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Padirac* (TUR, GR): la prima grotta turistica francese, nella regione del Lot; fu attrezzata nel 1898 da E. A. Martel che l'aveva acquistata. Ha sviluppo di 23 chilometri e inizia con un grande pozzo di 75 metri dove è stato installato un grosso ascensore per i turisti. È tuttora una delle maggiori mete turistiche della Francia.

paesaggio carsico (GEOL): aspetto morfologico della superficie di una regione carsica.

Paglicci* (ARC.P): grotta e riparo presso Rignano Garganico, Foggia (Puglia) contenente depositi con industria del Paleolitico inferiore, medio (Musteriano) e superiore. In diversi livelli sono stati rinvenuti resti umani tra cui la sepoltura di un giovane ricoperto di ocra e di una donna dagli strati del Gravettiano. Sono presenti incisioni e pitture in ocra.

Paina* (ARC.P): grotta in comune di Mossano (Vicenza, Veneto) con depositi a partire dal Paleolitico medio; importante documentazione sul Paleolitico superiore (Aurignaziano).

paleo- (dal greco palaiós = antico): prefisso utilizzato in molti termini.

paleobotanica (BIO, PAL) (prefisso paleo- e dal greco botanikós = che riguarda le piante): scienza che studia il mondo vegetale del passato, e la sua evoluzione.

paleocarso (GEOL) (prefisso paleo-): carso molto antico, modellato in epoche geologiche antiche, attualmente inattivo e che ha subito profonde modificazioni, tanto che i condotti sono stati riempiti talvolta da minerali utili. Talvolta gli speleologi definiscono erroneamente p. un paesaggio carsico antico ma tuttora in evoluzione.

Paleocene (GEOL) (prefisso paleo- e dal greco kainós = recente): primo sottoperiodo del Paleogene (Cenozoico). Va da 65 a 55 milioni di anni fa.

paleoclimatologia (CL, T.ST) (prefisso paleo- e dal greco klíma = inclinazione del cielo e suffisso -logia): scienza che studia le variazioni del clima nel passato e le interazioni del medesimo con la biosfera (paleoecologia).

paleofrana (GEOL) (prefisso paleo-): imponente fenomeno franoso che si è evoluto in epoche passate. Sovente è di difficile identificazione a causa di fenomeni di rimodellamento superficiale.

Paleogene (GEOL) (prefisso paleo- e dal greco génesis = origine): prima parte dell'era terziaria o Cenozoico. Comprende Paleocene, Eocene, Oligocene. Va da 65 a 25 milioni di anni fa.

paleogeografia (GEOG, GEOL) (prefisso paleo- e dal greco = terra e gráphein = scrivere): scienza che studia le antiche distribuzioni ed estensioni dei mari e delle terre emerse. I dati forniti dalla p. sono della massima importanza per indagini biospeleologiche e biogeografiche.

Paleolitico (PC) (prefisso paleo- e dal greco líthos = pietra; letteralmente: età della pietra antica): termine coniato nel 1865 per definire il periodo culturale più antico in contrapposizione all'"età della pietra nuova" (Neolitico), in base al tipo di lavorazione dell'industria litica e all'assenza di lavorazione dei metalli. Il P. corrisponde cronologicamente al Pleistocene e inizia in Africa con Homo habilis, il primo produttore riconosciuto di industria litica (il P. inferiore termina convenzionalmente con l'estinzione di Homo erectus); seguono il P. medio (corrispondente alla cultura dei Neandertaliani) e il P. superiore, testimone della complessità culturale di Homo sapiens (l'uomo moderno), che termina con la fine del Pleistocene.

paleomagnetismo (T.ST) (prefisso paleo- e dal greco Mágnēs = pietra della città di Magnesia): metodo di datazione assoluta. Si basa sulla determinazione dell'orientamento di particelle di minerali magnetici (ematite e magnetite) che forniscono la direzione del campo magnetico terrestre all'epoca della magnetizzazione di un materiale dopo che sia stato sottoposto a temperature elevate. Infatti il calore elevato cancella la precedente magnetizzazione; raffreddandosi, il materiale si rimagnetizza assumendo l'orientamento del campo magnetico terrestre in quel momento; conoscendo l'orientamento magnetico terrestre nei periodi passati e paragonandolo con quello attuale, si ottiene la datazione. È indispensabile che il campione non abbia subito spostamenti successivi all'ultima magnetizzazione. Il metodo del p. è utile quindi per la datazione di focolari e rocce in posto, ma non di materiali di ceramica che nel tempo possono avere subito spostamenti.

paleontologia (PAL) (prefisso paleo- e dal greco ō'n = essere e suffisso -logia): la scienza che studia i fossili. Si distingue in p. botanica e p. animale. Lo studio dei fossili animali inizia scientificamente alla fine del XVIII secolo. Fondamentale è il contributo dato dalla nascita dell'anatomia comparata (con G. Cuvier) che confronta la struttura delle varie specie animali, e che porterà in seguito conferme al concetto dell'evoluzione biologica.

paleopatologia (T.ST, MED) (prefisso paleo- e dal greco páthos = sofferenza e suffisso -logia): scienza che studia le malattie del passato.

paleopedologia (T.ST, GEOL) (prefisso paleo- e dal greco pédon = suolo, e suffisso -logia): scienza che studia il paleosuolo.

paleosuolo (GEOL) (prefisso paleo-): superficie del terreno che presenta caratteri diversi da quello attuale. In un deposito non sovvertito i p. sono disposti a strati che spesso presentano caratteristiche differenti e riconoscibili permettendo così una datazione relativa.

Paleozoico (GEOL) (prefisso paleo- e dal greco zōion = animale): era geologica, detta anche Primaria, che va da 550 a 240 milioni di anni fa; comprende 6 periodi: Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e Permiano. Durante il P. si sono verificati due cicli orogenetici (Caledoniano ed Ercinico) e almeno due glaciazioni.

paleozoologia (BIO): vedi archeozoologia.

palinologia (T.ST, BIO) (dal greco pálē = polvere e suffisso -logia): la disciplina che studia i pollini e le spore presenti in un deposito archeologico.

palle di argilla (ARC.P): sfere d'argilla verosimilmente lanciate dall'uomo preistorico contro le pareti di alcune grotte (es. grotta di Toirano) a scopo probabilmente rituale.

palo smontabile (T.ES): palo metallico composto da diversi elementi (generalmente tre), usato per raggiungere punti in pareti difficilmente accessibili. Può avere lunghezza di 10-12 metri. Alla sua estremità si fissa una corda o una scaletta metallica. Oggi è raramente usato perché sostituito dalle tecniche di arrampicata artificiale.

Palpigradi (lat. Palpigrada) (BIO) (da palpo e dal latino grădus = passo): ordine di Aracnidi di piccole o piccolissime dimensioni; sono caratterizzati da pedipalpi privi di chele, dal primo paio di arti allungato e sottile con funzione sensoria, e da un lungo flagello all'estremità addominale. Il loro habitat di elezione è la lettiera di foglie e detriti vegetali umidi; alcune specie tuttavia frequentano le grotte, generalmente nelle zone prossime all'ingresso. In Italia è possibile rinvenire, nelle cavità naturali, alcuni rappresentanti del genere Eukoenenia, di dimensioni inferiori al millimetro.

palpo (BIO): appendice articolata degli Artropodi presente nella zona del capo, ed avente funzione tattile e sensoriale. Negli Insetti sono presenti speciali p. che si inseriscono sulle mascelle e sul labbro inferiore (p. mascellari e labiali).

paltusu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Gallura): buco, quindi grotta.

Pangea (GEOG, GEOL): supercontinente che fino alla fine del Paleozoico riuniva, in un'unica massa, le terre emerse.

Pantalica* (ARC, CA): cavità artificiali in comune di Sortino (Siracusa, Sicilia). Vasta necropoli a ipogei (circa 5.000) di epoca protostorica scavati nelle pareti della gola calcarea.

para- (dal greco pará = accanto): usato come prefisso di molte parole, talvolta conferisce il significato di "quasi", o "simile a". Viene usato per designare le rocce metamorfiche derivate da rocce sedimentarie; per esempio il paragneiss è un gneiss derivato dal metamorfismo di arenarie, argille e altre rocce sedimentarie contenenti molti silicati.

Parabathyscia (BIO) (prefisso para-): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera numerose specie endogee e ipogee nell'area euro-mediterranea.

paracarsismo (GEOL) (prefisso para-): termine per indicare fenomeni e forme simili a quelle del carso nelle quali intervengono due fasi anziché tre come nel processo carsico. È il caso delle grotte nelle quarziti o nei tufi (bradi-p.) e delle grotte nel gesso o nel salgemma (tachi-p.). (Le tre fasi del processo carsico sono quella solida, CaCO3, quella liquida, H2O, e quella gassosa, CO2).

paracarso (GEOL) (prefisso para-): processo, forme, paesaggio, regione simili al carso, ma in rocce non carbonatiche. Vedi ipocarso, pseudocarso. Il termine è poco usato al di fuori della lingua italiana.

paragenetica, galleria- (MORF): vedi galleria.

paranco (T.ES): attrezzo meccanico o sistema di carrucole e bloccanti che si usa con una corda per sollevare a mano grossi pesi. Funziona come una demoltiplica che diminuisce lo sforzo a prezzo della velocità. In speleologia è molto utilizzato un paranco d'emergenza con due bloccanti .

parascisti (PETR) (prefisso para- e dal greco skízein = dividere): rocce scistose derivate dal metamorfismo di rocce sedimentarie.

parassita (BIO) (prefisso para- e dal greco sîtos = cibo): organismo (vegetale o animale) che si nutre a spese di altri organismi ancora in vita, all'interno (endo-parassita) o all'esterno (ecto-parassita) del corpo dei medesimi.

paratypus (BIO) (lat., plur. paratypi) (prefisso para-): esemplare/i di una nuova specie animale o vegetale impiegati insieme all'holotypus nella descrizione originale di una specie nuova per la scienza.

parete (MORF): tratto di roccia verticale o subverticale. In speleologia si chiama p. il fianco laterale di ogni vuoto sotterraneo, sala o galleria.

parietale, associazione- (BIO): vedi associazioni.

paris (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Nuorese): piano carsico.

partenogenesi (BIO) (dal greco parthénos = vergine, génesis = origine): tipo di riproduzione, presente in organismi animali e vegetali, in cui l'uovo o l'oosfera sono in grado di svilupparsi senza subire fecondazione.

passaggio: 1) - (T.ES): galleria breve, sovente stretta, fra due zone più importanti della grotta. 2) - (GEOL): transizione tra due corpi geologici, fra due unità stratigrafiche, fra terreni o rocce di facies diverse; se il p. avviene per fenomeni tettonici, per esempio faglie, si chiama contatto tettonico.

passaritoltu (BIO) (termine dialettale, Sardegna): pipistrello.

pasta di fondo (MIN, PETR): la parte vetrosa o microcristallina delle rocce porfiriche che racchiude i fenocristalli già formati prima che la lava fuoruscisse dal camino vulcanico.

Pastena* (TUR): grotta di interesse turistico nel comune omonimo (Lazio); si visitano le gallerie fossili di uno fra i più importanti inghiottitoi attivi d'Italia.

patagio (BIO) (dal latino patăgium = frangia, membrana): membrana costituita da una plica di pelle che può essere variamente estesa, in alcune specie di Mammiferi, fra collo, arti e coda, permettendo un volo planato. Nei Chirotteri, dato l'enorme sviluppo delle dita degli arti anteriori, il p. ha assunto funzione di vera ala.

patina (GEOL, IN.LIT): alterazione secondaria delle superfici di oggetti, in particolare litici, dovuta ad esposizione prolungata nell'ambiente. Può essere un utile indicatore della contemporaneità di varie scheggiature su uno o più strumenti litici e garantirne l'autenticità. Le caratteristiche della p. variano a seconda del terreno e del materiale litico.

patologia da decompressione (MED, SUB): sindrome caratterizzata dalla formazione di bolle gassose (emboli) di azoto nel sangue e nei tessuti; è provocata da decompressione troppo rapida. I fattori che possono favorire lo sviluppo della patologia sono, oltre a profondità, velocità di risalita, tappe di decompressione e quota dell'immersione, anche le condizioni termiche dell'acqua, sforzi fisici, disidratazione e affaticamento, stress e condizioni fisiche particolari (stato di salute e allenamento). La p. d. d. si manifesta con sintomi che vengono suddivisi in due classi: sintomi lievi (dolori diffusi) e quelli di tipo nervoso centrale.

patologia da imbrago (MED): stato patologico grave che può insorgere quando uno speleologo rimane appeso a una corda tramite l'imbrago ed è privo di conoscenza; sembra che la causa principale sia la difficoltà di circolazione del sangue in un complesso di concause non ben conosciute; se la condizione rimane tale per tempi superiori a 10-20 minuti, può portare alla morte. Indispensabile è quindi un pronto intervento di sblocco con le tecniche di autosoccorso.

Patriziella (BIO): genere di Coleotteri Colevidi Leptodirini che annovera alcune specie ipogee molto specializzate della Sardegna, con habitus foleuonoide, affini a Ovobathysciola.

Pauropodi (lat. Pauropoda) (BIO) (dal greco pâuros = poco, poús = piede): classe di Artropodi affini ai Diplopodi diffusi in tutto il mondo in terreni umidi. Il corpo è lungo mediamente poco più di 1 mm, il capo è munito di antenne bifide e di ocelli, l'apparato boccale è ridotto; possiedono 9 o 10 paia di zampe. Alcune specie troglofile frequentano spesso il suolo umido delle grotte, nelle zone prossime agli ingressi.

pCO2 (CH): espressione per indicare la pressione parziale del biossido di carbonio in una miscela di gas (in percentuale).

Pech Merle* (ART): celebre grotta ornata a Cabrerets (Lot, Francia).

pedale (T.ES): anello di corda, o staffa, nel quale si passa il piede, collegato ad un bloccante mobile (maniglia). È un attrezzo per la risalita dei pozzi con la tecnica di sola corda.

pedipalpi (BIO) (dal greco poús = piede e da palpo): 1) - secondo paio di appendici nel corpo degli Aracnidi, detti anche arti mascellari o massillipedi, che possono essere modificati a chela o a tentacolo. 2) - termine, ormai desueto, con cui si indicava un tempo un ordine di Aracnidi comprendente Amblipigi, Uropigi e Schizomidi, oggi distinti in ordini separati.

pedogenesi: 1) - (BIO) (dal greco pâis = giovane e génesis = origine): raro processo biologico che fa sì che le larve di alcune specie possano riprodursi per partenogenesi, generando altre larve che origineranno individui adulti. Da non confondere con neotenia. 2) - (GEOL) (dal greco pédon = suolo e génesis = origine): processo di formazione di un suolo, le cui caratteristiche risultanti dipendono dalle caratteristiche della roccia sottostante e dal clima.

pedologia (GEOL) (dal greco pédon = suolo e suffisso -logia): studio dei suoli e dei terreni naturali e agrari.

pelagico (GEOL, BIO) (dal greco pélagos = mare): dicesi di ambiente di sedimentazione caratterizzato da mare aperto e scarsi apporti terrigeni. Analogamente si parla di facies sedimentaria p., e di organismi p.

pelchia (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro, Gallura): buco, quindi grotta, antro; sinonimi: pelcia, pelcione.

pelite (GEOL, PETR): roccia sedimentaria clastica costituita essenzialmente da minerali argillosi, definita convenzionalmente con granuli dalle dimensioni inferiori a 1/16 di mm.

pelle di leopardo: vedi leopardo, pelle di-

peltusu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): buco, quindi grotta.

pendente di volta (MORF): protuberanza di roccia in posto da una parete a strapiombo o dal soffitto di una grotta, con dimensioni decimetriche o metriche; simile alla lama di erosione. Vedi anche lapiaz inverso.

pendenza (GEOL): riferita a strati e altri corpi geologici, è sinonimo di inclinazione.

penepiano (GEOL) (dal latino pāēne = quasi): vasta superficie pianeggiante o quasi, risultato di un lungo periodo di erosione dei rilievi in assenza di altri fenomeni che potrebbero contrastarla.

Pennavaire o Pennavaira, val-* (ARC.P): importante via di comunicazione fin dalla Preistoria tra Piemonte e Liguria. Diverse grotte presentano depositi dell'Epigravettiano (arma di Nasino, arma dello Stefanin, grotta Pertusello, grotta Le Camere). In particolare Le Camere è una grotticella con sepoltura collettiva del periodo Calcolitico.

péntuma (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): burrone, grotta, voragine.

peparöl (GEOG) (termine dialettale, Lombardia, Bergamo): buco soffiante.

perca (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): buco, quindi caverna.

percadordzu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): caverna, grotta.

percolazione (IDR) (dal latino percolāre = colare attraverso): fenomeno per cui l'acqua si muove lentamente attraverso una rete di microfessure con movimento quasi verticale. La maggior parte dell'acqua di p. raggiunge i condotti maggiori della grotta, nei quali poi si può muovere più velocemente.

percussione (IN.LIT): si tratta della principale tecnica per la lavorazione della pietra, nata nelle prime fasi del Paleolitico. Si distingue una p. diretta e una indiretta a seconda se l'azione avviene per azione di un percussore direttamente sulla pietra oppure tramite uno strumento intermedio a mo' di scalpello (in corno generalmente); quest'ultima tecnica, utilizzata nelle fasi più recenti del Paleolitico, consente ritocchi molto più precisi.

percussore (IN.LIT, UT): lo strumento (ciottolo, corno di cervo, osso o legno) per la lavorazione della pietra per percussione.

perdita (IDR): luogo in cui l'acqua superficiale penetra sottoterra. Sinonimi: inghiottitoio, ponor. La p. può essere parziale o totale; p. di carico: è la diminuzione del carico idraulico in un condotto, a causa di ostacoli naturali, come strettoie, riempimenti detritici, rugosità delle pareti, ecc.; p. diffusa: p. parziale o totale attraverso una serie di fessure non penetrabili, che possono estendersi anche per lunghe distanze sul letto del torrente; p. emergenza: inghiottitoio in terreno carsico che può essere assorbente o emissivo, in relazione al regime idrico.

perforatore: 1) - (IN.LIT, UT): strumento litico con estremità a punta sottile usato per praticare fori su materie dure (ossa e denti); di uso frequente nel Paleolitico superiore. Numerosi sono i ritrovamenti di denti animali (molto più raramente umani) forati con il p. e utilizzati come ornamento. 2) - (T.ES): trapano elettrico utilizzato in speleologia per forare la roccia allo scopo di piantare chiodi o sistemare cariche esplosive; solitamente si alimenta con batterie elettriche. Oltre al trapano elettrico, esistono attrezzi manuali, attualmente poco usati: p. manuale, barramine. Il tampone pianta-spit, tuttora usato, permette l'uso di chiodi a espansione autoperforanti (tasselli spit) che hanno rivoluzionato nei primi anni '70 l'armo dei pozzi per la progressione su sola corda.

peri- (dal greco perí = intorno): prefisso utilizzato in molti termini.

peridotiti (PETR): rocce eruttive intrusive ultrabasiche composte in prevalenza da olivina; spesso sono alterate in serpentini.

periglaciale, sistema d'erosione- (GEOG): processo legato all'azione dell'alternanza di gelo e disgelo. Può verificarsi anche in regioni temperate.

Perigordiano (PC): insieme di facies culturali del Paleolitico superiore (Aurignaziano) presenti nella regione del Périgord (Francia).

periodo (GEOL): unità geocronologica (anche culturale in archeologia preistorica) di ordine inferiore all'era; a sua volta il p. è suddiviso in epoche.

periodo di emisaturazione (MED, SUB): lasso di tempo costante durante il quale un tessuto del corpo raggiunge la metà del salto di tensione di gas che lo separa dalla saturazione, sia durante l'assorbimento che durante l'eliminazione del gas.

perle di grotta: vedi pisoliti.

permafrost (GEOL) (dall'inglese perma(nent) e frost = gelo): suolo tipico dei paesi freddi, perennemente gelato in profondità. Solo il livello superficiale (mollisol) può subire il disgelo per un breve periodo in estate. Sinonimo: pergelisol. Vedi grotta cutanea.

permeabilità (IDR) (dal latino permeāre = passare attraverso): attitudine di una roccia di essere attraversata da un fluido (normalmente l'acqua) sottoposto a un certo carico idraulico. Si distinguono una p. per porosità, tipica di rocce clastiche poco o nulla cementate, e una p. per fessurazione, o p. in grande, tipica dei calcari.

Permiano (GEOL) (dal nome della provincia russa di Perm): detto anche Permico, è l'ultimo periodo dell'era primaria o Paleozoico. Va da 290 a 240 milioni di anni fa.

Pertosa* (ARC): grotta nel massiccio degli Alburni in comune di Pertosa (Salerno, Campania) utilizzata per scopo di culto in epoca medioevale; presenta tracce di frequentazione a partire dall'età del Bronzo. Caratteristica unica in Italia è la presenza di resti di palafitte in grotta.

pertuntu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): buco, quindi grotta.

pertüs (GEOG) (termine dialettale, Piemonte, Lombardia, Liguria): letteralmente "buco", quindi grotta in genere.

pertuso (GEOG) (termine dialettale, Lazio, Campania): letteralmente "buco", quindi grotta orizzontale; sinonimo: pertosa.

pertusu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Sicilia): buco, quindi grotta.

Pesci (lat. Pisces): 1) - (BIO): classe, oggi sdoppiata in Condroitti e Osteitti e secondo taluni autori suddivisa in varie altre classi, che raggruppa i più primitivi fra i Vertebrati, tutti acquatici, sia marini sia dulciacquicoli. In tutti i continenti (Europa esclusa), e particolarmente in aree tropicali, sono presenti specie (soprattutto dei Siluriformi, Cipriniformi, Ofidiiformi, Perciformi), che vivono in acque sotterranee, depigmentate e con occhi ridotti o assenti. Alcune specie presentano popolazioni con individui oculati e pigmentati, che vivono in acque superficiali, e popolazioni con individui depigmentati e anoftalmi, che vivono in acque sotterranee. Nelle grotte europee non è raro incontrare, anche a grande distanza dagli ingressi, individui giovani di Anguilla (denominati "ceche" o leptocefali), filiformi e trasparenti, che risalgono i corsi d'acqua sotterranei. 2) - (ART): esempi di raffigurazioni di p. nell'arte parietale si trovano nella grotta di Niaux.

pescia (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Logudoro): grotta.

Petaloptila (BIO): genere di Insetti Ortotteri Grilloidei subtroglofili a diffusione nord-mediterranea con abitudini troglofile, i cui rappresentanti scavano brevi gallerie nell'argilla delle pareti delle grotte in cui trovano rifugio e condizioni ambientali adatte a superare i periodi stagionali avversi.

petrografia (PETR) (dal greco pétra = roccia e suffisso -grafia): la scienza che studia e classifica le rocce.

pH (CH): sigla che significa "potenziale d'idrogeno". Caratterizza l'acidità o la basicità di una soluzione, alla temperatura di 25C, con una scala che va da 0 a 14. L'acqua pura ha reazione neutra, quindi pH 7. Valori da 0 a 7 indicano acidità e da 7 a 14 basicità. Le acque acide possono sciogliere il calcare e sviluppare il processo di speleogenesi.

phylum (plurale phyla) (BIO) (termine latino derivato dal greco phylē' = tribù): categoria tassonomica molto ampia (la più ampia al di sotto del regno), che raggruppa classi di organismi con organizzazione strutturale simile. Nei testi di classificazione animale, era un tempo usato il termine (oggi desueto) di tipo in luogo di phylum.

Piaggiabella* o Piaggia Bella* o PB (GR, ST.SP): importante sistema carsico sul M. Marguareis, al confine fra Piemonte, Liguria e Francia (Briga Alta, Cuneo, Piemonte). Ha 14 ingressi, uno sviluppo di 40 chilometri e profondità di 960 metri; la sua esplorazione, iniziata metodicamente nel 1953 da parte di gruppi italiani e francesi e tuttora in corso, costituisce un importante capitolo nella storia della speleologia italiana.

piaje (GEOG) (termine dialettale, Veneto, Cansiglio): dolina a fondo piatto.

piane (GEOG) (termine dialettale, Umbria, Abruzzo): piano, anche carsico.

piano: 1) - (GEOL): unità cronostratigrafica di ordine inferiore alla serie. Il p. comprende tutte le rocce formate durante un'età. p. di faglia: superficie lungo cui avviene lo spostamento di due lembi di una faglia; sul p. d. f. si misurano direzione e immersione come su uno strato. 2) - (GEOG): nell'Appennino umbro-marchigiano sono chiamati p. alcune grandi depressioni a fondo piatto, nelle quali l'acqua è assorbita per fenomeno carsico.

piano di percussione (IN.LIT): superficie di un nucleo di selce su cui è esercitata la pressione o la percussione per ottenere il distacco di una scheggia.

pianta: 1) - (T.ST): nel rilievo topografico di una grotta, così è detta la vista dall'alto, proiettando tutta la grotta su un piano orizzontale. 2) - (BIO): nella sua accezione più ampia, organismo eucariote che appartiene al regno vegetale, formato da cellule immobili e provviste di parete cellulosica, e che è in grado di svolgere autotrofia, mediante pigmenti respiratori, attraverso la fotosintesi clorofilliana. Le p. necessitano pertanto di luce solare, e sono assenti nella zona afotica delle grotte.

piantaspit (T.ES): vedi tampone.

pianu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): piano carsico.

piattaforma continentale (GEOL): porzione sommersa compresa tra la linea di costa e la scarpata continentale, con una profondità in genere compresa fra 0 e 200 metri.

piattaforma da scalata (T.ES): vedi ragno da scalata.

pibiristeddu (BIO) (termine dialettale, Sardegna): pipistrello.

piedmont (GEOL) (termine inglese usato internazionalmente): altopiano inclinato ai piedi di un massiccio montuoso la cui evoluzione è legata ai monti che lo dominano.

piega (GEOL): struttura derivante da deformazione duttile e resa evidente dalla stratificazione. In una p. si distinguono i fianchi, che ne costituiscono i due lati, e la cerniera, cioè la zona a maggior curvatura. Gli strati più interni, al centro della p., ne formano il nucleo. A seconda della loro forma geometrica e dell'orientazione nello spazio, le p. possono essere diritte, rovesciate, coricate, ecc.; p.-faglia: p. rovesciata il cui fianco inverso, dopo aver subito riduzione e stiramento, viene sostituito da una superficie di scorrimento.

piena (IDR): condizione di un corso d'acqua quando la sua portata è attorno ai valori massimi. Le p. in certe grotte attive rappresentano un pericolo che lo speleologo deve sempre avere presente; le p. possono essere dovute a improvvisi temporali o a fusione nivale.

Pierre St. Martin* (ST.SP, GR): grande abisso nei Pirenei, presso il confine franco spagnolo (Francia). Ha sviluppo di 53 km e profondità di 1342 metri. La sua esplorazione costituisce un importante capitolo della storia della speleologia francese e mondiale.

pietre verdi (MIN): vedi serpentini.

piezometrica, superficie- (IDR) (dal greco piézein = premere e métron = misura): sinonimo di superficie freatica.

piezometrico, livello- (IDR) (dal greco piézein = premere e métron = misura): Quota della superficie freatica in un dato punto. Sinonimo: livello freatico.

pigmentazione (BIO): presenza di pigmenti nella cute o nell'esoscheletro degli animali epigei, che svolgono funzione di protezione dai raggi solari e conferiscono colorazioni utili per il riconoscimento visivo. Gli organismi troglofili e troglobi presentano riduzione o assenza dei pigmenti, che hanno perso la loro funzione in ambienti dove la luce solare è assente.

pigmento (dal latino pĭngere = colorare): 1) - (BIO): termine che indica sostanze di varia composizione chimica presenti nelle cellule dei tessuti vegetali e animali e che conferiscono pigmentazioni caratteristiche agli organismi epigei, talora con funzione protettiva (ad es. melanina). 2) (MIN): in generale, colorante minerale naturale o artificiale.

pila (GEOL): serie di coltri di ricoprimento sovrapposte.

pilla (GEOG) (termine dialettale, Toscana): vaschetta naturale contenente acqua.

pilloni allapàu (BIO) (termine dialettale, Sardegna): pipistrello.

pilloni ?e notti (BIO) (termine dialettale, Sardegna, Barbagia): pipistrello.

Pimoa (= Louisfagea) (BIO): genere di Aranei troglofili ascritto recentemente ad una famiglia a sé, i Pimoidi, che include poche specie di ragni di medie dimensioni ed è distribuita in Europa e nelle Americhe. Il rappresentante più noto e spesso citato nelle faune di grotte italiane è P. rupicola.

pioggia efficace (IDR): la quantità d'acqua di pioggia, depurata dal valore dell'evapotraspirazione, disponibile per l'infiltrazione.

Piombo*, buco del- (TUR): grotta di interesse turistico e paleontologico in comune di Erba (Lombardia).

piovra (T.ES, MED): riscaldatore autonomo funzionante a cartucce di carbonella che distribuisce il calore al corpo tramite alcuni tubi a spirale che scorrono all'interno della tuta. Utilizzato soprattutto in operazioni di soccorso.

pipistrello (BIO): vedi Chirotteri.

piramide alimentare (BIO): vedi catena alimentare.

piramidi di terra, o di argilla (MORF): forme di di erosione dell'argilla in grotta, sulle quali può cadere acqua di stillicidio formando un tubo vuoto centrale.

pirie, plere: vedi inglutidòr.

pirite (MIN) (dal greco pŷr = fuoco): minerale corrispondente alla formula FeS2 (solfuro ferroso). Spesso si trova in tracce in molte rocce sedimentarie, fra cui i calcari. Può ossidarsi formando solfati e acido solforico che, reagendo col calcare, può quindi avere un importante ruolo, sia pure indiretto, nella speleogenesi.

pirituru (GEOG) (termine dialettale, Sicilia, zona dell'Etna): designa un buco, o crepaccio, che assorbe le acque superficiali, analogamente agli inghiottitoi dei laghi carsici.

piroclastico (GEOL) (dal greco pŷr = fuoco e klastós = fatto a pezzi): relativo a manifestazioni vulcaniche esplosive, con lancio di materiali solidi e fluidi nell'atmosfera.

pirosseni (MIN) (dal greco pŷr = fuoco e ksénos = estraneo): gruppo di minerali costituito da silicati di Mg, Fe, Ca, talora anche Al, Na, spesso costituiti da miscele isomorfe assai complesse.

pirtusu (GEOG) (termine dialettale, Lucania): buco, quindi grotta.

pis, o piscio (GEOG, IDR) (termine dialettale, Lombardia, Piemonte): indica una sorgente di troppo pieno; di solito l'acqua sgorga da una parete con una cascata.

Pisoliti

pisoliti (MIN) (dal greco písos = pisello e líthos = pietra): concrezione calcarea di forma sferica o subsferica, con dimensione millimetrica o centimetrica, formata dal deposito di molti strati sottili concentrici attorno a un nucleo di materiale qualsiasi. Sinonimo: perle di grotta. Vedi anche ooliti.

pistone, effetto-: 1) - (FIS): azione del vento esterno su una corrente d'aria interna uscente. 2) - (IDR): azione di uscita di acque più vecchie da un condotto sotterraneo, per effetto di acque di neoinfiltrazione che determinano un notevole aumento della pressione idrostatica a monte, in genere a causa di una piena.

Pitecantropo (ANT, PAL) (dal greco píthekos = scimmia, ánthropos = uomo; letteralmente "uomo-scimmia"): così furono battezzati da E. Dubois (termine peraltro già proposto dal naturalista Haeckel per designare la forma intermedia tra le scimmie e l'uomo) i fossili umani trovati a Giava (1892) (sito all'aperto di Trinil). Sono attualmente compresi nella specie Homo erectus.

piton (in italiano "fittone") (T.ES): termine francese che indica chiodo, in particolare da roccia. In speleologia, veniva indicato un tempo con questo termine un ancoraggio per scalette ottenuto con un semplice tondino di ferro piantato in un foro fatto nel calcare con trapano a mano o più spesso con martello e perforatore (barramina o fioretto).

placche tettoniche (GEOL): parti della litosfera, più rigide del sottostante mantello, e relativamente libere le une dalle altre; lo scontro fra due p.t. è la causa principale dell'orogenesi.

placchetta (T.ES): attrezzo metallico per collegare un moschettone a un chiodo a pressione (tassello) fissato alla parete di roccia; permette l'applicazione del carico con sollecitazione di taglio, perpendicolare all'asse del tassello.

plagioclasi (MIN) (dal greco plágios = obliquo e klásis = frattura): gruppo di silicati sodico-calcici del quale i termini estremi sono quello sodico (albite) e quello calcico (anortite).

Planaria (BIO): nome di un genere e nome comune con cui sono indicati i rappresentanti più conosciuti del phylum dei Platelminti.

planu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Nuorese): piano carsico.

plasticità (GEOL): proprietà di una roccia di subire deformazioni permanenti in seguito all'applicazione di una forza.

plateau (termine francese usato internazionalmente): 1) - (GEOG): sinonimo di altopiano. 2) - (T.ST): nei grafici è detto così un tratto orizzontale, cioè con ordinata costante.

Platelminti (lat. Platyhelminthes) (BIO) (dal greco platýs = ampio, piatto e hélmins = verme): phylum di invertebrati noti come "vermi piatti" per la forma depressa del corpo, oggi suddiviso in più gruppi separati e indipendenti. Sono quasi esclusivamente ermafroditi. Nella Sistematica tradizionale, sono divisi in tre classi: Turbellari, Trematodi e Cestodi (questi ultimi includono le note Tenie parassite intestinali). Mentre i Turbellari includono forme primitive, che conducono vita libera, i rappresentanti delle altre due classi sono endo-parassiti di altri organismi. Questi vermi si possono riprodurre sia sessualmente, tramite uova, sia asessualmente per frammentazione degli individui. Sono noti Turbellari troglofili (es. specie dei generi Dugesia, Fonticola, Polycelis, Crenobia e con colorazione e macchie oculari ridotte), e anche Turbellari troglobi, ciechi e depigmentati (es., in Europa, specie dei generi Atrioplanaria e Dendrocoelum). Infine, alcune specie sotterrane dei Temnocefalidi, piccolissime e prive di occhi, vivono come parassiti esterni di Crostacei stigobi.

Plectogona (BIO): genere di Diplopodi Craspedosomatidi endemico dalle Alpi occidentali che annovera specie troglobie con occhi atrofici, depigmentazione totale e regime alimentare saprofago.

Pleistocene (GEOL) (dal greco plêistos = moltissimo e kainós = recente): primo periodo dell'era quaternaria. Va da 1,8 milioni fino a 10.000 anni fa. Il fenomeno geologico più caratteristico sono le glaciazioni; sono stati distinti 5 periodi glaciali (chiamati in Europa coi nomi di Donau, Günz, Mindel, Riss e Würm), intervallati da 4 periodi interglaciali.

Pletodontidi (lat. Plethodontidae) (BIO): famiglia di Anfibi Urodeli, di grande interesse biogeografico, diffusi in ambiente epigeo e ipogeo sia nel vecchio sia nel nuovo mondo. Unico genere della famiglia presente in Europa è Speleomantes, a cui appartengono salamandre troglofile conosciute comunemente col nome di geotritoni.

pleura (MED): membrana interna toracica a doppio strato (p. parietale, aderente alla superficie costale del torace e p. viscerale, aderente ai polmoni).

Pliocene (GEOL) (dal greco pléion = maggiormente e kainós = recente): ultimo periodo dell'era terziaria, o Cenozoico, che va da 5 a 1,8 milioni di anni fa.

plutone (GEOL): corpo geologico intrusivo, la cui roccia si è consolidata all'interno della superficie terrestre.

pluviale (GEOL): intervallo di tempo caratterizzato da clima più umido dell'attuale, con abbondanti precipitazioni. Corrisponde a un periodo glaciale di regioni che si trovano a latitudine più elevata.

pneumotorace (MED) (dal greco pnêuma = soffio e thō'rax = corazza, torace): ingresso di aria nello spazio fra le pleure; p. a valvola: di solito provocato da lesione pleurica secondaria a frattura costale. Condizione estremamente pericolosa per la vita, dovuta all'aumento di pressione all'interno dello spazio pleurico, con instaurazione di un meccanismo a valvola che intrappola l'aria proveniente dal polmone lesionato, aumentando così la pressione intrapleurica e collassando il polmone stesso; si verifica conseguentemente la compressione secondaria del mediastino e del cuore (tamponamento cardiaco). Il solo intervento possibile è la perforazione della pleura parietale per permettere la fuoriuscita dell'aria in pressione.

poju (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Nuorese): burrone, caverna, pozzo naturale; sinonimo: pòu.

polarità (GEOL): riconoscimento del letto e del tetto di uno strato, e quindi determinazione del verso diritto o rovesciato di una serie di strati;p. magnetica: la direzione e il verso di un campo magnetico. Vedi anche paleomagnetismo.

poli- (dal greco polýs = molto): prefisso comune a molti termini.

Policheti (lat. Polychaeta) (BIO) (prefisso poli- e dal greco cháitē = chioma): classe degli Anellidi (ritenuta da alcuni autori Phylum distinto), con rappresentanti quasi tutti marini. Poche specie sono note di acque sotterranee; da citare un elemento relitto del Carso dinarico, la straordinaria Marifugia cavatica, presente in Italia nel Carso triestino.

policiclico (GEOL) (prefisso poli- e dal greco kýklos = cerchio): prodotto da molti cicli; in geologia l'espressione si usa essenzialmente per i cicli di erosione e per i cicli di speleogenesi.

polifago (BIO) (prefisso poli- e dal greco phaghêin = mangiare): animale con regime alimentare vario, generalista, non specializzato (contrapposto a monofago).

poligenico (GEOL) (prefisso poli- e dal greco génesis = origine): dicesi di un processo riferibile a molte cause. Ad esempio, è detto p. un conglomerato nel quale i costituenti hanno varia natura.

poligonale (T.ST) (prefisso poli- e dal greco gōnķa = angoli): in geometria è così chiamata qualsiasi linea spezzata: p. chiusa se gli estremi coincidono, e p. aperta in caso contrario. Nel rilievo topografico delle grotte, così è detta la linea spezzata immaginaria che percorre tutte le gallerie e gli ambienti della grotta unendo tutti i caposaldi; si tratta di una p. aperta. I valori di ogni singolo tratto sono definiti da due misure angolari e una misura di distanza.

poligoni di disseccamento (GEOL) (prefisso poli- e dal greco gōnķa = angoli): fessure che nell'insieme formano un disegno poligonale e che si formano su suoli argillosi per ritiro del materiale in condizioni di secchezza. Chiamati anche "fessure nel fango".

polimorfismo (prefisso poli- e dal greco morphē' = forma): 1) - (MIN): fenomeno per cui una stessa sostanza assume due o più differenti forme cristalline. L'esempio più tipico è quello del carbonato di calcio che cristallizza formando calcite, trigonale, o aragonite, rombica. 2) - (BIO): variabilità morfologica negli individui della stessa specie animale.

polje (GEOL) (termine di origine slava): vasta estensione piana, chiusa, di tipo endoreico, (vedi endoreismo) che si sviluppa sulla superficie di territori carsici; le acque di un p. vengono assorbite tramite un inghiottitoio o mediante assorbimento diffuso. Alcuni p. sono allagati in permanenza o per un certo periodo dell'anno; p. strutturale: p. la cui forma è determinata dalla struttura tettonica (faglie, pieghe, ecc).

polla (IDR): punto in cui sgorga acqua dal suolo, sinonimo di sorgente.

polline (BIO): particella microscopica, agente maschile della fecondazione nelle piante; il suo rivestimento è particolarmente resistente agli agenti esterni, in particolare agli acidi, per cui il p. è di comune conservazione nei depositi archeologici. Lo studio dei p. (palinologia) è un importante indicatore del paleoclima.

Polydesmus troglobius

Polydesmus (BIO): genere di Diplopodi a vasta distribuzione, con rappresentanti cavernicoli anche molto specializzati che si nutrono di detriti organici di origine vegetale in decomposizione (fitosaprofagi).

pompaggio (T.ES): operazione che si compie talvolta per svuotare i sifoni o per abbassarne il livello idrico e quindi rendere più agevole il loro superamento.

ponor (GEOL): termine slavo, usato talvolta anche nelle altre lingue, sinonimo di perdita e di inghiottitoio. Può essere esplorabile o no, ma è sempre relativo a perdite localizzate.

ponte naturale (GEOG): arco roccioso di grandi dimensioni. Per quanto non esclusivo, è caratteristico dei paesaggi carsici. Certi p. (o archi) possono essere il residuo di un condotto carsico smantellato dall'erosione. Es. Véia, Ponte di -

popolazione (BIO): insieme di individui appartenenti ad una specie biologica che occupano lo stesso territorio in un dato momento, e che possono essere più o meno isolati da popolazioni vicine della stessa specie a causa di barriere geografiche.

pora (GEOG) (termine dialettale, Puglia): modesta cavità verticale.

Porcellio (BIO): genere di Crostacei Isopodi terrestri, comunemente conosciuti come "porcellini di terra"; hanno corpo appiattito, scuro, di forma subovale, formato da numerosi segmenti embricati fra loro che possono permettere a questi animali di appallottolarsi per difendersi dagli aggressori. Talora presenti negli ingressi delle grotte, presentano affinità nei confronti degli Isopodi troglobi della famiglia dei Triconiscidi.

porfido (GEOL, PETR) (dal greco porphýra = porpora): rocce eruttive effusive a struttura porfirica, cioè con fenocristalli di feldspato, plagioclasi, quarzo, immersi in una pasta di fondo.

porfirico (GEOL, PETR) (dal greco porphýra = porpora): minerale con struttura tipica dei porfidi.

porfiroide (GEOL, PETR) (dal greco porphýra = porpora): rocce derivate da porfidi, che hanno subito un metamorfismo non intenso, per cui conservano in parte i cristalli originari.

Poriferi (lat. Porifera) (BIO) (dal greco póros = passaggio, foro e dal latino fěrre = portare): phylum di organismi animali a bassa organizzazione strutturale, a cui appartengono le note spugne commerciali. In gran parte marini, annoverano rappresentanti dulciacquicoli nella famiglia degli Spongillidi, talora segnalati di acque sotterranee. Una specie del Carso dinarico, Eunapius subterraneus, pare essere realmente troglobia; alcune spugne abissali (per es. Litistidi) sono state rinvenute a pochi metri dalla superficie in grotte marine e altre sono state rinvenute in grotte anchialine delle Bahamas, fino a 800 m all'interno della piattaforma continentale. Infine, in anni recenti, è stata scoperta una straordinaria spugna carnivora (Asbestopluma hypogea), in una grotta marina della costa della Provenza, che vive a circa 20 m di profondità, in acque a 13-14 C, arpionando Crostacei di cui si nutre.

poro (GEOL): piccolo vuoto nella roccia fra gli elementi costitutivi; se i pori sono contigui fra loro, permettono la circolazione d'acqua.

porosità (GEOL, MIN): proprietà della roccia di includere spazi vuoti; si esprime in percentuale di vuoto rispetto al volume totale della roccia; in casi particolari la p. può arrivare al 50%. Si distingue una p. primaria, contemporanea alla formazione della roccia, e una secondaria; p. efficace: l'insieme dei vuoti di una roccia utilizzabili dall'acqua che vi può circolare, se sottoposta a un gradiente idraulico; p. effettiva, p. utile, p. dinamica, coefficiente di immagazzinamento, sono espressioni equivalenti.

portata (IDR): volume d'acqua che scorre nell'unità di tempo in un corso d'acqua, o che fuoriesce da una sorgente.

Porto Badisco* (ART, ARC.P): complesso di tre grotte (g. dei Cervi, Diavoli e Cosma) in comune di Otranto (Lecce, Puglia) che conserva una delle più importanti manifestazioni di arte parietale del Neolitico; si tratta di rappresentazioni pittoriche di uomini e animali con elementi astratti e impronte di mani.

Postumia* (GR, TUR): importante grotta in Slovenia, fra le maggiori attrattive turistiche del mondo; è nota da molti secoli. Il nome locale attuale è Postojna, mentre quando faceva parte dell'impero austro-ungarico veniva chiamata grotta di Adelsberg.

potassio-argon (T.ST): metodo di datazione assoluta. Si basa sul calcolo del rapporto tra il numero di atomi di K40 (isotopo radioattivo del potassio presente nelle rocce) e gli atomi di Ar40 (prodotto del degrado del K40). Il metodo è utile per la datazione di materiali più vecchi di centomila anni e in rocce vulcaniche (es. strati di depositi intervallati da strati vulcanici nei siti all'aperto dell'Africa, da cui provengono i resti dei primi Ominidi).

potenza: 1) - (FIS): in Fisica è una grandezza che esprime il lavoro compiuto nell'unità di tempo. 2) - (GEOL): in geologia è sinonimo di spessore, riferito ad un'unità stratigrafica.

potenziale di carsificazione (GEOL): l'attitudine di un massiccio montuoso a diventare sede di fenomeno carsico e l'entità di esso. Dipende dal gradiente idraulico e dalle dimensioni delle zone di assorbimento e di trasferimento. Talvolta con questa espressione si intende esprimere il massimo dislivello possibile di un sistema carsico non del tutto conosciuto, che corrisponde alla differenza fra la quota delle più alte cime calcaree e la quota dell'emergenza.

potenziale idraulico (IDR): attitudine di un mezzo, generalmente un massiccio montuoso, a stabilire un flusso idrico fra due punti di esso.

pozzavello (GEOG) (termine dialettale, Lazio): inghiottitoio, di solito in un polje; sinonimo: pozzarica.

pozzo: 1) - (T.ES): tratto verticale di grotta, che di norma esige attrezzamenti specifici per il suo superamento. 2) - (GEOL): la speleologia scientifica tende a chiamare p. non tutti i tratti verticali ma solo quelli che hanno, o hanno avuto relazione con movimenti verticali dell'acqua. In relazione alle caratteristiche genetiche e morfologiche si parla di p.-diaclasi, p.-faglia, p. in interstrato, p. a campana, ecc.; p. a neve: trattiene la neve per molti mesi all'anno; la neve che fonde lentamente ha un importante ruolo speleogenetico a causa del fatto che la bassa temperatura dell'acqua permette di trattenere notevoli quantità di anidride carbonica, che la rendono un forte solvente del calcare.

Pradis*, grotte verdi di- (TUR): piccole grotte all'interno di una bella forra, in comune di Clauzetto (Pordenone, Friuli - Venezia Giulia).

Praja a Mare* (ARC.P): tre grotte sulla costa nel comune di Praja a Mare (Cosenza, Calabria), grotte Santuario della Madonna, Fumarulo e Cardini con depositi del Bronzo.

pranu (GEOG) (termine dialettale, Sardegna, Nuorese): piano carsico.

pre- (dal latino prāē = prima): prefisso a molti termini indicante precedenza.

preadattamento (BIO) (prefisso pre-): insieme di caratteristiche sia di carattere morfologico sia, soprattutto, eco-fisiologico, che rendono un organismo adatto, in caso di variazioni di fattori ambientali, alla colonizzazione di nuovi ambienti. Il popolamento dell'ambiente ipogeo è avvenuto da parte di organismi epigei, preadattati all'ambiente sotterraneo.

Precambriano (GEOL) (prefisso pre- e da Cambria, antico nome del Galles): l'era o il gruppo di ere precedenti il Cambriano; va da 3.800 a 550 milioni di anni fa. In passato veniva detto Archeozoico; oggi viene suddiviso in Archeano (o Archeozoico) (da 3.800 a 2.600 milioni di anni fa) e Proterozoico (da 2.600 a 550 milioni di anni fa).

precipitazione (CH): separazione di una sostanza solida da una soluzione.

precipitazioni (FIS): le acque di origine meteorica che cadono a terra, siano esse sotto forma di acqua liquida come di neve o altre forme;p. occulte: le acque di origine meteorica che si formano sul terreno, nelle masse detritiche o nelle grotte per condensazione di aria umida.

predatore (BIO): animale che caccia attivamente altri organismi per nutrirsene.

predazione (BIO): è la forma più diretta di relazione fra specie diverse, e consiste nell'uccisione di un organismo da parte di un altro a scopo alimentare.

Preistoria, studio della (ARC.P) (prefisso pre- e dal latino historia = storia): disciplina scientifica che studia il percorso evolutivo culturale dell'uomo dalle origini alla comparsa dei documenti scritti; essa si basa sulla presenza di resti e testimonianze umane nei depositi archeologici, avvalendosi di svariate tecniche (tra cui quella dello scavo stratigrafico).

Preneandertaliani (ANT, PAL) (prefisso pre-): gruppo di umani europei appartenenti al ramo evolutivo dei Neandertaliani a partire da una linea di forme umane arcaiche giunte in Europa dal continente asiatico e provenienti dall'Africa (da 600.000 anni fa).

presettu (MORF) (termine dialettale, Sardegna): vasca, cavità nelle rocce con raccolta di acqua piovana.

pressione, circolazione in- (IDR): modalità di circolazione dell'acqua in un massiccio carsico quando tutti i vuoti della roccia sono occupati da acqua. Sinonimo: circolazione freatica.

pressione idrostatica (IDR) (prefisso idro- e dal greco staticós = statico): forza esercitata dall'acqua in un corpo immerso.

pressione orientata, o p. unidirezionale (GEOL): p. esercitata sui granuli o sui cristalli componenti una roccia in una direzione prevalente, per cause tettoniche. Tale p. favorisce un orientamento dei minerali che ricristallizzano.

Preta*, Spluga della- (ST.SP, GR): grande abisso in comune di S. Anna di Alfaedo (Verona, Veneto), nei monti Lessini, profondo 985 metri. La sua esplorazione, durata molti anni dal 1927, ha rappresentato una tappa importante nella storia delle esplorazioni in Italia.

primaria, era- (GEOL): sinonimo di Paleozoico.

primario (GEN): ogni processo o fenomeno contemporaneo al processo di formazione di una roccia. Pertanto si può parlare di porosità p., struttura p., mineralizzazione p., ecc. Sinonimo: singenetico; contrapposto a secondario.

Primati (BIO) (lat.: Primates) (dal latino prīmus = primo): ordine di Mammiferi che comprende l'uomo, le scimmie e i lemuri raggruppati in tre sottordini.

pro- (dal latino prō = avanti): prefisso comune a molti termini indicante posizione anteriore, avanzata.

Procarioti (BIO): vedi Batteri.

profilo del suolo (GEOL): sezione verticale di un suolo che distingue vari livelli con differenti tipi di alterazione, arricchimento o dilavamento.

profilo d'equilibrio: 1) - (IDR): p. longitudinale di un corso d'acqua arrivato alla maturità; l'acqua non deposita e non scava. 2) - (MORF): forma che raggiungono le grandi sale sotterranee quando le diverse spinte si annullano reciprocamente e la volta ha raggiunto la condizione di equilibrio meccanico.

profilo geologico (GEOL): rappresentazione che riproduce una sezione verticale dei terreni tagliati lungo un percorso detto traccia. Sinonimo: sezione geologica.

profondimetro (SUB) (dal greco métron = misura): strumento di misura della profondità dell'acqua dove si trova l'operatore; si basa sulla misura di pressione.

profundidade (GEOG) (termine dialettale, Sardegna): abisso.

prolago (lat. Prolagus sardus) (BIO): roditore estinto in epoca storica, comune in tutti i livelli fossiliferi delle grotte di Sardegna.

propulsore (UT, ARC.P) (dal latino propĕllere = spingere avanti): strumento tipico del Paleolitico superiore in osso o legno per il lancio di giavellotti che, aumentando il braccio di leva, imprime una maggiore forza propulsiva. Frequente l'uso nel Maddaleniano di p. in osso decorati con incisioni di animali.

prosoma (BIO) (prefisso pro- e dal greco sôma = corpo): regione anteriore, comprendente capo e torace (e pertanto nota anche come cefalotorace), del corpo degli Aracnidi.

prospezione (GEOG) (dal latino prospĭcere = guardare avanti): esplorazione della superficie terrestre per ricerche particolari. In speleologia la p. è volta soprattutto alla ricerca di nuove grotte, punti assorbenti, buchi soffianti, ecc.; sinonimo: battuta. Vedi anche ricerca di grotte.

prossimale (BIO) (dal latino prŏximus = prossimo): 1) - in osteologia si riferisce all'estremità di un osso lungo più vicina al punto considerato come origine di un arto. 2) - Nella descrizione di una parte di un organismo animale, il termine è sinonimo di basale.

Proteus anguinus

proteo (Proteus anguinus) (BIO): Anfibio Urodelo, unico rappresentante stigobio fra gli Anfibi europei, esclusivo del Carso dinarico, sconfina in territorio politicamente italiano lungo il confine sloveno; ha corpo allungato e depigmentato di colore bianco roseo e branchie esterne rossastre per la presenza di capillari sanguigni; gli arti sono ridotti e gli occhi atrofizzati; può raggiungere i 30 cm di lunghezza. Presenta neotenia e si riproduce a mezzo di uova. Il P. raggiunge la maturità sessuale dopo i 15 anni dalla nascita; le larve sono provviste di occhi e di pigmento che con lo sviluppo regrediscono rapidamente; i giovani tuttavia, allevati alla luce, mantengono una pigmentazione diffusa. In anni recenti è stata descritta una sottospecie della Slovenia (inizialmente ritenuta specie distinta) caratterizzata da cranio tozzo e breve, molto notevole per il fatto di mantenere in natura una notevole pigmentazione e occhi relativamente sviluppati. Il P. è assai longevo e può vivere sicuramente per oltre 50 anni, secondo alcuni autori fino a 80 anni. Il ciclo vitale di questi Anfibi è stato studiato nel laboratorio sotterraneo di Moulis, nei Pirenei francesi.

Proterozoico (GEOL) (prefisso proto-): secondo periodo del Precambriano; va da 2600 a 550 milioni di anni fa.

Protisti (BIO) (prefisso proto-): raggruppamento di valore sistematico indefinito, proposto da Haeckel nel 1866 come intermedio fra piante e animali, includente organismi unicellulari eucarioti. Considerato sinonimo di Protoctisti (vedi).

proto- (dal greco prôtos = primo): prefisso comune a molti termini indicante "precedente, più antico".

Protoctisti (BIO) (prefisso proto-): raggruppamento proposto da Hogg nel 1861, considerato in molte classificazioni come un regno dei viventi, alquanto eterogeneo, includente organismi eucarioti che non siano procarioti, funghi, piante o animali. Oggi numerosi autori distribuiscono i P. in più regni, mentre i Protozoi vengono considerati al rango di regno distinto.

protostoria (ARC) (prefisso proto-): si riferisce a culture di popolazioni che ignorano la scrittura, ma che sono documentate da altre che conoscono la scrittura.

prototrofo (BIO) (prefisso proto- e dal greco trophē' = nutrizione): termine riferito al metabolismo dei Batteri autotrofi, che possono sintetizzare le sostanze necessarie al proprio sostentamento a partire da sostanze inorganiche.

Protozoi (BIO) (lat. Protozoa) (prefisso proto- e dal greco zôion = animale): organismi unicellulari di dimensioni microscopiche (di norma dell'ordine di frazioni di mm), attribuiti oggi da alcuni autori ad un regno distinto dei viventi, possono condurre vita singola o coloniale. Diffusi in tutti gli ambienti, presentano forme e strutture molto diverse, e sono talora dotati di ciglia vibratili o di scheletri induriti da sostanze minerali. Numerose specie delle classi Mastigofori, Rizopodi, Eliozoi e Infusori sono spesso presenti in grotta e in acque sotterranee, e presentano apparenti caratteri adattativi all'ambiente ipogeo; alcuni P. epibionti e/o parassiti (es. Gregarine) vivono su Artropodi cavernicoli.

provincia (GEOG): area distinta dalle aree circostanti per particolari caratteri; ad esempio, per faune diverse (p. faunistica), per caratteri del materiale di sedimentazione (p. sedimentaria), ecc.

Prusik (T.ES): vedi nodo.

psammico (BIO): vedi psammobio.

psammobio (sin. psammico) (BIO) (dal greco psámmos = sabbia): aggettivo, riferito a organismo che vive nella sabbia.

Pselafidi (lat. Pselaphidae) (BIO): famiglia di Coleotteri di piccole o piccolissime dimensioni, recentemente accorpata alla famiglia degli Stafilinidi, frequenti nell'humus e nella lettiera vegetale, o come elementi endogei. Alcune specie sono regolarmente cavernicole, talora specializzate, depigmentate e anoftalme. In Italia, da citare alcuni rappresentanti del genere Bryaxis, Tychobythinus e Machaerites.

pseudo- (dal greco pseudē's = falso): prefisso comune a numerosi termini.

pseudocarsismo (GEOL) (prefisso pseudo-): termine per indicare fenomeni e forme simili a quelle del carso, ma nelle quali non interviene alcuna fase, anziché tre come nel processo carsico. È il caso delle bolle nella lava (p. singenetico) e delle grotte tettoniche o di erosione (p. epigenetico).

pseudocarso (GEOL) (prefisso pseudo-): area che presenta, in rocce poco o nulla carsificabili, una convergenza di forme con quelle del carso. Sinonimo: paracarso.

pseudofisogastria (BIO) (prefisso pseudo- e dal greco phýsa = vescica, rigonfiamento, e gastēr = ventre): adattamento morfo-fisiologico di alcune specie di Insetti troglobi (quali i Leptodirini dei generi Antroherpon e Leptodirus) che hanno sviluppato una forma globosa delle elitre che delimita una camera sotto-elitrale ripiena di aria umida, atta a proteggere gli stigmi respiratori e l'addome durante gli spostamenti in zone dei reticoli sotterranei con umidità relativa più bassa della norma.

pseudogalleria (MORF) (prefisso pseudo-): associazione di molti fusi paralleli su uno stesso piano, nonché di vuoti di varia origine; per coalescenza ne risulta un condotto simile a una galleria, che presenta frequenti variazioni della sezione.

Pseudoscorpioni (lat. Pseudoscorpiones) (BIO) (prefisso pseudo-): ordine di Artropodi Aracnidi apparentemente simili agli scorpioni per la loro caratteristica più notevole, i grossi pedipalpi terminanti con robuste chele; a differenza di questi non posseggono però un prolungamento dell'addome dotato di aculeo velenifero. Sono noti numerosissimi P. specializzati alla vita sotterranea in tutti i continenti; in Italia sono da citare numerosi rappresentanti troglobi dei generi Chthonius, Spelingochthonius, Troglochthonius, Neobisium, Roncus e Pseudoblothrus.

Pseudosinella (BIO) (prefisso pseudo-): genere di Collemboli con spiccati adattamenti alla vita ipogea, quali l'allungamento delle antenne e delle altre appendici e totale depigmentazione.

Psocotteri (lat. Psocoptera) (BIO) (dal greco psōkhein = sminuzzare, pterón = ala): ordine di Insetti di piccole dimensioni, provvisti di due paia di ali membranose, talora ridotte o assenti nelle femmine; generalmente sono xilofagi e sminuzzano il legno o suoi derivati, da cui il nome. Alcune specie sono state reperite in grotta, ma nessuna pare essere troglobia.

puddinga (PETR) (dall'inglese pudding = budino, con allusione all'aspetto): conglomerato con elementi arrotondati. Anche se raramente, in una p. si possono formare grotte.

pudzone (BIO): (termine dialettale, Sardegna): pipistrello.

pulce (BIO): vedi Sifonatteri.

pull ?i peil (BIO) (termine dialettale, Calabria): pipistrello; letteralmente "uccello di pelle".

pulo (GEOG) (termine dialettale, Puglia): grande dolina a pareti ripide; sinonimo: pul.

pulo di Molfetta* (ARC.P): enorme dolina (diametro 170 m, profondità 30 m) in comune di Molfetta (Bari, Puglia). Sfruttata in passato per l'estrazione del salnitro; nel Neolitico e nel Bronzo è stata utilizzata a scopi abitativi e come necropoli (56 sepolture).

pulsazioni glaciali (CL): punte di massima glaciazione nel corso delle oscillazioni climatiche del Pleistocene.

punta di freccia (UT): generalmente in un deposito archeologico è la sola parte conservata di una freccia; può essere in pietra o in metallo e di varie fogge. Rappresenta un buon indicatore culturale e cronologico, soprattutto nei periodi del Neolitico e del Bronzo.

punta esplorativa, o semplicemente punta (T.ES): discesa in esplorazione di una grotta per avanzare oltre le regioni note.

punteruolo (UT): in uso a partire dal Paleolitico medio, in osso caratterizzato da un'estremità a punta adatta a forare pelli.

punto di percussione (IN.LIT): punto di un nucleo litico in cui avviene l'impatto con un percussore per ottenere il distacco di una scheggia. (Vedi anche concoide).

pupa (BIO): nella metamorfosi degli Insetti rappresenta lo stadio intermedio, quiescente, in cui si trasforma la larva matura prima di diventare un'immagine o Insetto adulto. Nei Lepidotteri, la p. è spesso chiamata crisalide.

purga: vedi spluga.