati, che vivono in genere al suolo, tessendo minuscole tele a drappo fra le pietre o negli anfratti delle pareti in prossimità del terreno mediante le quali catturano minuscoli Ditteri e Collemboli; le loro dimensioni sono così minute (ca. 2 mm), che spesso sfuggono alle ricerche poco approfondite, cosicché la distribuzione di molte specie risulta spesso frammentaria.

Lespugue* (ART, ARC): gruppo di grotticelle site in Haute Garonne (Francia) in una delle quali (riparo Rideaux) è stata trovata la celebre venere di L..

Lessiniella (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera due specie ipogee specializzate delle Prealpi venete.

Lessinodytes (BIO): genere di Coleotteri Carabidi Trechini ultra-specializzati all'ambiente ipogeo, afenopsiani, con due specie note dei Monti Lessini veronesi e una delle Prealpi bresciane.

letargo (BIO): termine che indica una forma di diapausa prolungata, di norma invernale, caratterizzata da torpore, inattività e forte riduzione delle attività metaboliche di alcuni organismi animali in condizioni ambientali avverse. Gli organismi ipogei specializzati, viventi in condizioni ambientali costanti, non trascorrono periodi di l. Le grotte tuttavia rappresentano un luogo privilegiato per il l. di numerosi Vertebrati, quali Chirotteri, ghiri, orsi.

letto (GEOL, GEOG): 1) - rispetto a una faglia non verticale, è il volume di roccia che sta al disotto; sinonimo: muro. 2) - sinonimo di strato. 3) - l. fluviale sinonimo di alveo.

Levallois (IN.LIT): dal sito eponimo preistorico di Levallois-Perret (Hauts-de-Seine, Francia). Metodo di lavorazione della selce che consiste nell'ottenere schegge con una forma predeterminata distaccate da un nucleo preventivamente preparato con una lavorazione particolare. Si sviluppa nel Paleolitico medio e caratterizza la cultura musteriana (vedi Neandertaliani). Rappresenta un importante superamento della semplice scheggiatura, tipica delle culture più antiche, in quanto la tecnica L. presuppone un avanzato grado di progettazione del prodotto finale.

Levanzo* (ART): isola delle Egadi (Trapani, Sicilia) nella quale si trova la Grotta dei Genovesi, caratterizzata da manifestazioni di arte parietale e industria dell'Epigravettiano.

Lias (GEOL): prima epoca del periodo Giurassico.

Licheni (lat. Lichenes) (BIO) (dal greco léikhein = lambire): organismi vegetali formati dall'associazione di un'alga con un fungo. Alcuni L. calcifili incrostano spesso le pareti degli ingressi delle grotte, penetrando più o meno profondamente all'interno della zona fotica.

licopodio (T.ST): pianta erbacea delle Licopodiacee (Lycopodium clavatum), le cui spore sono usate come tracciante idrogeologico; poiché sono disponibili in commercio in vari colori, permettono di eseguire più esperienze contemporaneamente; il procedimento è però molto laborioso e pertanto la fluoresceina è sempre molto più usata.

liminare (BIO): è la zona di transizione degli ingressi delle grotte fra ambiente esterno e interno, dove l'influenza dei fattori ambientali esterni si fa ancora sentire in modo sensibile. La luce si affievolisce gradualmente dalle zone prossime all'ingresso verso la parte interna, dove avviene la scomparsa progressiva delle piante verdi (vedi anche inversione della vegetazione). In questi settori delle cavità stazionano spesso organismi troglosseni e troglofili.

limivoro (BIO) (dal latino līmum = limo, vorāre = divorare): organismo che vive e/o si nutre nel limo; in genere si tratta di Batteri autotrofi chemosintetici, ma possono essere considerati l. anche altri organismi, quali piccoli Anellidi che ingeriscono limo e digeriscono le sostanze organiche in esso contenute.

limo (BIO, GEOL) (dal latino līmum = fango): in inglese silt; deposito sedimentario detritico a grana finissima derivato da granuli, in sospensione nelle acque ferme o correnti, formato da argille e particelle con dimensioni comprese fra 1/256 e 1/16 di mm; contiene particelle organiche fluitate di cui si nutrono i limivori.

Limonia (BIO): genere di Ditteri subtroglofili, grossolanamente simili a zanzare, che trascorrono parte della loro esistenza in diapausa sulle pareti di cavità naturali e artificiali, come componenti della cosiddetta "associazione parietale". La specie più diffusa in Italia è L. nubeculosa.

linea di faglia (GEOL): intersezione della superficie di faglia con la superficie topografica. Se la superficie topografica è spianata, la linea è retta, altrimenti è irregolare.

linea di flusso (IDR): tracciato seguito dalle acque sotterranee sottoposte a un gradiente idraulico.

lisciatoio (IN.OS): strumento in osso del Paleolitico superiore levigato a un'estremità, spesso con tracce di usura prolungata. Utilizzato probabilmente per il trattamento di pelli.

Lithobius (BIO) (dal greco líthos = pietra e suffisso -bio): genere di Chilopodi con rappresentanti endogei e troglofili, raramente troglobi; appartengono ad un gruppo di Artropodi comunemente conosciuti come scolopendre; predatori attivi, sono frequenti fra i sassi e il terriccio del suolo delle grotte.

litico (IN.LIT) (dal greco líthos = pietra): tutto ciò che concerne la pietra (es. industria litica).

litificazione (MIN) (dal greco líthos = pietra): processo che trasforma un sedimento plastico o sciolto in una roccia compatta.

lito-, -litico (dal greco líthos = pietra): prefisso e suffisso in molti termini scientifici.

litoclasi (GEOL) (prefisso lito- e dal greco klásis = frattura): termine generale per indicare una frattura nella roccia. Comprende faglie, diaclasi e leptoclasi.

litologia (GEOL) (prefisso lito- e suffisso -logia): studio dei caratteri fisici e chimici di una roccia che ne definiscono l'aspetto.

litorale o littorale (GEOL): ambiente di sedimentazione e facies sedimentaria di depositi che si formano fra i livelli dell'alta e della bassa marea.

litosfera (GEOL) (prefisso lito- e dal greco sphāira = sfera): involucro superficiale del globo terrestre, il cui spessore varia da 50 a 150 chilometri.

litotipo (GEOL) (prefisso lito-): una roccia definita sulla base dei suoi caratteri litologici.

livella (T.ST): strumento utilizzato nel rilievo topografico delle grotte per determinare il valore degli angoli zenitali, cioè gli angoli su un piano verticale; sinonimi: clinometro, eclimetro.

livello di base (IDR): è il livello più basso di un acquifero, che ne condiziona tutta la circolazione per differenza di carico idraulico. In generale è il livello dell'emergenza perenne più bassa dell'acquifero; si noti che è possibile la circolazione al di sotto del l. d. b., e si parla in questo caso di circolazione in ambiente freatico. Il l. d. b. non va confuso con la superficie della roccia impermeabile situata alla base della roccia carsica, perché solo in certe situazioni la roccia impermeabile determina il livello di base.

livello freatico (IDR): sinonimo di livello di base.

livello piezometrico (IDR): vedi piezometrico.

lizza (GEOG): pista molto ripida sulla quale si facevano scivolare i blocchi di marmo tagliati nelle cave prima dell'adozione degli autocarri. È un termine usato nelle Alpi Apuane.

locus typicus (in italiano "località tipica") (BIO): termine latino convenzionale; è la località da cui provengono l'individuo o gli individui (holotypus e/o paratypi) su cui è basata la descrizione di una specie nuova per la scienza. Per numerosissime specie ipogee, molto localizzate, endemiche, spesso il l. t. rappresenta l'unica località nota di distribuzione di una specie.

loess (PETR): termine tedesco usato internazionalmente. Siltite poco coerente, talvolta leggermente calcarea, giallastra o rossastra, di deposito eolico e di origine eluviale, tipica dei climi freddi, in particolare dei periodi glaciali.

-logia (dal greco lógos = discorso): suffisso a molti termini scientifici con significato di "studio, trattazione".

longe (T.ES): termine francese usato comunemente in italiano. Corda o fettuccia per assicurare lo speleologo a un punto di ancoraggio quale un chiodo, una corda fissa o un bloccante sulla corda. Gli consente di avere entrambe le mani libere per compiere delle manovre in sicurezza.

longimetro (T.ST): strumento misuratore della distanza fra due caposaldi; misura lo scarto di tempo impiegato a percorrere un tragitto lineare fra un impulso a ultrasuoni e uno a infrarossi (che viaggiano a velocità differenti), permettendo così di calcolare la distanza, e si avvale dunque di un piccolo apparecchio emittente e di uno ricevente, senza necessità di tendere fili o corde metriche fra i due caposaldi.

longitudine (GEOG) (dal latino lǒngus = lungo): una delle tre coordinate per designare la posizione di un punto sulla superficie della Terra (le altre due coordinate sono la latitudine e la quota). Il suo valore va da 180O a 180E e si esprime partendo dal meridiano di riferimento, per convenzione quello di Greenwich, oppure da meridiani locali.

lont (GEOG) (termine dialettale, Trentino): dolina con fondo impermeabilizzato, anche crepaccio nella roccia, pozzo carsico. Sinonimo: lonta.

lora (GEOG): (termine dialettale, Veneto, Trentino): inghiottitoio.

Louisfagea (BIO): vedi Pimoa.

lucifugo (BIO): aggettivo riferito a organismi che presentano fototropismo negativo. Alcune specie troglobie e troglofile rifuggono attivamente la luce anche in assenza di occhi, in quanto mantengono zone dermiche fotosensibili o rudimenti di fotorecettori. Vedere anche fotofobia.

lumachelle (GEOL, PETR): calcari di origine organica particolarmente ricchi di gusci e resti di conchiglie; le varietà colorate e compatte sono usate come pietra da costruzione e decorazione.

luminescenza: 1) - (FIS, BIO): fenomeno per cui un corpo emette luce a seguito dell'esposizione a differenti tipi di irraggiamento. Comprende la fluorescenza (da irraggiamento di raggi ultravioletti), la fosforescenza (emissione ritardata da irraggiamento di luce) e l'elettroluminescenza (da esposizione a campo elettrico). Talvolta la calcite e l'aragonite possono manifestare debolmente questo fenomeno. Talora la l. in grotta ha un'origine biologica (bioluminescenza) e deriva da reazioni chimiche (chemiluminescenza): vedi Arachnocampa. 2) - (T.ST): vedi termoluminescenza.

lutiti (GEOL, PETR): rocce clastiche con granuli di dimensioni inferiori a 1/16 di mm. Comprendono argilliti, limo, loess e altri tipi di sedimenti.