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obbuco (GEOG) (termine dialettale, Lazio): grotta nel versante in ombra; sinonimo: obraco.

ocello (BIO) (dal latino ocěllum = piccolo occhio): occhio semplice degli Artropodi, ed in particolare degli Insetti, che ne possiedono tipicamente tre, posti fra gli occhi composti di ommatidi.

ocra (MP) (dal greco ōkhr's = giallo): colorante a base di ossido di ferro utilizzato a partire dal Musteriano. Nel Paleolitico superiore è stato utilizzato come colorante in opere di arte parietale.

òetu (GEOG) (termine dialettale, Abruzzo): voragine, inghiottitoio, pozzo, grotta. Sinonimo: ovito.

òfido: vedi òuso.

Ojo Guareña* (ARC.P, GR): grande sistema carsico spagnolo, sui Monti Cantabrici (Burgos, Spagna); ha uno sviluppo di 97 chilometri e presenta grande interesse per gli studi sulla Preistoria della regione.

ole: vedi gorc.

Oliero* (TUR, BIO): grotta di interesse turistico in comune di Valstagna (Veneto). Si tratta di una grande sorgente valchiusana con annesso un breve ramo fossile; vi si sono compiute interessanti ricerche biologiche.

oligo- (dal greco olígos = poco): prefisso comune a molti termini scientifici.

Oligocene (GEOL) (prefisso oligo- e dal greco kainós = recente): periodo dell'era terziaria che va da 35 a 25 milioni di anni fa.

Oligocheti (lat. Oligochaeta) (BIO) (prefisso oligo- e dal greco khàitē = setola): sottoclasse del phylum degli Anellidi che annovera anche i vermi più comunemente conosciuti, i lombrichi. Tipici della fauna endogea, costituiscono una componente importante dell'associazione del guano, del suolo negli ingressi e dei coni di deiezione delle grotte; spesso si possono osservare O. del genere Dendrobaena a molte centinaia di metri all'interno delle grotte, in accumuli di detriti prodotti dalla decomposizione del legno. Alcuni rappresentanti delle famiglie dei Doridrilidi, dei Lumbriculidi, dei Tubificidi, degli Enchitreidi e dei Lumbricidi, a costumi acquatici o semi-acquatici, sono regolarmente presenti in acque interstiziali e di fiumi e laghi sotterranei.

oligotrofico (BIO) (prefisso oligo- e dal greco trophē' = nutrimento): aggettivo, riferito ad ambienti (grotte incluse) caratterizzati da scarsa disponibilità di risorse trofiche.

olivina, o peridoto (MIN): minerale costituito da una miscela isomorfa, in proporzioni variabili, di silicato di magnesio e silicato ferroso (Fe, Mg)SiO4.

ollare, pietra- (PETR): varietà di roccia scisto-cloritica relativamente comune nelle Alpi occidentali, di colore verde scuro o grigio metallico, facilmente lavorabile anche al tornio e utilizzata fino a un recente passato per la produzione di vasi e vari oggetti ornamentali. Le cave di p. o. spesso risultano da ampliamenti di ripari e grotticelle naturali di origine tettonica.

olo-: (dal greco hólos = tutto): prefisso a molti termini col significato di completo, tutto.

olocarso (GEOL) (prefisso olo-): zona in cui i fenomeni carsici sono presenti in grande intensità e completezza; contrapposto a merocarso.

Olocene (GEOL) (prefisso olo- e dal greco kainós = recente): secondo periodo del Quaternario, comprende gli ultimi 10.000 anni, cioè gli anni successivi al termine della glaciazione würmiana; è chiamato anche periodo recente, attuale, postwürmiano, postglaciale.

olometabolo (BIO) (prefisso olo- e dal greco metabolé = cambiamento): aggettivo, riferito a quegli ordini di Insetti che subiscono metamorfosi completa.

omber (GEOG) (termine dialettale, Lombardia, Brescia): pozzo, voragine.

ometto di pietre (AL): piccola costruzione di sassi a secco che serve quale punto di riferimento per segnare un sentiero o come traguardo per le misure topografiche. In francese è detto cairn.

Ominidi (lat. Hominidae) (ANT, BIO) (dal latino homo = uomo): famiglia che include l'unica specie attuale (Homo sapiens) e numerosi generi e specie estinti, inclusi gli Australopiteci, della linea evolutiva umana dal momento di separazione dall'ultimo antenato comune con le scimmie antropomorfe.

ommatìdio (BIO): elemento costitutivo dell'occhio composto degli Artropodi.

omogenea, roccia (MIN): roccia formata da una singola specie minerale (salvo le impurità). È detta anche roccia semplice. Per esempio, il calcare, formato solo da carbonato di calcio. Contrapposto a roccia eterogenea.

Omotteri (lat. Homoptera) (BIO) (dal greco homós = uguale e pterón = ala): ordine di Insetti un tempo accomunati con gli Eterotteri nell'unico ordine degli Emitteri; presentano elitre subeguali (come indica il nome) e apparato boccale trasformato in un rostro pungente-succhiatore. Appartengono a questo gruppo le note Cicale e Cicadelle. Trattandosi di elementi tutti fitofagi, hanno colonizzato l'ambiente ipogeo in misura molto limitata; sono noti tuttavia rappresentanti dei Fulgoroidei, depigmentati, microtteri e con occhi ridotti o assenti, che vivono come rizofagi sulle radici pendule nelle grotte delle Hawaii, delle Canarie e dell'Australia.

Onferno* (TUR): grotta di interesse turistico in comune di Gemmano (Emilia-Romagna); è scavata nel gesso.

onice (MIN) (dal greco ónyks = unghia): minerale semiprezioso composto quasi esclusivamente da silice, con diverse sfumature di colore; esiste anche l'o. calcareo, varietà di calcite che nell'aspetto ricorda l'o. siliceo.

Onicofori (lat. Onychophora) (BIO) (dal greco ónyks = unghia, phérein = portare): piccolo phylum che include animali di aspetto peculiare, vermiformi ma con corpo segmentato e zampe provviste di unghie all'apice; il capo porta un paio di antenne e occhi semplici. Predatori, si nutrono di piccoli Invertebrati che immobilizzano con un liquido vischioso emesso dalla bocca; per le loro caratteristiche particolari, per la loro origine antichissima e per la loro attuale distribuzione, limitata alle aree tropicali e australi del globo (sui frammenti del paleo-continente di Gondwana), sono ritenuti veri "fossili viventi", relitti di antiche faune. Vivono di norma sotto cortecce e all'interno di tronchi fradici in foreste umide. Almeno due specie sono tuttavia realmente troglobie, cieche e depigmentate: Speleoperipatus spelaeus, della Jamaica, e Peripatopsis alba, del Sud Africa. Al cune specie troglofile sono note della Nuova Zelanda.

Oniscoidei (lat. Oniscoidea) (BIO) (dal greco onískos = piccolo crostaceo, lett. "asinello"): sottordine di Crostacei Isopodi terrestri cui appartengono i comuni porcellini di terra, che si appallottolano per difendersi dai predatori. Appartengono a questo gruppo anche Crostacei troglofili e troglobi, ben adattati alla vita sotterranea, come i rappresentanti delle famiglie dei Triconiscidi e dei Buddelundiellidi.

Onthophagus (BIO) (dal greco ō'n = vivente e phagêin = mangiare): genere di Coleotteri Scarabeoidei tipicamente coprofagi. Alcune specie dell'America centrale e dell'Africa orientale frequentano le grotte come elementi guanofili.

oolite (MIN) (dal greco ōi'n = uovo e líthos = pietra): granulo sferico di diametro inferiore a 2 mm, con un corpuscolo minerale o organogeno al nucleo, rivestito di strati concentrici di calcare e anche di altri minerali. Si forma per precipitazione chimica o biochimica; i calcari composti da o. sono detti calcari oolitici.

open flash (FOT): tecnica di ripresa fotografica che permette di effettuare in ambiente buio esposizioni con illuminazione combinata di più flash attivati manualmente (senza sincronizzatore). La fotocamera (a controllo manuale), fissata su cavalletto, viene mantenuta dall'operatore con l'otturatore aperto in posa per tutta la durata dei lampi.

Opilioni (lat. Opiliones) (BIO) (dal latino opĭlio = pecoraio, forse per l'abitudine a muoversi lentamente): ordine di Aracnidi, spesso confusi con i ragni. Hanno corpo piccolo e raccolto in una sola massa subsferica, formata da un prosoma e un opistosoma strettamente connessi; le zampe sono generalmente molto gracili e allungate. Vi appartengono specie troglofile, quali numerosi rappresentanti dei generi Ischyropsalis, Scotolemon e Holoscotolemon, o troglobie (in Italia, alcuni rappresentanti dei generi Trogulus, Peltonychia, Mitostoma, Ischyropsalis e una specie del genere Buemarinoa, endemica della Sardegna orientale).

opistosoma (BIO) (dal greco ópisthen = dietro, sôma = corpo): regione posteriore, o addominale, priva di arti, del corpo degli Aracnidi.

opposizione (T.ES): tecnica di arrampicata o di progressione fra due pareti rocciose. Molto utilizzata in speleologia, soprattutto per la progressione in meandro, ed anche in alpinismo, essenzialmente in diedri e camini. L'opposizione avviene fra due arti, mani e piedi, o anche fra schiena e piedi o schiena e ginocchia. È in parte sinonimo di spaccata.

Optimisticheskaja Peshcera* (GR): grotta nella regione della Podolia (Ukraina), la maggiore al mondo fra quelle scavate nel gesso. Lo sviluppo attuale supera i 200 chilometri ed è tuttora in esplorazione.

ordine (BIO): categoria tassonomica inferiore alla classe; le classi sono suddivise in o. e gli o. in famiglie.

Ordoviciano (GEOL) (dal latino ordŏvices, popolazione celtica del Galles): secondo periodo dell'era paleozoica o primaria; va da 500 a 435 milioni di anni fa.

Orecchione (BIO): nome comune di Chirotteri del genere Plecotus, occasionalmente troglofili, caratterizzati da grandi padiglioni auricolari. Una specie nuova per la scienza (P. sardus) è stata recentemente scoperta in Sardegna.

organogeno (GEOL) (dal greco órganon = strumento e génesis = origine): di origine organica; termine usato per i sedimenti costituiti da parti dure di organismi, come gusci e scheletri.

oricina (GEOG) (termine dialettale, Lombardia, Brescia): pozzo soffiante.

orizzonte (GEOL): strato o gruppo di strati distinto da caratteri particolari, come il colore, il contenuto in fossili, la litologia.

orogenesi (GEOL) (dal greco óros = monte e génesis = origine): l'insieme di movimenti della crosta terrestre che portano alla formazione di rilievi; tali movimenti, nella maggior parte dei casi, sono dovuti alla collisione di due placche tettoniche.

orografia (GEOL) (dal greco óros = monte e suffisso -grafia): descrizione e rappresentazione dei rilievi montuosi, o anche più genericamente l'insieme di rilievi montuosi.

orologio biomolecolare (T.ST, BIO): metodo di datazione assoluta applicabile in campo biologico, utile a stabilire, mediante tecniche bio-molecolari, il tempo occorso a determinare le distanze genetiche, o i tassi di speciazione, fra organismi oggi presenti sulla terra. Gli organismi ipogei, grazie al loro isolamento in aree e ambienti spesso molto ristretti, rappresentano un materiale di elezione per questo tipo di ricerche, e consentono spesso una "taratura" dell'o. b., conoscendo, dai dati forniti dalla Geologia, la datazione assoluta degli eventi che hanno portato all'isolamento delle rispettive aree di distribuzione.

Orostygia (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini con habitus foleuonoide che annovera numerose specie ipogee delle Alpi e Prealpi orientali.

Orotrechus (BIO): genere di Coleotteri Carabidi Trechini endogei o ipogei, talora molto specializzati all'ambiente sotterraneo (afenopsiani), rappresentato in Italia da numerose specie delle Alpi e Prealpi orientali.

orrido (GEOG): sinonimo di cañon e di forra.

Reperti di orso bruno (Ursus arctos) in una grotta-tana delle Alpi liguri

orso bruno (BIO) (lat. Ursus arctos) (Mammiferi, Carnivori, Ursidi): è l'orso bruno attuale, affine all'Ursus etruscus (Villafranchiano). Plantigrado dalle abitudini alimentari onnivore, utilizza le grotte per il letargo alla fine del quale avviene il parto; in certe grotte è frequente il ritrovamento di scheletri di o. b. (es. grotte a quote elevate delle Alpi Liguri).

orso delle caverne (BIO, PAL) (lat. Ursus spelaeus) (Mammiferi, Carnivori, Ursidi): fossile diffuso esclusivamente nel continente europeo. L'o.d.c. (Pleistocene superiore) è affine all'Ursus deningeri (Pleistocene medio) che si è estinto alla fine di questo periodo. Di abitudini alimentari prettamente vegetariane, è il fossile più noto agli speleologi per i frequenti ritrovamenti ossei dei quali spesso viene fatta una raccolta dissennata. Alcune grotte hanno depositi con scheletri di centinaia di individui (es. grotta Pocala nel Carso triestino). Il cranio è caratterizzato dalla mancanza dei premolari e da creste ossee di inserzione muscolare particolarmente robuste. Era un frequentatore delle grotte nella stagione invernale, ma le vecchie stampe che ritraggono l'uomo delle caverne in lotta impari con i giganteschi plantigradi sono evidentemente di pura fantasia. Le raffigurazioni parietali di orsi sono rare (es. grotta Chauvet).

orto- (GEOL) (dal greco orthós = retto, giusto, perpendicolare): prefisso di molti termini. In petrografia, il prefisso o. serve spesso per designare rocce metamorfiche derivate da rocce eruttive. Per esempio, l'ortogneiss è un gneiss derivato dal metamorfismo di un granito.

ortolàm (BIO) (termine dialettale, Trentino): pipistrello; sinonimi: rondolàn, rotolana.

Ortotteri (lat. Orthoptera) (BIO) (dal greco orthós = retto, pterón = ala): ordine di Insetti a cui appartengono i ben noti grilli e le cavallette, caratterizzati da femori posteriori ingrossati, atti al salto, e da apparato boccale masticatore. Annoverano numerosi rappresentanti troglofili; nella fauna italiana sono da citare, ad esempio, i Rafidoforidi dei generi Dolichopoda e Troglophilus e i Grilloidei dei generi Petaloptila, Discoptila e Acroneuroptila.

Oryotus (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera alcune specie ipogee delle Alpi e Prealpi orientali.

oscurità (BIO): l'assenza di luce è uno dei fondamentali fattori abiotici dell'ambiente ipogeo. Gli organismi troglobi hanno selezionato caratteristiche, quali l'anoftalmia e la depigmentazione, che sarebbero fatali ad animali viventi in ambiente epigeo.

òspile (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): burrone, caverna.

ossidazione (CH): reazione chimica con la quale un elemento si lega all'ossigeno. In questo processo l'elemento in questione perde uno o più degli elettroni mobili.

ossidiana (MIN, MP) (da Obsius, che secondo Plinio il Vecchio, ne fu lo scopritore): minerale vetroso (vetro vulcanico) che si scheggia con frattura concoide a bordi estremamente taglienti, qualità che ne ha permesso l'utilizzo per la fabbricazione di eleganti utensili e ornamenti litici in tutte le epoche. Il colore varia dal nero-verdastro (area mediterranea) all'azzurro (Islanda). La scarsità dei giacimenti, e le caratteristiche chimico-fisiche peculiari dell'o. proveniente dai vari giacimenti ne fanno un indicatore preciso della provenienza, tanto che ha potuto essere ricostruita nella Preistoria dagli archeologi una rete di commerci nell'area mediterranea di questa materia prima.

ossido di carbonio (CH): vedi monossido di carbonio.

ossido-riduzione (CH): sono dette "reazioni di o.-r." quelle reazioni chimiche nelle quali un elemento chimico perde (ossidazione) o acquista (riduzione) uno o più elettroni mobili.

ossigeno (CH) (dal greco oksýs = acido e génesis = origine): elemento gassoso contenuto nell'aria con una percentuale del 21%; la molecola è formata da due atomi di ossigeno (O2).

osso (BIO, MP): elemento costitutivo dello scheletro nei Vertebrati, usato nella Preistoria come materia prima per costruire utensili; le prime tracce certe di lavorazione dell'o. da parte dell'uomo preistorico risalgono all'Acheuleano. La grande diffusione della lavorazione di questo materiale si ha però nel Paleolitico superiore con splendidi esempi di arte mobiliare.

Ostracodi (lat. Ostracoda) (BIO) (dal greco óstrakon = conchiglia): classe di Crostacei dall'aspetto inconfondibile, con il corpo racchiuso in una sorta di conchiglia bivalve, di dimensioni piccole o piccolissime, spesso inferiori al millimetro. Sono note numerose specie stigobie, cieche e depigmentate, foretiche sul corpo di altri Crostacei di dimensioni maggiori; da citare Sphaeromicola stammeri, che vive come commensale su Isopodi del genere Monolistra.

otto (T.ES): 1) - nome di un tipo di discensore di uso generale in alpinismo ma poco usato in speleologia. 2) - nodo: vedi anche nodo a otto.

òuso (GEOG) (termine dialettale, Lazio): cavità verticale profonda; sinonimi: oso, òviso, òvuso, òfido, òveze, òleze, òvido, iòvuso, uòviso.

oviparo (BIO) (dal latino ōvum e părere = partorire): termine che si riferisce ad animali che si riproducono deponendo uova. Alcuni Insetti cavernicoli specializzati depongono uova molto ricche di sostanze di riserva (vitello), in numero ridotto, da cui nascono larve di grandi dimensioni che si trasformano in pupa poco dopo la schiusa, con un ciclo vitale contratto (v. criptometabolia).

ovito: vedi òetu.

Ovobathysciola (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera alcune specie ipogee della Sardegna, ad affinità betico-pirenaiche, e pertanto di grande interesse biogeografico.

ovoviviparo (BIO) (dal latino ōvum e părere = partorire): aggettivo che si riferisce ad organismi con sistema di riproduzione che prevede lo sviluppo delle uova all'interno del corpo della madre, con schiusa nel periodo prossimo alla deposizione.

Oxychilus

Oxychilus (BIO): genere di Gasteropodi terrestri con numerosi rappresentanti troglofili; si tratta di piccole chiocciole con conchiglia semitrasparente e carni di colore bluastro, che vivono nelle zone più umide delle cavità e che hanno sviluppato un regime alimentare onnivoro, talora predando Artropodi morenti o in difficoltà. A tale scopo, il loro apparato digerente è dotato di un enzima particolare capace di metabolizzare la chitina che indurisce l'esoscheletro degli Insetti.